San Marino, ASGG: Cardiologie e Geriatria verso una reale collaborazione

Con l’aumento della longevità, che ha portato a una crescente complessità delle problematiche sanitarie e sociali, è emersa l’importanza di un approccio multidisciplinare per affrontare le sfide legate alla salute degli anziani. Il geriatra e il gerontologo, figure specialistiche principali nel trattamento della salute dell’anziano, collaborano sempre più spesso con altre specializzazioni, tra cui il cardiologo, a causa della prevalenza delle patologie cardiovascolari nella popolazione anziana.

Le malattie cardiovascolari sono le prime per incidenza e prevalenza, influenzando significativamente la mortalità e la morbilità. In particolare, in paesi industrializzati, con un aumento dell’aspettativa di vita, si osserva un incremento delle patologie cardiovascolari, che si associano anche a malattie neurodegenerative. Queste condizioni comportano sfide sanitarie, sociali ed economiche rilevanti.

Le patologie cardiovascolari, come l’ipertensione arteriosa, l’insufficienza cardiaca, la malattia coronarica, le aritmie (in particolare la fibrillazione atriale) e le malattie valvolari, sono frequentemente associate all’invecchiamento e possono coesistere con altre malattie. Per affrontare questa complessità, il Dott. Carlo Renzini, Presidente dell’ASGG, sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare, in cui il cardiologo gioca un ruolo cruciale, affiancando il geriatra nella diagnosi e nel trattamento delle patologie specifiche.

La valutazione multidimensionale (VMD), già una pratica consolidata in Geriatria, è un metodo che integra anche il cardiologo nella gestione delle malattie, tenendo conto degli aspetti psico-fisici e sociali, non solo della malattia stessa, ma della persona nel suo complesso, fragile e anziana.

Il ruolo del cardiologo non si limita al trattamento delle malattie acute, ma si estende alla prevenzione, riducendo i principali fattori di rischio cardiovascolari, che sono la causa di patologie come infarto miocardico e ictus. I fattori di rischio cardiovascolari si suddividono in due categorie: i modificabili, come stili di vita, alimentazione e attività fisica, e i non modificabili, che comprendono sesso, età e familiarità.

Mentre è possibile intervenire sui fattori modificabili per promuovere stili di vita sani, è altrettanto fondamentale adattare l’approccio al paziente anziano, considerando la complessità legata alle pluripatologie e alla politerapia farmacologica. Le terapie farmacologiche, tra cui statine, anti-ipertensivi, anticoagulanti, anti-aritmici e il semaglutide per il controllo del diabete di tipo 2, contribuiscono a ridurre i rischi cardiovascolari, con effetti benefici per la salute globale del paziente.

L’identificazione, la valutazione e il trattamento degli anziani fragili sono la base della Medicina Geriatrica, ma anche della Cardiologia, che deve concentrarsi su interventi cardiovascolari mirati a ridurre la vulnerabilità dell’anziano. Di conseguenza, la Cardiogeriatria sta assumendo un ruolo sempre più importante, in risposta all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle patologie, che comportano l’utilizzo di più farmaci e, al contempo, rischi aggiuntivi.

Le malattie cardiovascolari, infatti, rappresentano oggi la principale causa di morte e disabilità, potendo anche portare a un progressivo declino cognitivo e facilitare altre patologie organiche.

Questi temi saranno trattati nel IV Modulo del Master in Medicina Geriatrica “Giancarlo Ghironzi”, che si terrà il 4 e 5 aprile presso l’aula didattica Alta Formazione UNIRSM in via Salita la Rocca 44. Il corso vedrà la partecipazione di candidati e docenti, tra cui il Prof. Alessandro Capucci, il Prof. Stefano Volpato, la Dott.ssa Marina Foscoli, la Dott.ssa Mary Guerzoni e il Dott. Giovanni Scanelli.

Comunicato Stampa