San Marino. Cacciarono via il Magistrato Dirigente, ma ora temono ‘tensioni’ in Tribunale

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  • Partirà oggi una seduta consiliare calda dove ancora una volta al centro del dibattito ci sarà la giustizia. Infatti nonostante la decisione di mettere la presa d’atto dei due giudici d’appello al primo punto, dopo il comma comunicazioni, l’opposizione sembra intenzionata ad agitare le acque già increspate dalle polemiche degli scorsi giorni. E’ ciò che è emerso dalla puntata di Palazzo Pubblico condotta dalla giornalista Monica Fabbri in onda lo scorso venerdì su Rtv. C’è un’opposizione che non si lascia sfuggire e tenta di capitalizzare le posizioni sulla giustizia di alcune voci che si sarebbero espresse fuori dal coro in maggioranza anche se, come ha ben spiegato il capogruppo di Rete Matteo Zeppa, nel corso della trasmissione: “siamo talmente trasparenti che nessuno ha il timore di esprimere il proprio punto di vista. In ogni caso giovedì c’è stato un incontro tra maggioranza e segretari di stato, un’esperienza molto bella e anche proficua dove sono state spiegate le ragioni della procedura d’urgenza”. Tanto rumore per nulla dunque. Lo ha sottolineato anche il capogruppo della Dc Francesco Mussoni: “Si tratta di un intervento minimale, non vanno tirati in ballo né i fascicoli né le persone, la politica può solo ragionare a livello di regole e di strumenti da fornire. Noi lo avevamo detto che sulla giustizia avremmo avuto un atteggiamento operativo. La materia di solito sconsiglia questo tipo di atteggiamento ne siamo consapevoli ma la ragione sta nelle forzature portate avanti dall’esecutivo precedente che se ci ricordiamo defenestrò un dirigente, nominò un’altra figura che non faceva parte del corpo della magistratura, si va in questo modo a porre un ordine violato precedentemente. Il resto è fuorviante. Non si può rimanere inerti e non fornire gli strumenti di autogoverno al Tribunale. I suggerimenti del Greco, della Commissione di Venezia, della Cedu, sono numerosi. Poi occorrerà fare una riforma generale che ovviamente sarà condivisa”. Per l’ex segretario Renzi invece la relazione sullo stato della giustizia appena presentata sarebbe il segno che le cose in Tribunale avrebbero cominciato ad andare bene e che dunque nulla andrebbe cambiato. Sempre dal consigliere di Rf Renzi sono arrivate pesanti critiche e l’accusa di arroganza nei confronti della maggioranza. “Siamo talmente arroganti – gli ha risposto il consigliere di Dml Mirko Dolcini – che quando ci è stato chiesto l’aumento del minutaggio abbiamo detto sì a dispetto della nostra convinzione che i tempi andrebbero piuttosto diminuiti per rendere più efficienti i lavori del Consiglio. La presa d’atto inoltre è stata messa al primo punto. Che la giustizia è urgente lo si evince dalla stessa relazione sullo stato della giustizia che anch’io ho letto e che parla di criticità che permangono”. Con ancora più determinazione è stato il capogruppo di Rete Gian Matteo Zeppa a rispedire al mittente le accuse di Renzi e Morganti anche lui presente in trasmissione. “Il nostro atteggiamento – ha chiarito – vuole essere totalmente diverso da quello del precedente esecutivo. Noi non prenderemo i disastri del passato a pretesto per non fare le cose. Stiamo fotografando lo stato dell’arte che è ancora peggiore di come ce lo aspettavamo. Non vogliamo però avere scusanti, il Paese ha bisogno di risposte. La realtà è che noi il programma di governo lo abbiamo condiviso, c’erano dei punti saldi e che a farci la morale sia chi tra virgolette è stato il carnefice di questo Stato, comincia a dare fastidio, chi fa la morale dovrebbe piuttosto farsi un esame di coscienza di quel che è stato fatto o non fatto. Dovrebbero rendere conto alla cittadinanza. Questa maggioranza non guarda comunque al passato, l’obiettivo è chiaro, c’è un patto per rimettere in sicurezza il Paese. Non abbiamo alternative, dobbiamo lavorare. Il dato di fatto è che abbiamo un’opposizione che continua a difendere con furore scelte dalle quali si è scatenato qualcosa”. Da qui parte anche il ragionamento del capogruppo di Npr Denise Bronzetti: “i due consiglieri attualmente di opposizione sanno benissimo che le decisioni all’interno della commissione giustizia e dentro il consiglio giudiziario plenario sono state prese a colpi di maggioranza. La commissione giustizia dopo un po’ non è stata nemmeno più convocata. Il consiglio giudiziario plenario si è permesso di fare interpretazioni autentiche che spettano invece al Consiglio. Noi stiamo cercando di ripristinare situazioni già previste per legge che sono state modificate in un organismo che non ha questa competenza”. Anche il consigliere di Libera Morganti ha ammesso che “la giustizia ha bisogno di assestamento, ha bisogno di essere rimessa in pristino, di un riequilibrio, purtroppo questa guerra tra bande che si è generata deve essere eliminata, non si può eliminare il conflitto dando ragione a una parte”. Ragionamenti che purtroppo durante la scorsa legislatura, quella in cui si è arrivati a cacciare un magistrato dirigente dando sì ragione a una parte, non è stato in grado di svolgere.

    Repubblica Sm