Alla vigilia di ferragosto la Triade delle Organizzazioni di Categoria, USC in testa, hanno preso una dura posizione in merito al “Trenino della discordia”. Avevano tuonato: O si torna alla delibera concordata oppure agiremo per vie legali!
Il ferragosto è passato, il Trenino ha scarrozzato in lungo e in largo fottendosene di tutto e di tutti, non è cambiato nulla, il Segretario di Stato pare essere rimasto senza parole e delle Organizzazioni di Categoria si sono perse le tracce.
La Ditta Fratelli Benedettini continua a fare quello che gli pare e fa bene a fare i propri interessi in una realtà tragicomica in cui nessuno fa nulla per fare rispettare almeno i patti sottoscritti.
Così i commercianti devono esercitare la loro professione in strutture ben definite altrimenti sono guai, mentre il Trenino può fermarsi ovunque e andare in tutte le direzioni, tanto nessuno gli dice niente.
I commercianti devono seguire un orario pereciso che deve essere ben esposto altrimenti vengono multati, il Trenino non rispetta nessun orario, si muove solo quando c’è movimento e ovunque ci sia movimento di turisti, tanto nessun agente di Polizia e nessun ispettore lo controlla.
I commercianti non possono fare petulanza, pena sanzioni pesanti, La Ditta Benedettini invece può utilizzare gli autobus sui quali viene esercitata la linea internazionale Rimini/San Marino, graziosamente concessa dallo Stato di San Marino, per fare petulanza lungo il tragitto in diverse lingue a favore di una iniziativa privata che fa sempre capo alla stessa Ditta Benedettini.
E l’USC e gli altri hanno fatto partire le denunce promesse? Non ci risulta proprio. Pensare che di ragioni e argomenti ce ne sarebbero una quantità enorme. Evidentemente le minacce del Segretario di Stato al Turismo di ordinare controlli nei confronti di un dirigente dell’USC hanno fatto il loro effetto.
Abbiamo ben compreso che il Segretario di Stato al Turismo ha scelto di tutelare gli interessi di un imprenditore a discapito di centinaia di commercianti del Centro Storico che vengono invece pesantemente penalizzati. Possiamo anche comprendere il timore di dirigenti delle Associazioni di Categoria che vengono minacciati e quindi timorosi scelgono la via del silenzio, ma se si occupano certe posizioni e si tace, i nostri interessi chi li difende?, chi li tutela? La risposta è semplice: nessuno.
E allora viene da chiedersi se non vi siano in atto altre manovre di sapore vagamente partitico, che non sarebbero più tollerabili. Come non è più tollerabile questo assordante silenzio.
Così non è possibile continuare. Se non si cambia registro porteremo alla vostra attenzione cifre e dati e di certo non ce ne staremo con le mani in mano, perchè non vogliamo più vivere altre stagioni come quella horribilis che si sta avviando alla sua naturale conclusione.
San Marino, 24 agosto 2015
Un gruppo di commercianti del centro storico