San Marino, boom di italiani in cerca di benzina e diesel scontati

Il conflitto in Medio Oriente sta spingendo alle stelle il costo dei carburanti alla pompa, innescando proprio in questi giorni un vero e proprio esodo di automobilisti verso la vicina Repubblica del Titano. Il risparmio sul pieno è diventato l’obiettivo principale per molti guidatori, colpiti dai recenti rincari legati all’attuale contesto geopolitico.

La differenza di tariffario è infatti netta. Già nella giornata di ieri, sul territorio italiano il gasolio ha toccato la soglia dell’euro e ottanta centesimi al litro. Oltrepassando il confine di Stato, invece, le stazioni di servizio sammarinesi offrono lo stesso prodotto a cifre che si aggirano intorno a un euro e cinquanta. Questo scarto di quasi trenta centesimi sta convincendo un numero sempre maggiore di conducenti a modificare le proprie abitudini di rifornimento, dirigendosi in massa verso San Marino.

L’associazione per la tutela dei consumatori Confconsumatori ha analizzato la situazione, denunciando come queste impennate siano sproporzionate. I rappresentanti dell’ente hanno fatto notare che, pur essendoci state forti tensioni con l’Iran già nello scorso mese di giugno con conseguenti rialzi delle quotazioni petrolifere, all’epoca i costi finali per gli utenti si erano mantenuti ben più contenuti. Basandosi sui dati dell’Osservatorio Federconsumatori, gli esperti ritengono che attualmente il diesel risulti ingiustificatamente più caro di quasi dieci centesimi al litro, anche calcolando gli aumenti delle accise scattati lo scorso gennaio.

Le stime sulle ricadute economiche per i cittadini sono pesanti. Chi possiede una vettura a gasolio rischia di sborsare circa novantotto euro in più all’anno solo per i rifornimenti diretti. A questa cifra, spiegano dall’associazione, si aggiungono i rincari indiretti legati al trasporto merci, dato che oltre l’ottantasei percento dei prodotti di largo consumo viaggia su gomma. Il calcolo finale prevede una spesa aggiuntiva annua di centoventi euro per i beni primari, portando la stangata complessiva per un automobilista medio del riminese a sfiorare i centonovantasette euro.

Lo scenario si aggrava ulteriormente se si guarda al mercato del gas. Le associazioni segnalano che il blocco della produzione di gas naturale liquefatto da parte dei Paesi dell’area del Golfo ha generato una vera e propria fiammata delle tariffe, con un incremento superiore al trentotto percento registrato nella sola giornata di ieri. Una dinamica che, secondo gli analisti, peserà in maniera decisiva sui bilanci familiari e sulle attività produttive.