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5) Le analisi sui crediti risultanti dagli atti istruttori
5.2. La fretta nell’approvazione del bilancio.
Le anomalie pervengono anche dalla fretta con la quale Borri, Cartanese e Cotella insistono – a fronte di pressioni di Savorelli – per l’approvazione del bilancio senza attendere l’approvazione dell’art. 5 ter (c.d. “spalma debiti”): così facendo si sarebbe resa inevitabile la ricapitalizzazione d’urgenza di Carisp (a cui verosimilmente, secondo i desiderata di Confuorti, si sarebbe fatto fronte con risorse reperite da BCSM con il prestito Lombard tramite Advantage Financial su Banca CIS) e incontrano, in questo, l’opposizione dei restanti membri del CdA (cfr. deposizione Simoni: “Dico questo perchè mi risulta che il direttore Savorelli fosse molto insistente sulla necessità di depositare tempestivamente il bilancio, e tale insistenza fu discussa nell’ambito del consiglio d’amministrazione della Banca. I Consiglieri Borri, Cotella e Cartanese condividevano la linea del deposito immediato”—cfr. aff.to 715 e ss del p.p. n. 500/2017 RNR +- riuniti).
Viene deliberato il deposito del documento, per la presentazione all’assemblea dei soci, nonostante l’assenza della relazione del revisore contabile, la mancata approvazione del 5 ter e le forti critiche manifestate dei restanti membri del CdA, trovando fermi promotori solo in Borri, Cotella e Cartanese.
Cartanese, in particolare, con l’avvallo di Borri – paventando il rischio di default dell’istituto ed eventuali azioni di insider trading – insisteva per il deposito del bilancio nonostante il consigliere Forcellini gli avesse fatto notare che la relazione della società di revisione costituiva presidio di legalità e che il CdA si sarebbe esposto a rischi (tenuto conto che il revisore non aveva certificato la legittimità dei principi contabili utilizzati, né a ciò poteva sopperire la relazione di Ria GT che già con Banca Kovanica era incorsa in errori di svalutazione per 14 milioni di euro – cfr. aff.to 668 dell’Allegato 10 del p.p. n. 500/2017 RNR+ riuniti).
In particolare, Forcellini richiedeva “che il bilancio sia depositato non solo in presenta di una relazione del revisore nel rispetto della legge, ma solo nel caso in cui essa sia favorevole nel riscontro dei principi contabili applicali‘, aggiungendo “che la prospettiva di una noma ad hoc sia elemento che il CDA debba considerare ed attendere, e di cui debba avvalersi per il ripianamento delle perdite’.
Il Collegio Sindacale paventava l’esistenza di una causa di scioglimento se un bilancio con una perdita di quella portata fosse stato depositato prima dell’approvazione del 5 ter mentre Francini riteneva “che il deposito evidenti pubblicamente quale sia, al momento, il bilancio, che pertanto diviene conoscibile all’esterno; inoltre, visto che Carisp ha inviato all’Autorità di Vigilanza, quale garante della stabilità del sistema, la richiesta di valutare l’autorizzazione all’applicazione dell’art. 5 ter” ritenendo “necessario attendere la dovuta risposta’ (cfr. aff.ti 668-669 dell’Allegato 10 del p.p. n. 500/2017 RNR + riuniti). Cartanese, tuttavia, insisteva paventando addirittura che “in caso di mancato deposito del bilancio nella giornata di domani, propone di trasmettere agli atti alla BCSM alfine di valutare la messa in liquidazione di Carisp”.
L’Avv. Pelliccioni, per il Collegio Sindacale, chiariva senza mezzi termini che “il deposito del bilancio deve essere effettuato con la nota integrativa e la relazione predisposta dalla società di revisione”. Notava inoltre come “Aldilà del rispetto della normativa in materia, atto dovuto da parte degli amministratori, si rappresenta come la violazione di tale disposto legislativo allo stato attuale comporterebbe l’ulteriore e più grave conseguenza di generare nei terzi tutte le conseguenti negative valutazioni connesse all’assenza di opinioni da parte del revisore circa il controllo contabile e la certificazione del bilancio, conseguenze tali da poter compromettere in modo irrimediabile la fiducia dei risparmiatori e delle controparti, con grave danno per Cassa” (cfr. aff.to 670 dell’Allegato 10 del p.p. n. 500/2017 RNR + riuniti).
Peraltro, la stessa Pelliccioni – escussa nell’ambito del p.p. n, 500/2017 RNR + riuniti – rappresentava che “fu il consigliere Luigi Borri in sintonia con l’allora direttore Savorelli a sollecitare il deposito della versione del bilancio precedente all’adozione del c.d. 5ter’, nel momento in cui su questo vi era disaccordo tra Romito e Rosa da un lato e Borri, Catella e Cartanese dall’altro […] come si evince dal contenuto dell’istanza per l’accertamento dei presupposti per la dichiarazione di insolvenza di Carisp, Borri, Cotella e Cartanese hanno insistito per il deposito del bilancio dal quale risultava la perdita di oltre 500.000.000,00 prima che fosse autorizzata l’applicazione del Cinque Ter’” esprimendo la convinzione che il direttore Savorelli non abbia “alla fine acconsentito” tanto che si rendeva necessario —in sede di ratifica del decreto legge —spostare la competenza da BCSM al CCR (cfr. aff.to 3369 di tale p.p.).
FINE PARTE 8
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