San Marino. Banca Cis, clamoroso. Il legale: “Potrebbe comprarla Ali Turki: del resto deve avere 30 milioni”

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Se prima era l’imprenditore illuminato che avrebbe determinato il cambiamento stesso della Repubblica, ora Ali Turki (nella foto assieme all’avv. Caroli durante una intervista a SmTv, ndr) è il diavolo in persona. Lo si evince dalle tante dichiarazioni di Marino Grandoni che banca Cis era in procinto di venderla all’imprenditore saudita, il quale oggi lo accusa di averlo truffato. L’affare aveva avuto una eco anche nella sfera della politica che se ora tace, in un recente passato plaudiva ai progetti che Ali Turki aveva intenzione di portare in Repubblica. Quel che è accaduto in mezzo è a sua volta un ‘mezzo’ mistero nel senso che tante cose stanno piano piano venendo in luce. A raccontare il punto di vista del suo cliente è l’avvocato di Ali Turki Stefano Caroli che a noi di Repubblica sm ha di nuovo voluto evidenziare: “Il mio cliente non è andato alla chiusura dell’affare perché nel momento in cui ha iniziato a raccogliere voci sullo stato patrimoniale della banca e ha chiesto approfondimenti, questi chiarimenti non gli sono stati forniti. E qui un conto sono le chiacchiere e un conto sono le carte. C’è tanto di corrispondenza con data certa (spedita con raccomandata) con Guidi e con Grandoni nei quali appunto si chiedono chiarimenti ai quali non è mai stata data risposta. Il che ha spinto il mio cliente a non acquistare più la banca al prezzo pattuito, 92 milioni, quando si suppone i debiti siano di gran lunga superiori. Di qui è partita la campagna denigratoria nei confronti del mio cliente e il fatto di volerlo mettere in cattiva luce. Il dott. Turki ha versato 15 milioni di acconto che avrebbero dovuto rimanere su un conto vincolato e che invece sono stati usati per dare ossigeno alla banca in termini di liquidità. Poi il mio cliente ha anche prestato 12,5 milioni ad Ashraf, l’imprenditore egiziano che gli era stato presentato come un imprenditore di altissimo livello e che invece era un grande debitore della banca. Flavio Pelliccioni il mio cliente lo ha conosciuto nello stesso contesto. Di più il dott. Turki ha acquistato due Rolls Royce, che ha pagato, lasciandole però intestate alla società, cliente della banca Cis, che gliele aveva vendute per poter girare a San Marino e dopo tre mesi si è accorto che la stessa banca su quelle auto aveva iscritto ipoteca. Noi per tutelare gli interessi del dott. Turki faremo tutto il necessario, la politica dovrebbe star fuori da queste questioni. E comunque le denunce sono state presentate non solo a San Marino ma anche in Italia visto che i fatti si sono svolti proprio in Italia, all’epoca Ali Turki si trovava presso il Grand Hotel Des Bains. Siamo in costante contatto con il commissario di banca Cis e quando egli avrà concluso le proprie valutazioni non escludo che il dott. Turki riesca a diventare proprietario della Banca a condizioni però diverse da quelle inizialmente pattuite. Del resto deve avere 30 milioni, se poi la Banca ha valore negativo, allora è chiaro che se la terrà lo Stato di San Marino”. Alla domanda se c’è preoccupazione l’avvocato Caroli ha risposto: “come ho detto siamo fuori di 30milioni, con gente come quella con la quale abbiamo avuto a che fare c’è poco da stare tranquilli”.

Repubblica Sm

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