San Marino. C.G.G.. Resoconto seduta di mercoledì 19 febbraio, pomeriggio. Ordine del giorno su San Marino World: approvato quello della maggioranza, respinto quello delle opposizioni

Rush finale per l’articolato del Progetto di legge “Misure per il consolidamento, lo sviluppo economico, il contenimento dei costi e disposizioni in materia fiscale”, che sarà approvato nell’ambito nell’ambito della seduta odierna del Consiglio Grande e Generale.

L’esame riparte dall’articolo 44: Incentivi per la realizzazione di infrastrutture tecnologiche informatiche.

Interviene Fabio Righi (D-ML): “Quello della digitalizzazione e dei data center è per noi un tema centrale, ma ci troviamo in disaccordo con questo articolo perché denota la volontà di andare verso l’accoglimento delle richieste degli amici degli amici. Per ottenere determinate certificazioni, servono dei requisiti di resilienza della struttura con distanze che noi non abbiamo nel nostro territorio. Dobbiamo capire cosa abbiamo raccontato fino a questo momento. Se questa è la strategia, la risposta non può essere: creiamo il data center, diamo gli incentivi, e poi dobbiamo ridondare i dati fuori territorio. Altrimenti cade tutto il castello di quello che avete raccontato per impedire lo sviluppo di questo settore. Qui ci sono spese folli, 10/20 milioni in più, e una visione anacronistica”.

Nicola Renzi (RF): “Questo è uno di quegli emendamenti che più ci ha fatto discutere. E’ quello che abbiamo definito il regalo agli amici degli amici. Le modalità sono inaccettabili. Il primo motivo è formale: se c’è un bonus che vale oggi per determinate categorie, non si capisce perché nella legge sviluppo si dice che vale anche per gli altri. Questa vi sembra una cosa organica?”.

Emanuele Santi (Rete): “Vedere che il Governo fa fatica a rimediare 30 persone per votare la legge, è un sintomo dell’importanza che ha questa legge. Questo è uno degli articoli peggiori che si potevano produrre. Si va a estendere il sisma bonus, dando soldi a chi fa strutture tecnologiche informatiche. Questo si chiama regalo, è un intervento ad personam. Questo intervento ci costerà quasi 2 milioni di euro se ci saranno 10 società che lo richiederanno. E’ il mantenimento di una promessa elettorale”.

William Casali (PDCS): “Intervengo per fatto personale. Sono stato citato da Santi che continua con questa vergognosa opera. Personalmente non farò mai richiesta, se mai questo articolo passerà. E non saranno mai le mie aziende, quelle che fanno capo a me, a richiedere questo tipo di intervento. Voi che avevate la delega tecnologica, ancora non conoscete la realtà di San Marino. Non stiamo dando un fondo perduto, ma un beneficio fiscale. Se non avete contezza di come si sviluppa la tecnologia sul territorio, posso dirvi che le domande saranno al massimo 2 o 3. Nel data center nasce la tecnologia cloud: la certificazione si può ottenere anche se il disaster recovery è fuori dal territorio. Io sono sempre disponibile al confronto, ma mi chiedo come mai dobbiamo prendere delle posizioni non a difesa del nostro Paese, visto che si parla di visione. Anche nel rapporto di Mario Draghi si parla di data center”.

Critiche arrivano anche da Michela Pellicioni (D-ML) e Antonella Mularoni (RF).

Manuel Ciavatta (PDCS): “Non è che andiamo a privare un fondo di alcune risorse. E’ una detrazione di imposta che non fa riferimento ad un capitolo. E’ una detrazione che c’è già e viene ampliata ai data center. Lo Stato avrà meno imposte, ma non vengono tolte a qualcun altro. Credo che possa avere senso visto che questa è una tecnologia da implementare. Giusto scommettere anche su questo”.

Vladimiro Selva (Libera): “Anche io credo che questa sia una misura spot. Lo possiamo anche accettare. Però intanto è una misura che fino ad oggi non c’era, e infatti fino ad oggi non c’erano stati interventi di privati. L’esigenza che abbiamo è quella di ammodernare il Paese. Intanto ben venga questo articolo, magari con la prospettiva di un ragionamento più organico in futuro. Come maggioranza, credo che facciamo bene a portarla avanti con convinzione”.

Segretario di Stato Marco Gatti: “Devo dire che gli interventi che si sono succeduti mi hanno incuriosito. Ho preso atto che molti non hanno letto le leggi di riferimento. Non abbiamo capitoli stanziati che andiamo a sottrarre da altri, ma si tratta di una minore entrata. Siccome oggi non abbiamo certi data center in Repubblica, stiamo cercando di creare delle condizioni di incentivazione. Da sola questa forse non basta, bisognerà crearne delle altre. Però è un punto di partenza”. 

Si prosegue con gli articoli 45 (Prezzi minimi per esercizi alberghieri ed extra-alberghieri), 46 (Attribuzione all’Autorità ICT delle funzioni di regolamentazione nell’ambito del collecting), 47 (Modifica dell’articolo 58, comma 2 della Legge 23 febbraio 2006 n.47 e successive modifiche), 48 (Società partecipate – pubblicità) e 49 (entrata in vigore).

All’articolo 46 è inoltre presente un emendamento della maggioranza. Quanto all’articolo 47, esso è il frutto di un emendamento di Repubblica Futura e stabilisce quanto segue: “Nelle società menzionate nel comma 2 della Legge 23 febbraio 2006 n.47, la nomina del collegio sindacale è obbligatoria qualora i ricavi delle vendite e delle prestazioni delle società di cui al comma 1 per due esercizi consecutivi abbiano superato il valore di 9 milioni di euro”. L’articolo 48, frutto di un confronto su un emendamento presentato da Repubblica Futura, invece afferma che “i membri del Consiglio Grande e Generale che intrattengono rapporti di consulenza con società partecipate dallo Stato o da Enti pubblici sono tenuti a rendere pubblica tale condizione, mediante comunicazione al Comitato Consultivo sulla condotta dei membri del Consiglio Grande e Generale entro sette giorni dal momento del conferimento dell’incarico o, in caso di incarico già in essere, entro sette giorni dall’entrata in vigore della presente legge”.

Gaetano Troina (D-ML) propone all’Aula “eccezionalmente in questa occasione, di mettere a disposizione dei singoli consiglieri i moduli all’inizio della prossima sessione consigliare di marzo, permettendo ai consiglieri di raccogliere i dati e di depositarli: questo per agevolare il lavoro dell’ufficio di segreteria istituzionale ma anche dei consiglieri che possono prepararsi con la documentazione da presentare”.

Enrico Carattoni (RF) considera “questo un elemento di trasparenza importante che va in continuità con le indicazioni che ci sono state fornite dal GRECO”. Emanuele Santi (Rete): “Si va verso una maggiore trasparenza e mi auguro che ci sia la volontà politica di fare un buon lavoro”. 

Culminato l’esame dell’articolato, viene dato spazio alle dichiarazioni di voto.

Nicola Renzi (RF): “Cerco di fare un bilancio. Valuti la maggioranza se ritiene proficuo l’iter utilizzato quest’anno per la Finanziaria. C’è stata una mole di lavoro considerevole in Commissione, mentre in aula l’esame è andato molto rapidamente. Io credo sinceramente che questo iter abbia necessità di miglioramento. Anzitutto il coinvolgimento e l’informazione alla popolazione. Dev’essere garantito lo streaming e la diretta radio dei lavori in Commissione. Altrimenti sembra che ci sia la volontà di silenziare le opposizioni. Delle nostre idee, in totale 42, ne sono arrivate alla fine 3 peraltro rimaneggiate. I cittadini dovrebbero avere tutte le informazioni per capire cosa hanno proposto le diverse forze politiche. Ditemi se in questa legge c’è qualcosa che cambia la vita dei nostri cittadini. C’è qualche semplificazione, certo. Per il resto, se uno va a leggere, questa pare l’ennesima legge richiesta dal sistema bancario, poi ci sono tanti piccoli aggiustamenti di questioni burocratiche. Noi crediamo che questa sia una impostazione sbagliata per il nostro Paese in questo momento in cui sarebbe richiesto un modello di cambio di paradigma”. 

Gaetano Troina (D-ML): “Il lavoro in Commissione è stato veramente pesante e dal nostro punto di vista non ha portato all’elaborazione di un testo con vantaggi concreti ed effettivi per la cittadinanza. Come opposizioni dovremo fare delle riflessioni serie. Sicuramente dal nostro punto di vista, visti i numeri diversi e il disagio creato ai commissari, questo non è un sacrificio sostenibile nel lungo periodo. Per quanto riguarda i contenuti, la soddisfazione delle opposizioni è molto magra. Con questo testo non siamo riusciti a dare risposte alle emergenze sentite dalla cittadinanza: piano casa, affitti, denatalità, caro-vita. Questa per noi è la più grande delusione. E’ emerso dai lavori della Commissione che sul tavolo ci sono tantissimi temi da affrontare. Non siamo stati in nessun modo confortati sull’esistenza di un piano delle priorità che la maggioranza intende affrontare. Temi urgenti per la popolazione, ma Governo e maggioranza non sono stati in grado di dirci cosa verrà affrontato prima. Il progetto di legge sulla casa dal nostro punto di vista non è risolutivo del problema”. 

Emanuele Santi (Rete): “Il Segretario Gatti aveva detto che si sarebbe fatto un bilancio asciutto per poi presentare un Pdl omnibus che avrebbe contenuto tutti gli interventi emergenziali. Noi abbiamo lavorato su quei temi, ma dopo qualche settimana l’impostazione del Governo è cambiata. Ci è stato chiesto di ritirare gli emendamenti che sarebbero stati portati in progetti di legge ad hoc. Questo ci ha fatto capire che nella maggioranza su molti temi non si è d’accordo o forse non si è in grado di proporre alcun intervento. Oggi ci troviamo a votare un provvedimento completamente vuoto. Su quello che veramente avrebbe bisogno il Paese siamo totalmente fermi. Questa è una legge che racchiude in sé tanti piccoli interventi, riguardanti interessi personali e ad personam. Sulla situazione delle residenze fiscali non domiciliate un chiarimento è assolutamente obbligatorio. A parole qualcuno spinge per andare in Europa, ma sembra che altri vorrebbero continuare a gestire il Paese secondo interessi di bottega e con il coinvolgimento di personaggi dubbi”.  

Silvia Cecchetti (PSD): “Intervengo per dichiarare il voto favorevole del PSD. Ringrazio tutta l’Aula per il lavoro svolto. Ringrazio anche l’opposizione che non ha fatto ostruzionismo. Penso che questa legge sia un ottimo risultato. Essa contiene una serie di novità immediatamente attuabili: potremo lavorare fin da subito allo Sportello in materia di accordo di associazione con l’Ue. Questa è veramente una punta di diamante. Inoltre potremo lavorare alla costituzione di una società di informatica che possa rendere autonomo il nostro Paese dal punto di vista dell’informatizzazione. E ci sono alcune novità che riguardano il superamento dei minimi, entro alcuni tetti di fatturato, per le piccole-medie imprese che sono l’ossatura del nostro sistema economico. Non dobbiamo dimenticarci dei giovani imprenditori: in questa normativa c’è un importante intervento, che si unisce a una serie di semplificazioni. Dunque questa normativa contiene novità importanti. E’ stato depositato anche un Pdl sulla cittadinanza, ed è per questo che non sono stati accolti alcuni emendamenti. Lo stesso vale per il Piano casa. La scelta fatta è stata lungimirante e ha portato a risultati positivi. L’opposizione ha potuto portare la sua voce in una sede tecnica a latere del bilancio”. 

Giulia Muratori (Libera): “La legge è stato il frutto di un lavoro condiviso che ha coinvolto tutte le forze politiche. Avete detto che è una legge vuota, io credo che sia propedeutica allo sviluppo. Abbiamo il progetto di legge in prima lettura sull’emergenza casa. L’obiettivo è quello di prendere il meglio di tutte le leggi sulla casa che sono state presentate.  In merito al sostegno alla genitorialità: in Commissione sono stati adottati Odg che vanno in questa direzione. Odg sottoscritti da tutti i gruppi politici. Penso a quello che impegna il Congresso di Stato a relazionare entro marzo su asili nido e centri estivi. Penso all’Odg che impegna il Congresso di Stato ad emettere un bando per la valorizzazione del sito di Domagnano. A quello sull’adeguamento del diritto d’autore. E all’ODG per l’istituzione della Film Commission. Quanto al contenuto della legge, si è anzitutto rafforzato il tessuto economico con sostegno alle piccole e medie imprese. Viene data una risposta concreta alle esigenze di chi vuole avviare e consolidare una piccola-media impresa. E’ un articolo che si inserisce in un progetto più ampio nel quale innovazione e intraprendenza siano premiate”. 

Giovanna Cecchetti (indipendente): “Ringrazio i commissari per il lavoro svolto. Un lavoro molto impegnativo e difficile che ha portato via parecchio tempo. Va dato atto dell’atteggiamento responsabile per lo spirito collaborativo riscontrato in Aula. Dispiace che il progetto venga definito come un progetto spoglio. Ci sono provvedimenti in materia di informatizzazione, risposte alle imprese, azioni che danno il via a confronti ed approfondimenti, ad esempio per quanto riguarda il tema della denatalità, sul quale sviluppare poi politiche più incisive”.

Gian Nicola Berti (AR): “Lo sviluppo economico non si fa con gli impianti normativi. Ma con buoni comportamenti, con la sburocratizzazione, con semplificazioni del quadro normativo. Le leggi-arlecchino, in cui c’è un po’ di tutto, sono quelle con cui si vanno a tappare i buchi inserendo cose all’ultimo minuto, e da un certo punto di vista sono utili per ricreare sistemi più funzionali. Ma lo strumento normativo è profondamente sbagliato, perché lo strumento vero deve essere quello dei progetti di legge. Per un investitore estero è impossibile approcciarsi alla realtà sammarinese cercando di capire quali sono le norme di riferimento. Questo è un grosso ostacolo per la capacità del nostro di Paese di essere attrattivo. L’Europa è una sfida importante da cogliere nella consapevolezza però che è necessario cambiare metodo. Dobbiamo usare altri sistemi normativi che non siano didascalici ma che enucleino dei principi che non si possono violare. Dopo due settimane di lavori in Commissione e una settimana di lavori consiliari, dopo aver sentito una serie di tentativi di stravolgere la portata delle norme e la loro ratio, credo che dovremmo riflettere su quanto sia impellente la necessità di un intervento normativo su quello che è il regolamento consigliare. Nella Società di informatica dello Stato individuo un primo elemento utile per il superamento dell’arretratezza digitale e di avvicinamento all’accordo di associazione con l’Ue”. 

Luca Gasperoni (PDCS): “Questa è stata definita una legge scarna. Non sono d’accordo. Numerosi sono stati gli interventi che abbiamo apportato per dare risposte definitive alla cittadinanza. Abbiamo portato i minimi contributivi per le società fino a 40mila euro: sarà un volano per uno sviluppo economico sano. Abbiamo istituito lo Sportello di Unione europea. Ci aiuterà in vista della firma dell’accordo con l’Ue, rendendolo più morbido sia per i cittadini che per le imprese. La nuova società informatica porterà novità positive e consentirà anche un contenimento dei costi. Pensiamo poi alla gestione centralizzata delle spese all’interno del Dipartimento Esteri: un’altra grande conquista. E’ una legge che abbraccia diverse tematiche. Abbiamo voluto portare i dibattiti sulle tematiche più importanti nelle sedi opportune, nelle Commissioni parlamentari. Per fare un ragionamento serio e avere un quadro ampio, crediamo sia necessario questo tipo di passaggio. Andiamo in Commissione e veniamo fuori con testi di legge che siano onnicomprensivi. Ci aspettano passi importanti: il Segretario Gatti ha dato una prima apertura alla riforma dell’IGR. Che insieme alla legge sull’ICEE darà una prima risposta in materia di equità e di tassazione equa per il territorio della Repubblica”. 

Il Progetto di legge “Misure per il consolidamento, lo sviluppo economico, il contenimento dei costi e disposizioni in materia fiscale” è approvato con 32 voti favorevoli e 12 contrari.

I lavori vengono sospesi per consentire un confronto tra maggioranza e opposizione al fine di elaborare un ordine del giorno condiviso sulle residenze fiscali non domiciliate e il portale “San Marino World”. La mediazione non viene raggiunta: anche la maggioranza deposita quindi un suo Odg sul tema, dopo quello già presentato dalle opposizioni.

Manuel Ciavatta (PDCS) spiega il senso del nuovo ordine del giorno: “Abbiamo provato a cercare una sintesi con l’opposizione che non è stato possibile trovare. C’è stata una conferenza del Congresso di Stato che ha dato delle comunicazioni. Da parte di tutti c’è la volontà di fare chiarezza. Siamo i primi a voler verificare se ci sono state delle modalità non corrette, attuate da parte della società”. 

Il Segretario di Stato Marco Gatti fornisce il parere del Governo: “Concordiamo con l’Odg della maggioranza che ci sembra molto più puntuale rispetto ai fatti. Chiediamo di respingere quello dell’opposizione”. 

Spazio agli interventi. Matteo Zeppa (Rete): “Ci sono dei punti politici che l’opposizione, nel suo Odg, aveva evidenziato. Ricordo a tutti i consiglieri che il DES, per come era nato, voleva essere depositato all’interno di una Finanziaria e dunque già nasceva male. Io credo che dei distinguo vadano fatti. Il nostro Odg non era campato per aria. Chi non è in fallo, non dovrebbe oscurare il proprio sito. Indipendentemente da chi si prende il merito di averlo fatto oscurare. Evidentemente, i documenti presenti in quel sito qualcuno li ha scaricati e qualcuno li ha letti. Si parla di alberghi di lusso che non esistono. C’è di più. Il 30 di aprile eravamo in ordinaria amministrazione, il Governo era caduto. Per legge il Congresso di Stato poteva gestire solo affari correnti. Dunque mi dovete spiegare chi ha dato l’autorizzazione e con quale motivazione l’ha fatto. Io chiedo che il signor Banuelos abbia agito in questa maniera perché ha avuto l’autorizzazione”. 

Nicola Renzi (RF): “Se non ci fosse stato un giornalista zelante, quando avremmo scoperto che un Segretario di Stato aveva dato il permesso per la San Marino World? Diciamo la prima cosa molto chiara: abbiamo fatto insieme un progetto come quello del Polo della Moda perché fin dall’inizio abbiamo giocato sul pulito, dicendo ai sammarinesi tutta la verità. Se c’è ancora qualcuno che pensa di poter fare dei sotterfugi, quello è il modo migliore per far fallire tutto. Se la maggioranza vuole battere un colpo, deve chiedere una sola cosa: chiedete che venga revocata quella sciagurata circolare della Direzione degli Affari Esteri e che si mantenga il rispetto delle leggi”.

Fabio Righi (D-ML): “Fa arrabbiare perché abbiamo sprecato opportunità su opportunità e non abbiamo dedicato del tempo a cose che non sono state comprese, forse perché si stava lavorando a questa cosa qui. L’ODG della maggioranza omette delle parti importanti. Non risulta agli atti nessuna clausola di subordinazione all’autorizzazione ad essere società di gestione di tutto il mondo connesso alle residenze fiscali non domiciliate. Quel meccanismo avrebbe gestito tutto il sistema e tutta la rete di attività luxury del Paese. Voi ditemi se queste non sono dinamiche di vendita del Paese, dando in mano tutte le chiavi ad uno stesso soggetto. Sono state falsificate le firme di Segretari di Stato? Presentiamo le denunce allora. Buttiamo fuori dal Paese chi pensa di venire qui a comprarci. Non è questo il modo. Le dinamiche a cui abbiamo assistito ci fanno pensare che certe persone non operino da solo e questo è il problema grave che noi riscontriamo”. 

Maria Luisa Berti (AR): “L’opposizione sembra non voglia tenere in considerazione le informazioni fornite dal Congresso di Stato in conferenza stampa. Il nostro Odg si conclude con un mandato specifico al fine di potere avere tutti i rilievi su questa vicenda che desta sincera preoccupazione anche tra i banchi della maggioranza. Quindi con l’obiettivo di avere tutti gli elementi necessari per valutare le conseguenti azioni. Nell’Odg delle opposizioni c’era soltanto una richiesta di audizione di un soggetto privato. Noi invece abbiamo ritenuto di voler essere ancora più specifici ed incisivi. Ci teniamo ad evidenziare che l’Odg lo abbiamo steso sulla base della verifica degli atti. Andranno valutate insieme le giuste azioni anche nell’eventualità che sia stato arrecato un danno all’immagine del nostro Paese e alle sue politiche di sviluppo. Dunque non c’è nessuna volontà di nascondere nefandezze. Ma di fare chiarezza e lavorare per il bene del paese. Non abbiamo paura della verità”. 

Luca Boschi (Libera): “Nella discussione di questo ordine del giorno, siamo venuti a sapere la storia dall’inizio. Ciò che conta è che tutta la maggioranza in un giorno, senza scorciatoie, si è impegnata ad approfondire con gli organismi competenti, arrivando anche ad ipotizzare azioni legali. Quindi nessuna sottovalutazione di una cosa che anche noi riteniamo grave. Tutto ciò consentirà a quest’Aula di fare chiarezza completa. Mi pare che ci sia un atteggiamento di trasparenza, analisi, comprensione ed eventualmente reazione nei confronti di chi possa aver anche minimamente inficiato l’immagine del nostro Paese. Ringrazio le opposizioni per averci permesso di presentare questo Odg adesso. Un problema così importante si affronta subito con trasparenza e serietà”.

Gerardo Giovagnoli (PSD): “Questo dibattito è molto importante e dimostra la volontà di chiarire le cose che non può essere disconosciuta alla maggioranza. Questo tema è molto importante per tutti noi e riguarda una realtà che sostanzialmente non ha dato ancora nessun frutto. Non c’è nulla che effettivamente abbia preso concretezza nella realtà. A dir la verità, forse è questa la questione più rilevante. Per mesi ci siamo confrontati e scontrati: dobbiamo rilevare che alla fine di febbraio 2025, ancora non c’è nulla di concreto di uno strumento che doveva dare sviluppo al Paese. A me dà più fastidio questo fatto. Rivendico la volontà di fare piena luce, non abbiamo nulla da nascondere. Dal punto di vista politico è importante però fermare le bocce. Torniamo a mettere al centro il progetto di Paese che vogliamo portare avanti noi e che deve tenere conto del fatto che stiamo entrando nell’era dell’applicazione dell’accordo di associazione”. 

Giovanna Cecchetti (indipendente): “Sarebbe stato meglio uscire con un Odg congiunto. Sarebbe stato un messaggio forte e che avrebbe fatto capire che non si può scherzare con un Paese e il suo destino in un momento importante. Anche il nostro ordine del giorno termina con la valutazione di tutte le azioni a tutela del buon nome della Repubblica”. 

Manuel Ciavatta (PDCS): “Noi vorremmo fornire a tutta l’Aula le informazioni necessarie a chiarire la questione. Dispiace che il dibattito sia diventato un atto di grande mancanza di fiducia verso il Governo e verso il Segretario Beccari. La maggioranza a San Marino ci tiene e proprio perché ci tiene fortemente, qualora ci sono dei progetti che possono mettere in discussione la nostra sovranità, i primi a non volerli siamo noi: e non permettiamo all’opposizione di attaccarci. Ci aspettiamo che nel momento in cui la chiarezza viene fatta, ci siano anche le scuse. Detto questo, da parte della DC chiaramente ci sarà la non approvazione dell’Odg delle opposizioni”. 

Infine, l’ODG delle opposizioni è respinto, mentre quello della maggioranza è approvato con 32 voti a favore e 11 astenuti. 

Askanews