A distanza di un anno quasi più nessuno ignora le prescrizioni della nuova legge ma pare che in tanti anziché decidere per la cancellazione tentino in qualche modo la sorte e si mettano comunque alla guida del veicolo con targa sammarinese pur risiedendo in Italia. Un azzardo non da poco visto che ormai nessuno chiude un occhio e la targa sammarinese è nel mirino.
Rileggendo le note di Giovanni Spadolini su San Marino, nel giorno della festa della Repubblica, fa riflettere come egli ci tenesse a sottolineare che le due storie, quella sammarinese e quella italiana, fossero perennemente congiunte.
In questo solco vanno collocate le parole indirizzate ieri dal presidente della Repubblica italiana a San Marino con l’augurio di Mattarella di benessere e prosperità rivolto ai cittadini.
Difficile però, nonostante il clima festoso, non pensare al caso targhe e a come la modifica del codice della strada italiano abbia messo seriamente in difficoltà le attività economiche della Repubblica (lo ha di recente ricordato il presidente di Anis Neni Rossini in un’intervista pubblicata su Fixing).
E’ quello un nodo che doveva essere sciolto da tempo e che invece rischia che la sua soluzione venga rimandata alle calende greche. Che cosa sta facendo la nostra segreteria agli esteri? Come pensa di porre rimedio al problema? Ma la domanda soprattutto è il segretario Renzi ha le doti senza le quali difficilmente sarà possibile trovare un’intesa? Egli sa unire – per riprendere le parole di Spadolini – la sottigliezza diplomatica al senno politico e al senso di devozione alla cosa pubblica? E non è forse trascorso troppo tempo perché, a distanza di quasi un anno, chi aveva il dovere di determinare una svolta, non prenda atto del suo fallimento?
In tutto questo tempo i sammarinesi sono rimasti soli a far fronte alle difficoltà e ben poche volte si è ascoltata la voce del Se- gretario che peraltro, quando ha parlato, lo ha fatto evidentemente senza avere il polso della situazio- ne, raccontando ai sammarinesi un’altra storia, diversa dalla dura realtà con la quale si sono trovati a dover fare i conti. Diversamente da ciò che sta accadendo a Monaco, dove solo in questi giorni sarebbe- ro partite le prime multe, San Ma- rino di sanzioni ne ha già collezio- nate parecchie. Per dare un po’ di numeri, da che il decreto sicurezza è entrato in vigore ci sarebbero sta- te una settantina di sanzioni e oltre un migliaio di radiazioni. A distan- za di un anno quasi più nessuno ignora le prescrizioni della nuova legge ma pare che in tanti anziché decidere per la cancellazione ten- tino in qualche modo la sorte e si mettano comunque alla guida del veicolo con targa sammarinese pur risiedendo in Italia. Un azzar- do non da poco visto che ormai si sa che nessuno chiude un occhio e che la targa sammarinese è nel mi- rino. Si era sperato per un po’ nella soluzione dell’emendamento che il Parlamento italiano, su impulso di alcuni deputati di Forza Italia, avrebbe dovuto approvare prima delle ferie di agosto. Speranza poi vani casa dall’apertura della crisi. La RepubblicaSM