Così la definisco in quanto non rappresenta la volontà degli elettori.
La nega con lo sbarramento che annulla una parte di voti popolari. La nega perché in caso di ballottaggio prevede un premio di maggioranza fino al 100 per cento e penalizza tutti gli altri partiti in modo pesantissimo.
Tra l’altro, le norme sulla cittadinanza istituiscono gli elettori a tempo determinato. Infatti se entro 5 anni non rinunciano alla cittadinanza di origine,perdono la nostra e di conseguenza il diritto di voto. Tutto ciò crea un vulnus alla democrazia e crea discriminazioni inaccettabili sul piano del diritto.
Non è infatti accettabile che il voto di una parte dei cittadini venga annullato dallo sbarramento.
Non è accettabile che coloro che acquisiscono la nostra cittadinanza debbano negare le loro origini e la loro storia personale con una decisione umiliante, ammesso che sia consentito dal loro paese.
È dunque importante apportare adeguate modifiche alla legge elettorale ritornando al proporzionale puro.
Per essere molto esplicito faccio riferimento alle ultime elezioni. Se la coalizione Libera-PS e PSD avesse scelto il ballottaggio e lo avesse vinto sarebbe passata da 18 a 35 consiglieri. Se avesse vinto la coalizione della DC sarebbe passata da 26 a 35 consiglieri.
Da notare che ai 35 consiglieri eletti ne andrebbero aggiunti altri 10 per sostituire i membri di governo.
La coalizione vincente avrebbe 45 eletti e cooptati!!!
Il voto popolare sarebbe completamente stravolto. Quanto alla cittadinanza,a San Marino la grande maggioranza dei sammarinesi ha due o anche tre cittadinanze accettate di fatto dagli Stati di riferimento sia all’interno che all’estero. Per la nostra Repubblica è un innegabile vantaggio. Non si vede pertanto il motivo plausibile per costringere i naturalizzati a rinunciare alla cittadinanza di origine, ad entrare in conflitto con il loro paese natio, a recidere le loro radici di nascita.
È ora dunque di aprire una profonda riflessione che indica il Consiglio a compiere un atto democratico, libertario e di giustizia, con unanime consenso.
Emilio Della Balda