Sconcerto, incredulità, disorientamento: questo prova il cittadino semplice che legge i giornali perché ha piacere di rimanere informato su quanto accade in Repubblica. Dopo settimane di titoloni sulla sanità che è un disastro, che non funziona, quando il governo propone Francesco Bevere, un nome di primo livello, un professionista di caratura nazionale, se non addirittura internazionale, per aiutare a sistemare le cose, come viene accolto? Con una bella interpellanza!
Il segretario di Libera non aspetta neanche la IV commissione, convocata per giovedì, dopo che la maggioranza si è confrontata sull’argomento “in un clima di cordialità”, come recita il resoconto televisivo. Ciacci vuole sapere subito le modalità di ingaggio, se ha precedenti penali, quanti soldi prenderà, quanti giorni lavora, se verrà chiamato per un’audizione e tante altre cose di questo genere, senza neanche aspettare la commissione consiliare, sede istituzionale preposta per ogni tipo di riferimento alle forze politiche. L’intento che legge il cittadino semplice in questa manovra è il classico tentativo di ricerca di visibilità. Un po’ come diceva Nanni Moretti: mi si vede di più se sono sì-vax o no-vax?
Il problema vero è che è molto difficile trovare personaggi di grande competenza che vengano volentieri a San Marino e ci rimangano: Alessandra Bruschi ha resistito un anno; Raffaele Capuano, nel 2017, rimase un mese appena alla dirigenza di BCSM. E ogni volta facciamo la figura del “paesello” in preda a chiacchiere, isterismi e strumentalizzazioni.
Il cittadino semplice che ha letto sui media le risultanze dell’audit ISS (anche se i giornali di opposizione non vi hanno dato il minimo risalto) capisce che ci sono problemi di ordine straordinario, ben diversi dall’emergenza pandemica, per altro gestita in maniera egregia. Capisce che l’ISS ha problemi di ordine gestionale e organizzativo che, se finora non sono stati risolti, è perché probabilmente all’interno dell’ISS non ci sono le necessarie professionalità ed esperienze. E poi perché essendo San Marino un piccolo paese, i cittadini sono un po’ tutti legati tra loro da vincoli di parentela, di amicizia, di vicinanza professionale o politica. E il cittadino semplice sa perfettamente che “cane non mangia cane”. Così è in tutto il mondo.
Ma così non se ne esce. Si rimane sempre un passo indietro rispetto al mondo che avanti. Insomma, una battaglia di retroguardia, come quella sta facendo il sindacato, il quale ha appena dichiarato che un ospedale nuovo non serve a niente, che un ospedale non è fatto di muri ma di professionisti che ci stanno dentro. Ma quali egregi professionisti potrebbero venire in un ospedale che cade a pezzi e non ha neppure l’accreditamento? E se i muri non contano, chissà perché l’Emilia Romagna, che ha eccellenze ospedaliere, ha messo in cantiere ben tre nuovi ospedali? Il cittadino semplice non capisce, rimane sempre più incredulo di fronte a certe posizioni.
Francesco Bevere, dirigente medico di ruolo al Ministero della salute italiano, con una vastissima esperienza manageriale nelle più importanti istituzioni sanitarie italiane si troverà di fronte una bella gatta da pelare, fatta di ripicche, invidie, menefreghismi, battaglie di potere, clientelismi, che si sono incrostati nel tempo e che sarà difficile estirpare.
Ma checchè ne dicano gli strilloni dei giornali la sanità sammarinese ha dato prova di grandezza proprio durante tutta la pandemia. Il cittadino semplice sa che ci sono medici in gamba ed infermieri in gamba, che non aspettano altro che un professionista come Bevere per ridare lustro al loro mestiere e a tutto il sistema sanitario.
a/f