5) Le analisi sui crediti risultanti dagli atti istruttori
5.1. Le anomalie in merito alle svalutazioni dei crediti nel bilancio di esercizio 2016
Appare evidente come il documento in oggetto recasse svalutazioni monstre rispetto agli esiti del progetto di bilancio approvato dal precedente CdA.
Esso infatti indicava: “I crediti netti, comprensivi dei crediti in locazione finanziaria, si riducono di € 161.094.667 rispetto al 31/12/2015 a seguito, principalmente, delle maggiori rettifiche di valore apportate ai crediti sottostanti l’Accordo Delta e ai crediti ad esso indirettamente collegati (€ 58.000.000 e € 3.804.941), della cessione del portafoglio pro-soluto alla società veicolo incaricata della successiva cartolarizzazione, avvenuta con decorrenza 29/02/2016 per € 58.796.534 e per effetto degli incassi sui crediti sottoposti all’Accordo Delta di ristrutturazione del Gruppo Delta ai sensi dell’alt 182-bis L.F. italiana (€ 28.476.0188) e degli incassi su finanziamenti destinati per complessivi € 7.520.486;
– Le rettifiche di valore complessive che insistono sui crediti dell’attivopassano da € 265.090.940 del31/12/15 a €225.528.919 del 31/12/16. Il decremento delle rettifiche di valore rispetto al 31/12/2015, pari a € 39.562.021, si è generato peri seguenti principali fattori
– cessione alla società SPA PROJECT ABS S.R.L. del portafoglio crediti pro-soluto. Tale cessione, avvenuta a valori netti, ha comportato l’utilizzo del fondo svalutazione crediti
– passaggi a perdite su posizioni in sofferenza con utilizzo delle rettifiche di valore per €3.997.126
-incremento delle rettifiche di valore:
– sulle sofferenze per € 7.701.284 di cui 6.023.410 relativi ad interessi di mora; – sugli incagli per € 2.212.909; – sull’esposizione di Rent Autonoleggio S.r.l. per € 1.304.941; – sui crediti afferenti l’Accordo Delta per complessivi €60.500.000.
Le rettifiche di valore complessive rappresentano il 18,55% degli impieghi totali. L’indice di copertura del solo aggregato crediti dubbi si attesta al 23,91%, che si eleva al 51,39% se si escludono le esposizioni collegate all’ex Gruppo Delta (‘Crediti ristrutturati ex Delta’, ‘Crediti collegati indirettamente alla ristrutturazione del Gruppo Delta’) e raggiunge il 57,94% % al netto anche dei ‘Crediti non garantiti verso paesi a rischio’”.
I crediti in sofferenza presentano un indice di copertura del 61,47%. ” (cfr aff.ti 619-620 dell’Allegato 10 del p.p. n. 500/2017 RNR + riuniti, verbale CdA 8 maggio 2017).
La svalutazione è tanto abnorme se si pensa che il dato risulta di centinaia di milioni di euro superiore a qualsiasi svalutazione fatta da Carisp dal 2009 in avanti, mentre le risultanze della bozza di bilancio presentata nel corso dell’8 maggio 2017 erano in linea con gli altri bilanci depositati da Carisp (cfr. p. 205 della seconda relazione della Commissione di Inchiesta, di cui al CD all’aff.to 3302 del p.p. n. 626/2021 RNR).
In particolare, le perdite, secondo Ria GT ed i membri del CdA Romito, Cotella, Borri e Cartanese, si attestavano a 406,8 milioni di euro rispetto ai 71,4 milioni di euro della prima bozza di bilancio, mentre le svalutazioni in Delta passavano da 58 a 357 milioni di euro.
Si consideri che la perizia KPMG utilizzata per la prima bozza di bilancio svalutava 142,9 milioni di euro il c.d. “portafoglio in cascata” secondo le stime del 2015; 26,8 milioni di euro quello “non in cascata” e di 169,70 milioni i crediti Delta, mentre sulla recuperabilità delle imposte anticipate riteneva inverosimile l’ipotesi in cui si sarebbe riscosso zero (ipotesi invece recepita nel bilancio approvato dagli odierni prevenuti), ma verosimile che la recuperabilità si attestasse tra i 120 e i 160 milioni (cfr. relazione di KPMG memorizzata sul CD di cui all’aff.to 1545 delp.p. n. 626/2021 RNR)
D’altronde la percentuale di svalutazione può ben evidenziarsi osservando che, nella prima bozza, le rettifiche di valore rappresentavano il 18,55% degli impieghi totali e, in quella successiva, il 52,99%, mentre le rettifiche di valore complessive che insistevano sui crediti dell’attivo passavano da 265.090.940 euro del 31.12.2015 a 644.129.755 euro del 31.12.2016 (nella prima bozza del bilancio 2016 si riducevano di 161.094.667 euro rispetto al 31.12.2015). Si osservi poi – come indicato sopra —che le svalutazioni proposte da Ria GT sarebbero state addirittura superiori se si fosse considerata la riduzione al patrimonio netto di Banca Kovanica.
Tali cifre si pongono agli antipodi anche di quanto segnalato dal Collegio Sindacale nella comunicazione sub. aff.to 3341 del p.p. n. 500/2017 RNR + riuniti ove, analizzando l’andamento dei crediti dubbi nel 2016, si indicavano valori assolutamente più contenuti rispetto alle valutazioni effettuate da Ria GT.
Fra l’altro la dott.ssa Remedi in risposta all’esponente Fitch che chiedeva quale fosse la percentuale di recupero degli NPL Delta, nel supportare il direttore Simoni nella decisione di non cedere tali crediti, rappresentava: “In base all’ultimo aggiornamento, mantenendo diversità per ogni società prodotto, nello specifico sono l’81% per Carifin, il 60% per Plusvalore e il 68% per Detto Factor”.
Nel corso del CDA 23 – 24 agosto 2017 il revisore rilevava “principi liquidatori nella valutatone degli attivi (13)’’-’ mentre il “Presidente del Collegio Sindacale, Dott.ssa Mularoni, ritiene che la motivazione della non opinion della società di revisione non sia per i principi contabili ed i criteri liquidativi, bensì per il fatto che la revisione di un bilancio richiede la presenta di una continuità aziendale” (cfr. aff.to 675 dell’Allegato 10 del p.p. n. 500/2017 RNR + riuniti).
Benché Ria GT, nel suo report, avesse previsto varie ipotesi in termini percentuali di incasso dei crediti fiscali, i prevenuti optarono per il loro pressoché totale azzeramento (eccettuata la somma di 17 milioni liquidata dall’AGE).
Vento, nuovo AD di Carisp, riferiva innanzi la Commissione d’inchiesta che appariva alquanto inverosimile che l’istituto non riuscisse a ottenere alcunché nei contenziosi tributari relativi alle DTA ed alle sanzioni al gruppo Delta; dava inoltre conto del possibile recupero di 48 milioni di euro nell’ipotesi in cui il processo Varano a Forlì si fosse concluso con esito positivo per Carisp (cfr. pag. 318 della seconda relazione della Commissione d’inchiesta, di cui al CD all’aff.to 3302 del p.p. n. 626/2012 RNR).
Nel corso della seduta del 17 agosto 2017, il revisore Marco Stolfi rilevava quanto segue: “l’analisi [condotta da RIA GT] ha determinato rettifiche di valore prudenziali, in alcuni significativi casi con quantificazione forfettaria delle stesse, nonché cambi nella classificazione dei crediti che, in discontinuità col passato, hanno tenuto conto dei più recenti e stringenti orientamenti internazionali basilea 3 e IAS/IFRS) e che hanno riguardato: i) Crediti verso la clientela ivi compresi i crediti di firma, ii) Obbligazioni e altri strumenti finanziari di debito, Hi) Partecipazioni”. Indotto a chiarire, meglio, “se i criteri adottati siano conformi agli standard contabili sammarinesi”, egli replicava affermando “di non potere affermare oggi che ci sia con certezza una violazione dei principi contabili sammarinesi, tuttavia, dall’analisi del lavoro di Grand Thornton sono emerse posizioni, anche rilevanti, che hanno comunque portato ad una quantificazione delle rettifiche di valore forfettario; e principalmente questo il passaggio critico che emerge nella frase in esame proseguiva affermando che in alcuni casi “non si può fare diversamente, perchè non vi sono elementi, ma in altre la rettifica di valore doveva essere maggiormente analitica” (cfr. aff.to 669 dell’Allegato 10 del p.p. n. 500/2017 RNR + riuniti).
Correttamente, quindi, Forcellini esprimeva perplessità perchè “un bilancio di tale portata deve essere dichiarato cristallino da parte del revisore”-, al chè Cartanese replicava che i principi contabili internazionali valgono ovunque. Il Presidente del Collegio Sindacale gli opponeva che ‘l’introduzione della Due diligence di Grant Thornton fa riferimento ai nuovi principi di Basilea 3, che non sono in vigore in nessuno Stato europeo, in quanto entreranno in vigore dall’1/1/18, con particolare riferimento alle expectative loss con cui sono state calcolate le perditi su crediti” (cfr. aff.to 669 dell’allegato 10 del p.p. n. 500/2017 RNR + riuniti), mentre Forcellini chiedeva di rivedere il bilancio alla luce di quanto rilevato dal revisore. .
Il Collegio Sindacale non darà parere positivo al progetto di bilancio 2016 (cfr aff.to 3370 del p.p. n. 500/2017 RNR + riuniti). Peraltro, come nota la parte civile Carisp, nel corso della seduta del CdA 8 maggio 2017, Mario Galiano aveva affermato che l’audit dell’attivo sarebbe stato fatto “sulla base dei principi contabili vigenti a San Marino” (cfr, aff.to 637 dell’Allegato 9 del p.p. n. 500/2017 RNR + riuniti).
FINE PARTE 7
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