Negli ultimi giorni rivela la Gendarmeria “abbiamo avuto tantissime segnalazioni di cittadini che hanno ricevuto strane chiamate di persone che chiedono informazioni anche private”.
Le telefonate vengono addebitate sul contratto di chi le riceve, con tariffe esorbitanti.
La Gendarmeria mette in guardia la popolazione sammarinese da un presunto raggiro che viaggia sul filo del telefono. Da qualche giorno molti sammarinesi sono infatti oggetto di telefonate di dubbia provenienza, che arrivano da numeri telefonici preceduti da una serie di zeri.
La Gendarmeria conferma che alla Centrale operativa negli ultimi due giorni si sono rivolti molti sammarinesi per denunciare l’accaduto ed esprimere preoccupazione non solo per la truffa di cui sono stati vittime ma anche la paura di ricevere visite sgradite. Per questo la Gendarmeria invita a non rispondere alle chiamate che arrivano da numeri con tanti zeri, a non fornire alcun genere di informazioni e a riattaccare immediatamente la chiamata, così da non ricevere una bolletta salata.
“Le chiamate – spiega la Gendarmeria – provengono probabilmente da call center lontani e sono effettuate da persone con un italiano stentato e una pronuncia tipica dei paesi dell’est Europa. A chi risponde, gli operatori sono soliti porre domande insolite e anche banali, spesso mirate a raccogliere informazioni basilari come l’età e la composizione del nucleo famigliare.
Alcuni sammarinesi hanno raccontato alla Gendarmeria di aver ricevuto domande anche sullo stato di salute dei familiari e in particolare se avessero avuto bisogno di prodotti legati al campo della fisioterapia. Quest’ultima richiesta probabilmente nasconde l’intento della telefonata, cioè quella di vendere prodotti sanitari.
Sta di fatto che, secondo la Gendarmeria, il primo obiettivo da parte degli operatori telefonici è quello di allungare la chiamata il più possibile in modo che più trascorrono i minuti e più la bolletta del telefono sale a beneficio di una presunta società straniera intenta a vendere prodotti commerciali.
Oltre a questo, però, potrebbe esserci anche il rischio che si tratti di persone interessate a conoscere le abitudini e a programmare furti nelle abitazioni di coloro che sfortunatamente rispondono alle telefonate.
Si tratta di un episodio che ogni tanto si ripresenta ed è infatti già accaduto anche gli anni scorsi.
Al momento, spiega la Gendarmeria, non sussiste ancora un reato sufficiente per poter fare specifiche denunce. La truffa quindi sarebbe tutta da dimostrare. Le indagini da parte delle Forze dell’ordine sono comunque partite.
Francesco De Luigi, La Tribuna