BNS, Banca Nazionale Sammarinese, è stata creata nel 2019 dalle ceneri di banca CIS a seguito del programma di risoluzione bancaria per evitare la messa in liquidazione coatta amministrativa. C’era già stato il caso di Asset Banca in questo senso, appena due anni prima, e aveva comportato la fuoriuscita di oltre 60 milioni di euro dalla banca. La qual cosa provocò, per mancanza di fiducia, un’ulteriore fuoriuscita dal sistema di quasi 1 miliardo. Senza contare i costi aggiuntivi per l’assorbimento in Carisp, che già di per sé aveva un bilancio fallimentare di oltre mezzo miliardo.
Il sistema finanziario non avrebbe potuto assorbire un altro colpo del genere, sia in termini di economicità, sia di immagine. Le forze di opposizioni del 2019, che hanno appoggiato il progetto di risoluzione, avevano ben chiara la necessità di tutelare i risparmiatori ma anche la volontà di perseguire le responsabilità degli amministratori del CIS. Per questo non hanno mai mollato su un percorso che avrebbe potuto salvare il sistema e i correntisti.
Oggi, dopo due anni, quelle opposizioni, diventate forza di governo, completano la procedura con l’acquisto della totalità delle azioni BNS da parte dello Stato. La spesa di 19 milioni di euro viene coperta con l’emissione di titoli irredimibili del debito pubblico. E poi, finalmente, si potrà fare piena luce su quanto è successo negli ultimi 10 / 15 anni e cosa, o chi, ha provocato la voragine CIS.
Una procedura perfetta? Forse no. Forse qualcosa non ha funzionato secondo le aspettative e probabilmente si dovranno verificare alcuni passaggi. Quando si parla di finanza, si sa che le variabili possono essere tante e non tutte preventivabili. Ma non ci sta per niente che Repubblica Futura indossi oggi le vesti di Catone il Censore, in difesa dello Stato e dei suoi cittadini. Neanche due anni fa, quando RF era al governo, ha fatto di tutto per vendere banca CIS a Lunalogic e poi a Stratos. Ci ha pensato la commissione di inchiesta banche a fare chiarezza su chi erano questi personaggi tanto cari a RF: millantatori e truffatori probabilmente in odore di malavita.
Perché Repubblica Futura si era accanita così tanto, allora, per condurre in porto una transazione, che avrebbe messo una pietra tombale su tutti i debiti del CIS? Perché RF si accanisce oggi contro la presidente di BCSM Catia Tomasetti, che non diede l’assenso a quella operazione?
Incrociando i fatti di cronaca che si sono succeduti nel frattempo, viene quasi da pensare che gli attacchi contro la Tomasetti non siano diretti contro la sua gestione, bensì alla sua persona, perché ha fatto emergere i collegamenti grandoniani con il tribunale (vedi l’esposto contro Buriani). Insomma, la vendetta politica all’indirizzo di chi non si è piegata ai diktat della “cricca” e del giudice suo amico.
Quando RF parla di “debiti imposti a tutta la collettività” di “un’azione che rischia di mettere in seria difficoltà la credibilità del Paese” di “fallimento BNS”, non sembra esprimere un parere sincero, ma l’astio di chi ha visto naufragare i suoi piani e non si decide ancora ad accettare la sconfitta.
Probabilmente RF non ammette il significato profondo della creazione di BNS, che è stato una sorta di vaccino contro il CIS di Grandoni, contro il suo strapotere, e l’immenso cumulo di debiti nascosti per anni.
Si viene a sapere in questi giorni che per la prima volta sono state fatte perfino delle revocatorie di compensi a professionisti. Probabilmente non erano dovuti, oppure le cifre erano improprie. Un pallido avvio di chiarezza.
Si sente dire, ma senza conferme ufficiali, che sono state avviate anche azioni di responsabilità. Speriamo! Perché è davvero ora.
Un dato è certo: l’aria è cambiata e la pandemia di affaristi senza scrupoli a danno del Paese, sembra volgere al termine. Grazie all’azione di governo. Non certo grazie all’azione di Repubblica Futura.
a/f