Nella scorsa legislatura, dopo vari anni d’immobilismo, la Segreteria degli Esteri ed il Governo hanno dato finalmente un impulso fondamentale nell’attuazione di un percorso concreto d’integrazione europea. In primo luogo si scelse di mettere a fuoco le varie opzioni a disposizione, producendo uno studio approfondito e articolato in cui vennero messi in evidenza vantaggi e svantaggi delle varie ipotesi di maggiore integrazione. Studio che, a differenza dei tanti soldi buttati in passato in consulenze inutili, è stato prodotto a costo zero, valorizzando il contributo di molti Sammarinesi, ed è stato fortemente apprezzato a Bruxelles.
In secondo luogo si scelse di parlare direttamente con le massime istituzioni dell’Unione Europea, innanzitutto coi Presidenti di Commissione Europea e Consiglio Europeo e con numerosi Commissari, cercando un approccio condiviso che potesse coniugare le esigenze dell’UE con l’ingresso nel mercato unico e con condizioni di salvaguardia per la sovranità del nostro piccolo Stato.
In terzo luogo si è creata – all’interno del Dipartimento Affari Esteri – la Direzione Affari Europei.
Infine si è iniziato a promuovere la preparazione dei giovani sammarinesi alle problematiche connesse alla maggiore integrazione con l’UE, mediante la frequenza al Collegio di Bruges, da decenni l’istituto per eccellenza nella formazione degli esperti nelle tematiche comunitarie..
Quest’approccio pragmatico e realistico messo in campo dall’ex-Segretario agli Esteri Antonella Mularoni ha portato dapprima al documento del Consiglio Europeo del giugno 2011, poi ai documenti della Commissione e del Consiglio Europei del novembre e del dicembre 2012 ed ora, a distanza di un anno – come indicato dal Consiglio Europeo nel documento dello scorso anno – ad un ulteriore rapporto della Commissione, che dovrà essere seguito da una decisione del Consiglio.
La Commissione Europea ha ribadito la volontà di perseguire il percorso di maggiore integrazione, così da consentire a San Marino di essere integrato nel mercato unico, esprimendo la sua preferenza per lo strumento dell’accordo quadro.
Alleanza Popolare prende atto con soddisfazione del pronunciamento della Commissione Europea e invita il Governo a procedere con convinzione e impegno sulla strada individuata dalla Commissione. Alleanza Popolare ritiene che – come dichiarato anche da Andorra (si veda punto 2.2.2. del documento) – l’accordo di associazione possa essere una ipotesi di lavoro molto positiva per San Marino, a condizione che sia basato su un quadro istituzionale stabilito.
Naturalmente – come indicato nel rapporto – nella fase della trattativa vi saranno numerosi aspetti da definire, sia sul piano istituzionale sia sul piano delle peculiarità che il nostro Paese intende salvaguardare. San Marino dovrà dimostrare la sua piena capacità negoziale, onde giungere in tempi brevi ad un accordo in grado di rispondere al meglio alle necessità del Paese. E dovrà dimostrare la sua adeguatezza sul piano amministrativo e delle risorse umane.
Alleanza Popolare coglie l’occasione per ringraziare la Commissione Europea e tutti coloro che con il proprio serrato impegno di anni hanno reso possibile questo risultato, che conferma – contrariamente a quanto strumentalmente dichiarato da più parti durante la recente campagna referendaria – che l’esito non positivo del referendum non avrebbe affatto bloccato il percorso di maggiore integrazione europea.











