La deriva la si percepisce ovunque e diventa sempre più urgente dare il la ad una stagione capace di produrre anticorpi che possano arrestarla. Altrimenti è la democrazia stessa ad essere in pericolo. Sono le riflessioni scaturite a latere di una conversazione con l’ex consigliere Alessandro Mancini candidato tra le fila di Npr.
E’ inevitabile un accenno al pasticcio delle brochure istituzionali, quanto è grave?
“E’ Molto grave perché reca danni alla lista ma anche all’immagine della competizione elettorale, è un documento previsto dalla legge a cura della Segreteria agli interni che deve obbligatoriamente dotarsi di tutti i presidi di controllo. Vi sono danni di immagine e quel che è accaduto getta ombre sulla macchina della campagna elettorale. Noi abbiamo chiesto delle risposte, se esse non arriveranno saremo costretti ad avvisare gli organismi internazionali. C’è stato il tentativo di minimizzare, di sdoganare lo sbaglio quando invece era urgente porvi rimedio perché la democrazia non ammette questo tipo di leggerezze”.
Parliamo un po’ di Carisp, in redazione ci arrivano segnalazioni giornaliere, sono dipendenti cui ufficiosamente viene comunicato che tempo qualche mese resteranno a casa. In compenso pare abbiano assunto 134 persone in un solo mese nella Pa. Cosa può dire a riguardo?
“Carisp è un problema serio perché è la banca dello stato, non si scherza con le risorse pubbliche, a questo proposito è anche molto grave il fatto che le forze di opposizione non abbiano alcun rappresentane nel cda, come se la banca, di proprietà dell’Eccellentissima Reggenza, appartenesse al governo di turno. Questa è anche la ragione per la quale nemmeno noi sappiamo nulla di Carisp, non abbiamo informazioni, sappiamo solo perché lo abbiamo appreso dai giornali, che si è partiti con la riduzione dei costi facendo azioni sul personale di cui non capiamo le ragioni. E’ infatti allarmante che lo Stato da un lato lasci a casa delle persone e che dall’altro ne vengano assunte delle altre. Poi viene da chiedersi che fine abbia fatto il piano industriale di Carisp a distanza di 10 mesi dall’insediamento del nuovo Ad, non c’è solo la gestione interna, deve essere costruita l’attività della banca, decidere quali azioni di recupero attivare, non va dimenticato che Carisp ha in pancia immobili scippati ad Asset sui quali è necessaria una strategia. La paura è che con la copertura dello stato ci sia più superficialità nell’affrontare le situazioni tanto è sempre Pantalone che paga. In questo modo si va a incidere sul mercato perché c’è un istituto che non è nelle stesse condizioni degli altri concorrenti e può magari permettersi anche di vendere denaro in maniera non concorrenziale….”
Il clima della campagna elettorale si è surriscaldato non tanto sui temi ma sulle persone, è sempre stato così?
“Purtroppo è una brutta campagna elettorale con cattiverie, attacchi alle persone, ci sono forze governative che sanno di aver governato male e quindi per non ammettere i propri errori hanno cercato di attaccare gli avversari. Libera ad esempio è il 70% del vecchio governo e ha tante responsabilità sulla deriva del Paese, ciononostante non ha fatto autocritica né ha posto l’accento su cosa è stato sbagliato. Ora dicono cose che potevano fare ma non hanno fatto”
Il caso targhe è scomparso dal radar della politica ma rimane un grande problema per San Marino. Come mai ad oggi una soluzione non è ancora arrivata?
“Il caso targhe è l’emblema del fallimento del governo, esso dà la misura dell’inesistenza della politica estera ma la responsabilità è di tutta la ex maggioranza, Libera compresa che continua a prendersi meriti che non ha. Fino a 6 mesi fa difendevano Grais e Savorelli e Morganti e Capicchioni che li hanno portati non è un caso facciano parte oggi della stessa lista, di Libera appunto”.
Repubblica Sm