Approvato ad ampia maggioranza il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore Servizi, da parte dei datori di lavoro che applicano tale contratto nelle proprie imprese. Un risultato importante non solo per il settore specifico, ma anche per il sistema economico in generale: nei Servizi sono infatti operative circa 900 imprese che a loro volta occupano oltre 3.100 lavoratori.
Il 77% dei partecipanti al voto nelle tre date fissate (24 e 26 febbraio, 5 marzo) ha infatti espresso parere favorevole al rinnovo del contratto, che prevede diverse modifiche rispetto al precedente accordo contrattuale, scaduto a fine 2024, sia sulla parte economica che sulla durata. Coprirà infatti il periodo 2025- 2029, ovvero un intero quinquennio in cui sono stati previsti aumenti retributivi complessivi sulla base dell’inflazione programmata del 9,3%, a cui aggiungere il 4% di recupero dell’inflazione degli anni precedenti, con due verifiche biennali a gennaio 2027 e a gennaio 2029, volte a rilevare l’eventuale scostamento tra gli aumenti programmati nei rispettivi periodi precedenti rispetto all’inflazione reale calcolata secondo l’indice IPCA, per effettuare i necessari aggiustamenti. Inoltre, i dipendenti con più di 11 anni di servizio presso la stessa azienda, a partire dal 1° gennaio 2027, percepiranno anche un “premio di fidelizzazione” del 2,5%.
Si tratta di aumenti in linea con i recenti rinnovi degli altri contratti, concordati al fine di garantire la copertura dell’inflazione nel quinquennio e recuperare al tempo stesso potere d’acquisto rispetto al recente passato.
I datori di lavoro che applicano il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore Servizi possono quindi già applicare per le mensilità di marzo le nuove tabelle retributive e corrispondere i relativi arretrati.
Si ricorda infine che per ottenere la validità erga omnes, occorrerà attendere il completamento della procedura prevista dalla legge 59/2016 con il referendum tra i lavoratori del settore, che verrà organizzato dalle Federazioni Servizi di CSdL, CDLS e USL.
Comunicato stampa – ANIS – OSLA












