La gestione del cosiddetto “affaire bulgaro” rappresenta la pietra tombale politica dell’attuale compagine di governo: questo è quello che è emerso con forza durante la conferenza stampa congiunta delle opposizioni, che denunciano un quadro di instabilità ed opacità istituzionale senza precedenti.
Emanuele Santi (RETE) ha aperto sottolineando il fallimento della coalizione di governo durante l’ultimo dibattito consiliare: “La maggioranza non solo non è stata in grado di presentare un ordine del giorno unitario, ma al momento del voto sul nostro documento, si è sciolta come neve al sole: la DC ha votato contro, Libera si è astenuta, il PSD non ha votato e AR si è spaccata. Siamo al capolinea, travolti da una questione morale che non può più essere ignorata.”
Ma la preoccupazione principale riguarda il piano parallelo citato dal Dirigente Canzio e le inquietanti ramificazioni del gruppo bulgaro, capace – secondo quanto emerso – di condizionare persino le sorti del Parlamento bulgaro in merito all’Accordo UE per San Marino.
Per uscire dall’immobilismo, le opposizioni hanno depositato un Progetto di Legge per l’istituzione immediata di una Commissione d’Inchiesta. Fabio Righi (DOMANI – Motus Liberi) ha spiegato la necessità tecnica e politica di questa mossa: “Non possiamo aspettare le tempistiche imposte dal pdl di Alleanza Riformista, perché si rischiano 4 o 5 anni di attesa”.
Il pdl di AR, infatti, subordina l’istituzione della Commissione di Inchiesta al deposito degli atti e solo se dovessero emergere responsabilità legate al solo cd. piano parallelo (non anche ai fatti e atti avvenuti prima di quella fase). Da qui, la proposta delle opposizioni di suddividere la Commissione d’inchiesta in due distinte fasi temporali: una per indagare i fatti fino a ottobre 2025, e una fase successiva che indagherà quanto avvenuto dal novembre 2025 in poi. Si ribadisce che non vi è alcuna intenzione di interferire sul lavoro della Magistratura “che è altro e diverso potere dello Stato” ma vi è la ferma convinzione che “l’autorità politica Istituzionale debba immediatamente avviare i lavori che portino a chiarire una vicenda che ad oggi presenta profili politici preoccupanti”, conclude Righi.
Duro l’intervento di Nicola Renzi (Repubblica Futura), che ha tracciato un bilancio drammatico dell’azione del Governo: “Questa è la legislatura degli scandali: dal DES, alla questione del pedofilo, fino ai Bulgari.” E in tutto questo, aggiunge, la maggioranza vive in uno stato di perenne confusione, votando l’opposto di quanto dichiara ai cittadini e smentendo i propri voti con i fatti.
Renzi ha poi ribadito che le ripercussioni di questa vicenda stanno avendo effetti devastanti sul lato interno, dato che “i cittadini hanno paura, perché si sentono voci di rafforzamento delle misure di sicurezza in questo clima di incertezza”, ma anche sul lato esterno, perché “la credibilità del Paese, soprattutto in vista del percorso di avvicinamento europeo, appare seriamente compromessa. Servirebbe” – conclude Renzi – “fare sistema a difesa del Paese”.
Le forze di opposizione, all’unisono, si fanno portatrici delle istanze dei cittadini: deve essere fatta chiarezza su tutta la vicenda, sia per quanto riguarda eventuali responsabilità politico-amministrative di chi ha favorito l’ingresso del gruppo bulgaro a San Marino, sia per le presunte tangenti intervenute nella cessione, sia, infine, per il cosiddetto piano parallelo nella scalata a BSM.
Comunicato stampa – Opposizioni












