San Marino. Aviosuperficie e finanziamento saudita: l’intervento del Segretario Pedini Amati in Comma Comunicazioni – Consiglio

Ecco la trascrizione dell’intervento del Segretario Pedini Amati in Comma Comunicazioni.

“Ho avvertito un po’ di brusio in merito al mio intervento sull’aviosuperficie, ma sono qui proprio per questo: d’altra parte, mi sembrava una richiesta sollevata da più parti. Voglio dire una cosa molto semplice.

Innanzitutto, la Commissione congiunta a cui abbiamo partecipato vedeva la presenza di almeno 30 consiglieri e di tre Segretari di Stato, i quali hanno confermato la volontà di procedere in una direzione precisa. Qui è presente metà del Congresso di Stato: cinque Segretari possono confermare che la volontà del Governo di ricorrere al prestito con l’Arabia Saudita — per finanziare almeno una parte dell’aviosuperficie — è sempre stata unanime. Non ci sono mai state divisioni, e non parlo solo di questo Esecutivo: esistono delibere del Congresso di Stato che vanno in questa direzione da tempo.

Segretario di Stato Pedini Amati

È bene chiarire che tali delibere non appartengono al singolo Segretario al Turismo, ma all’intero Congresso, che ha stabilito di richiedere un finanziamento all’Arabia Saudita a un tasso agevolato per la durata di 18 anni. In Commissione ho voluto sottolineare un discostamento rispetto a questa linea, dovuto ad alcune affermazioni — definiamole per eufemismo ‘poco chiare’ — giunte da esponenti di Libera e della DC.

Nello specifico, per Libera, Dalibor Riccardi ha ipotizzato di iniziare i lavori per i primi 600 metri utilizzando solo i 3,5 milioni di euro già stanziati in bilancio. La Democrazia Cristiana, invece, intervenendo sull’Ordine del Giorno votato da tutta la maggioranza, ha parlato di un progetto da 900 metri, suggerendo però di non vincolare la messa in sicurezza della struttura (considerata comunque strategica) al finanziamento arabo.

Paradossalmente, io mi auguro e sono convinto che vi siano ancora margini per evitare ‘figuracce’ con uno Stato sovrano. Lo ribadisco: non dobbiamo fare passi falsi con un Paese che ci ha concesso un contratto chiaro, definito negli ultimi sei mesi del 2025 con il Segretario Gatti, e concluso con clausole ritenute accettabili dall’Avvocatura dello Stato.

Ci viene offerto un finanziamento all’1,5% per 18 anni. La domanda è semplice: abbiamo già speso 4 milioni di euro per gli espropri negli anni passati; ne abbiamo stanziati 3,5 per un progetto da 600 metri, ma per realizzarne 900 ne servono 4,9 (come indicato nella relazione del collega Ciacci, consegnatavi insieme a quelle dell’Autorità per l’Aviazione Civile e della Segreteria al Turismo). Ho anche commissionato un ulteriore studio sull’impatto economico e sul gettito che l’aviosuperficie asfaltata e messa in sicurezza potrebbe generare, che spero sarà oggetto di prossima discussione.

Tornando ai numeri: se ipotizziamo una spesa di 10 milioni di euro al tasso di mercato del 6,5%, pagheremmo 650.000 euro di interessi all’anno, per un totale di circa 12 milioni in vent’anni. Con il tasso all’1,5%, il costo scende a 3 milioni. Se doveste chiedere un prestito per le vostre famiglie o per il vostro Stato, quale scegliereste? Quello che costa 12 milioni o quello che ne costa 3?

Non possiamo continuare a farci i dispetti su un percorso tracciato dal Congresso di Stato e condiviso dai Segretari Gatti, Beccari e dall’intero Governo. Non è accettabile dire ai cittadini che agiamo contro l’interesse del Paese scegliendo di pagare di più e indebitandoci maggiormente quando abbiamo l’opportunità di spendere meno.

Questo è un progetto pilota che potrebbe aprirci le porte a ulteriori risorse per altri progetti a tassi agevolati. Perché dovremmo perdere questa opportunità? Non è una questione di non accettare critiche o punti di vista diversi — che rispetto sempre — ma non potrò mai accettare un’impostazione che va contro il bene del mio Paese. Spero, con questo, di aver fatto chiarezza una volta per tutte sul tema dell’aviosuperficie.”