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Egr. Direttore, sono con la presente a chiederLe di poter pubblicare quanto prima questa lettera di civile protesta, per quanto sta accadendo a chi è malato di celiachia.
Sono felicemente sposato con una donna celiaca ed insieme abbiamo tre figli di cui uno celiaco dall’età di un anno (ne ha quasi 19) e uno che probabilmente lo diventerà.
Sono consapevole che per molti, che non sono toccati da questa malattia, potremmo sembrare noiosi, che c’è sicuramente di peggio nella vita, che basta non mangiare la pasta etc. etc., ma la realtà delle cose è profondamente diversa. La nostra infatti non è una semplice intolleranza alimentare e non è una scelta di vita, come può esserlo diventare vegano o vegetariano.
I disturbi tipici di un celiaco possono essere molteplici e vanno dalla diarrea al vomito, disturbi della memoria, depressione ed, in particolare nei bambini, arresto della crescita e inappetenza; inoltre ci sono diverse patologie associate alla celiachia come, diabete di tipo 1, tiroiditi, epatiti e varie tipologie di sindromi. Non mi sembra poco!
Non c’è una cura, l’unico modo certo per stare bene, è fare una dieta senza glutine per tutta la vita.
I bambini celiaci fin da piccoli, devono imparare l’arte della rinuncia, anzi, si diventa dei veri campioni a gestire la frustrazione, che è una capacità piuttosto rara nei bambini e, se posso aggiungere che non dovrebbero neanche conoscere.
Ho fatto questo preambolo per spiegare meglio la nostra frustrazione nel vedere quale trattamento ci riserva la nostra tanto amata struttura ospedaliera, che per qualcuno è il fiore all’occhiello della Repubblica.
Partiamo dall’inizio. Circa sei mesi fa per completare i lavori di rifacimento della farmacia dell’ospedale, il servizio di approvvigionamento del materiale per celiaci è stato spostato nella farmacia di Dogana. Certo per uno che abita a Chiesanuova è un po’ lontano ma fin qui niente di male, se non che, per agevolare la gestione dei dipendenti della farmacia, sono stati messi dei vincoli.
Si può prelevare il cibo solamente negli orari disposti dalla Direzione e cioè :
lunedì dalle 8,30 alle 11,00 martedì dalle 15,00 alle 19,45 mercoledì dalle 8,30 alle 11,00 giovedì non si può e venerdì dalle 15.30 alle 19,45.
Ma vi sembra una cosa normale?
Lettera firmata