SAN MARINO. CAOS ALL’ISS. I 17 PRIMARI DIMISSIONARI: ”ECCO CHE COSA ABBIAMO CHIESTO E NON ABBIAMO AVUTO RISPOSTE”

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Questa è la terza e l’ultima parte della lettera dei 17 primari dimissionari. Leggiamo che cosa hanno chiesto, domande che non hanno avuto risposte adeguate:

”Vogliamo di seguito riportare alcuni punti, già in passato oggetto di analisi, che non hanno ricevuto proposte specifiche e he rimangono a tutt’oggi in attesa di soluzione:

  • RIDIMENSIONAMENTO, per la costante carenza di personale, di servizi sanitari essenziali con conseguente grave condizionamento nell’applicazione delle linee guida previste per la gestione di specifiche patologie;
  • CONTINUO ESODO PERSONALE MEDICO, motivato dalle penalizzanti tipologie dei contratti e dalle limitate prospettive professionali attualmente offerte dal nostro sistema sanitario;
  • DISPARITA’ RETRIBUTIVE (tariffe orarie) e NORMATIVE (pensionati italiani – pensionati sammarinesi, part time) nell’offerta di diverse tipologie di lavoro, penalizzanti in particolare la scelta di un impegno lavorativo a tempo pieno;
  • INDENNITÀ’ MEDICA RIDOTTA DEL 10% da alcuni anni con una penalizzazione corrispondente ad una mensilità nell’arco di un anno;
  • MANCATO RICONOSCIMENTO CREDITI FORMATIVI (ECM) e di un adeguato finanziamento per le attività di aggiornamento dei medici;
  • MANCATA UNIFORMITA’ DI PAGAMENTO DELLE REPERIBILITA’ MEDICHE per le attività intraospedaliere e territoriali;
  • INIQUO CALCOLO DEL VALORE PENSIONABILE che, escludendo l’indennità medica (su cui vengono eseguite comunque le trattenute), determina un tasso di sostituzione estremamente penalizzante, anche in rapporto a quello di altre categorie di operatori sanitari;
  • IMPOSSIBILITA’ PER I MEDICI PENSIONATI DI SVOLGERE L’ATTIVITA’ PROFESSIONALE SENZA REVOCA DELLA PENSIONE stessa, in difformità con quanto possibile per i medici pensionati italiani;
  • Più incisivo RICONOSCIMENTO DELLA RAPPRESENTANZA E DEL CONTRIBUTO DEI DIRIGENTI MEDICI da parte del Comitato Esecutivo e della Segreteria di Stato alla Sanità, nell’adozione di piani/progetti strategici per l’Istituto. ”

Il perdurare di questo stato di cose, ereditate dal passato ma ancora presente, è motivo di profonda preoccupazione ed incide negativamente nelle nostre attività quotidiane. In assenza di decisioni risolutive, ritenute ormai improcastinabili, non saremo in grado di garantire la necessaria qualità dei servizi, nonostante l’impegno profuso, vedendoci così costretti, a rimettere gli incarichi di Direttori di UOC dei Servizi Sanitari dell’ISS.

Tale decisione, che ci auguriamo possa essere scongiurata, verrà assunta da parte nostra con modalità condivisa e con totale adesione. 

Firmato i 17 Direttori UOC dell’ISS – Istituto Sicurezza Sociale”

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