Basta una telefonata per far vivere l’inferno ad un anziano e metterlo nelle condizioni di essere disposto a qualsiasi cosa pur di uscirne. Comincia infatti tutto con uno squillo, con la voce di uno sconosciuto che dall’altro capo del telefono si presenta come un avvocato comunicando al proprio interlocutore che il figlio sarebbe stato vittima di un incidente. “Lei non deve assolutamente preoccuparsi – sono le parole della telefonata di rito – fra dieci minuti passa un agente di polizia a casa sua, lei gli consegna 4000 euro e tutto si sistema”. Se il povero malcapitato non ha quella disponibilità e dice “Io non ho tutti quei soldi”, gli viene risposto che non c’è problema perché verrà accompagnato a prelevarli direttamente dall’agente. E’ quanto purtroppo accaduto anche ad una sammarinese di 89 anni che vive nei pressi della zona dove sono state rubate le biciclette per un valore di 45mila euro e che per fortuna prima di recarsi in banca e prelevare la somma che le è stata richiesta, ha incontrato la nuora, la quale vedendola in stato di agitazione le ha domandato cosa le fosse accaduto per poi rassicurarla sullo stato di salute del figlio che non aveva avuto alcun incidente. La donna assieme ai suoi familiari ha poi denunciato l’accaduto e la speranza è che le forze dell’ordine riescano a mettersi sulle tracce dei truffatori che almeno in questo caso se ne sono dovuti andare con la coda fra le gambe. In questi casi infatti è fondamentale denunciare senza vergogna e senza la paura di apparire inadeguati perché anziani. Purtroppo questo tipo di criminali alla ricerca di soldi facili sanno quali corde toccare e non è poi così difficile cadere nella loro trappola. E’ proprio grazie alle denunce tuttavia e a una maggior consapevolezza che nella vicina Italia nel 2019 le truffe in generale sono calate – siamo nell’ordine delle 5mila in meno tra le quali si nota una diminuzione di alcune centinaia rispetto a quelle compiute ai danni degli anziani. Torna dunque di attualità il tema della vivibilità del nostro territorio e della sicurezza di chi è più fragile. E proprio queste persone andrebbero maggiormente sensibilizzate, andrebbe detto loro di non aprire la porta, di diffidare dalle telefonate degli sconosciuti. Spesso, complice la solitudine, è proprio agli sconosciuti che si tende a dar fiducia raccontando magari i propri problemi e le proprie vicende familiari. E non c’è nulla di più sbagliato visto che ad ascoltarci il più delle volte c’è chi non si fa alcuno scrupolo ad approfittare in maniera disumana della nostra debolezza. Ragione in più per star vicini ai nostri nonni, accompagnarli nel tratto più delicato della loro esistenza. Loro possono fare tanto per noi ma non dimentichiamo che anche noi possiamo e dobbiamo fare molto per loro. Il messaggio che deve passare è che la Repubblica non è terra di conquista dove poter fare incursioni. E se in questo momento è fragile, occorre rimettere al centro il tema cruciale della sicurezza.
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