SAN MARINO. ALZHAEIMER. SUL TITANO 85 I PAZIENTI IN CURA, 20 I PARENTI ASSISTITI

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  • iss2 - ospedale di statoLa cura di un malato di Alzheimer comprende anche il supporto emotivo e psicologico per i suoi familiari. Questo, in sintesi, e’ il progetto Fed, Famiglia e demenze, promosso e finanziato dalla Fondazione Terenzi, presentato oggi alla segreteria di Stato per la Sanita’. Domani prendera’ il via, per il secondo anno, l’iniziativa che coinvolge una ventina di familiari di pazienti colpiti dalla demenza, quindi non solo da Alzheimer. Sono soprattutto mogli, donne dai 65 ai 75 anni, che si prendono sulle spalle in via esclusiva l’assistenza del compagno di una vita. Per loro e’ previsto un percorso fatto di incontri in gruppi di “auto-aiuto”, coordinati dalla psicoterapeuta Lucia Guidi.

    L’anno scorso era gia’ partito il progetto pilota che ha visto la partecipazione di nove persone, un primo gruppo che proseguira’ gli incontri anche quest’anno, cui se ne aggiunge uno nuovo, di una decina di familiari di pazienti di Neurologia.  Susanna Guttmann, responsabile del reparto, spiega che sul Titano i casi di Alzheimer sono 85, ma molti di piu’ sono i pazienti affetti dalla patologia di demenza “intesa come invecchiamento precoce con disturbo cronico”. Il trend nei paesi occidentali e’ in espansione ed e’ compreso tra una soglia dal 4 all’8% su una popolazione di 100 mila abitanti. “Come professionisti che assistono i pazienti- puntualizza il medico- riusciamo anche a capire quando esiste un problema per i familiari e quando c’e’ l’esigenza di aiutarli”.

    Per loro la medicina migliore e’ l’organizzazione di questo tipo di incontri, “dove possono sfogarsi, confrontarsi e uscire dall’isolamento in cui si cade nell’assistere questo tipo di pazienti”. Anche il segretario di Stato per la Sanita’, Francesco Mussoni, sottolinea l’importanza di un sostegno, da parte di professionisti, per i familiari investiti dal problema dell’Alzheimer che vivono “un mutamento sostanziale della qualita’ della vita e un senso di smarrimento”.      

    Per il direttore dell’Iss, Paolo Pasini, il progetto Fed, frutto della sinergia tra pubblico e privato, “rappresenta nuovi modi per affrontare nuovi bisogni”, anche perche’ “sempre piu’ in questo campo- conclude- c’e’ una dimensione relazionale che e’ motore della parte medica e assistenziale”. Dire