Capitolo 4: le misteriose dimissioni del Commissario Rita Vannucci che permisero al Giudice Alberto Buriani di diventare il magistrato più potente del Titano. Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?
Le “puntate” precedenti della “serie” Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?:
– Capitolo 1: Antonella Mularoni e la “cacciata” di Caringi durante l’ispezione a Banca Partner
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In seguito alle elezioni politiche del novembre 2012, nonostante la netta vittoria di una coalizione composta da Democrazia Cristiana, Psd, Noi Sammarinesi e Alleanza Popolare, si insedia un governo a chiara guida Pdcs, con Pasquale Valentini agli Affari Esteri e Gian Carlo Venturini agli Affari Interni, con delega anche alla Giustizia (poi scopriremo perchè è importante evidenziare quest’ultima). Alleanza Popolare si vede assegnare una sola Segreteria di Stato, pesante nel concreto ma politicamente marginale, ovvero il Ministero al Territorio e Ambiente a cui assegna Matteo Fiorini.
Il sistema bancario sammarinese è caratterizzato dalle turbolenze derivanti dalla liquidazione coatta amministrativa di Credito Sammarinese (12 ottobre 2012) e dalla disposizione di amministrazione straordinaria imposta dalla Vigilanza di Bcsm a Banca Commerciale (28 ottobre 2011), nonché alle prese con il perdurare della crisi del settore bancario nel suo complesso. Crisi inasprita, come ricordato ieri (leggi qui), dal clima di “guerra” nei rapporti fra Banca d’Italia e Repubblica di San Marino, conseguente ad un preciso evento: la “cacciata” di Stefano Caringi dal ruolo di responsabile della Vigilanza di Bcsm durante una ispezione presso Banca Partner; licenziamento voluto dal governo di allora, a guida Alleanza Popolare, con Antonella Mularoni e Valeria Ciavatta a guidare le due più importanti Segreterie di Stato del Titano.
Sul fronte bancario sammarinese, in quel periodo, non si registrano eventi degni di nota, se non la cessazione dell’attività di Euro Commercial Bank (2013) che già nel 2011 chiuse il suo bilancio con una perdita di 3,7 milioni di euro.
Il terremoto vero e proprio, invece, si registrò con “epicentro” ai Tavolucci, culminato con le dimissioni rassegnate il 12 dicembre 2013 dal Commissario della Legge Rita Vannucci, fino a quel momento titolare delle più importanti e delicate inchieste sammarinesi e riferimento della magistratura straniera per le diramazioni criminose individuate sul Titano. In pratica, al di là dell’organigramma vero e proprio, la Vannucci era senza dubbio il Magistrato più importante e “potente” del Tribunale sammarinese, visto che le sue mansioni apparivano comparabili a quelle di un “procuratore capo” di una procura italiana.
Ufficialmente, alla base di queste dimissioni, non c’era altro che la volontà dello stesso Commissario della Legge di alleggerire i suoi impegni, resi ancor più gravosi per il suo coinvolgimento nei rapporti con il Moneyval (organo preposto alle politiche antiriciclaggio nell’ambito dei Paesi aderenti al Consiglio d’Europa), tanto che all’indomani della conclusione del suo lavoro ai Tavolucci, accettò la presidenza della Fondazione di Banca Centrale di San Marino.
La versione ufficiale, però, non apparve troppo convincente… Ma prima di approfondire questo aspetto, facciamo un balzo in avanti, così da capirne l’importanza, nel futuro e nell’affermazione del piano della cosiddetta “Cricca”, nonché della devastazione delle casse statali del decennio scorso.
Il 9 gennaio 2014, in un servizio del Tg San Marino a “firma” Luca Salvatori (clicca qui), la Tv di Stato anticipa la “nuova organizzazione interna” del Tribunale, successiva alle dimissioni della Vannucci, infondendo pesanti dubbi sulle reali motivazioni alla base di questa scelta: “…Sembra incredibile che la sua scelta di lasciare la magistratura sia stata dettata esclusivamente da motivazioni professionali”.
“Le sue mansioni (della Vannucci; ndr) -si spiegava dai teleschermi della San Marino Rtv- sono state affidate al Commissario della Legge Alberto Buriani, che seguirà dunque anche le rogatorie internazionali”.
Sì, avete capito bene! Alberto Buriani (oggi condannato in primo grado per abuso di autorità e tentata concussione ai danni del Presidente di Bcsm e -scrive la sentenza- favorire la “galassia Banca CIS), il primo gennaio del 2014, è diventato il più potente magistrato del Tribunale del Titano, proprio in seguito alle dimissioni -spontanee o forzate che siano state-, di Rita Vannucci. Quello stesso Alberto Buriani che, appena sei mesi dopo, arrestò l’ex Segretario di Stato democristiano Claudio Podeschi e, successivamente, l’ex Ministro Fiorenzo Stolfi, prima di piazzare l’arresto cautelare del “secolo”, quello di Gabriele Gatti, già in forte “decadenza”, ma per un paio di decenni incontrastato numero uno della politica sammarinese, interna ed estera.
Quello stesso Alberto Buriani che, con le sue inchieste, finora chiuse definitivamente solo con assoluzioni e proscioglimenti, spazzò via un’intera generazione politica, spianando la strada, conseguentemente, a quella “giovane” classe politica che, direttamente o indirettamente, nominò, permise ai vari Wafik Grais, Lorenzo Savorelli, Roberto Moretti e così via nell’elenco dei rinviati a giudizio al fianco di Marino Grandoni, Daniele Guidi e Francesco Confuorti con l’accusa di associazione a delinquere, di assoggettare l’azione di organismi istituzionali e di vigilanza agli interessi non dello Stato ma del medesimo “gruppo criminoso”.
Quello stesso Alberto Buriani oggi a sua volta rinviato a giudizio nell’ambito dello stesso “gruppo criminoso” -così definito dal Commissario Elisa Beccari nel decreto di rinvio a giudizio- sopra citato e già in quel fatidico 1 gennaio 2014 in rapporti –diciamo- confidenziali con Marino Grandoni (azionista di Banca Partner e di Banca CIS) e Stefania Lazzari, consorte di quel Daniele Guidi direttore generale di Banca CIS, già condannato in secondo grado per truffa ai danni dei fondi pensione e Fondiss.
A confermare i rapporti già in essere in quel 1 gennaio 2014 di Buriani con Grandoni è stata la Commissione di Inchiesta su Banca CIS istituita nel 2019, la cui relazione conclusiva (pag.216) sancisce: “Oltre alla documentazione cartacea, è giunta alla Scrivente una chiavetta USB, apparentemente di proprietà di Daniele Guidi, nella quale sono stati riscontrati: tra i vari file, una cartella intitolata “2007-07-29” contenente fotografie di una vacanza, “verosimilmente in Turchia e nel Mediterraneo Orientale, verificatasi nell’estate del 2007”.
“Una fotografia, tra quelle che presentano gli stessi protagonisti -si rimarca nello stesso documento- che ritrae insieme, su un aereo: Fabio Berardi, Alberto Buriani, Maria Stefania Lazzari, Marino Grandoni” e che “dipinge non solo il rapporto di amicizia fra Fabio Berardi col Gruppo Grandoni, ma anche la mendacità delle dichiarazioni rese da Daniele Guidi, Stefania Lazzari, Marino Grandoni e, sotto giuramento, da Alberto Buriani in merito al loro rapporto”.
Fatto questo eloquente e indicativo balzo in avanti, torniamo al “terremoto” che alla fine del 2013 si è abbattuto sul Tribunale sammarinese, ovvero alle “non chiare” dimissioni del Commissario della Legge Rita Vannucci e al rilevamento della quasi totalità delle sue mansioni da parte di Buriani.
Se, come detto, la versione ufficiale sulle motivazioni di queste dimissioni non convinse neppure la Tv di Stato del Titano, qualcosa si può dedurre dalla memoria di sette pagine che Giuseppe Roberti presentò -pochi giorni prima dell’arresto di Gatti- al Commissario Buriani, titolare dell’inchiesta “Mazzini” che lo vedeva fra gli indagati e che, poi, si chiuse, anche per lui, con assoluzioni e proscioglimenti nella sentenza definitiva. In questa sua memoria, infatti, Roberti evidenzia chiaramente che nella politica e nella magistratura sammarinese, all’epoca, era in atto una serrata lotta fra diverse fazioni.
Altre fonti, invece, suggeriscono che alla base di queste dimissioni possano esserci state pressanti pressioni politiche che determinarono difficoltà nel portare avanti in autonomia -come doveroso- indagini e atti, diciamo, delicati.
La ricostruzione “non ufficiale” più verosimile, comunque, appare essere quella relativa ad un inasprirsi dello scontro interno alla Magistratura sammarinese, la quale già anni prima appariva divisa in due -chiamiamole- “correnti”: da una parte quella, che in precedenza comprendeva il Magistrato Rita Vannucci, creatasi attorno al Prof. Massimo Nobili (“non prorogato” in deroga ai limiti di età come sempre accaduto in precedenza, nel gennaio 2010, nel suo ruolo di Giudice delle appellazioni, poi scomparso nel 2016) e l’altra compatta attorno al Magistrato dirigente Valeria Pierfelici. Le dimissioni, quindi, sarebbero l’epilogo di questa dinamica che, peraltro, è stata ed è tuttora comune in realtà, non solo sammarinesi, come i Tribunali.
A rendere ancor più verosimile -verosimile, non accertata- questa ricostruzione è il momento, il contesto in cui le dimissioni si inseriscono. Alcuni mesi prima, infatti, emerge chiaramente la volontà politica di porre una sorta di limite di due mandati per la funzione di Magistrato dirigente del Tribunale. Una disposizione che rende imminente il cambio in quel ruolo, fino a quel momento rivestito dalla Pierfelici. Tutto lascia intendere che a succedere al Dirigente uscente debba essere la Vannucci. Ma così non fu… La Pierfelici rinnovò la sua candidatura e con appena un voto di scarto, 14 a 13, prevalse sulla Vannucci.
Questo scontro -e siamo sempre sulla ricostruzione verosimile, non accertata- alimentò fortemente le divisioni interne fra le due “correnti” fino a indurre la Vannucci ad abbandonare la toga.
Ma, alla luce di quanto emerso negli ultimi anni, nonché dell’accertata forte pressione che Grandoni sembrava esercitare sulla politica in quegli anni, non si può escludere a priori neppure che alla base di quelle dimissioni ci possano essere state delle forti pressioni, sia di fonte interna allo stesso Tribunale che dal mondo politico (non è un mistero che Alleanza Popolare, al pari di una piccola componente del Pdcs non gradisse il grande potere giudiziario detenuto dal Commissario della legge), finalizzate ad estromettere la Vannucci per “potenziare”, poi, il ruolo di Buriani e quindi l’influenza della cosiddetta “Cricca” anche nell’amministrazione della Giustizia, come poi sembra effettivamente essere accaduto vista la condanna in primo grado inflitta allo stesso Buriani per abuso di autorità e tentata concussione ai danni di Catia Tomasetti, Presidente di Banca Centrale, nel momento in cui la stessa era un ostacolo altissimo per la cessione delle quote di Banca CIS a Stratos, nonché il rinvio a giudizio per associazione a delinquere in cui si accusa lo stesso di aver operato nelle sue mansioni giudiziarie per fornire protezione giudiziaria al medesimo “gruppo criminoso”…
In ogni caso, su un aspetto importante come questo, decisivo per individuare appieno e con autorevolezza le responsabilità di politici e personaggi esterni al “gruppo criminoso” che, direttamente o indirettamente, consapevolmente o inconsapevolmente, sono finiti per favorire i piani di scalata sovversiva della “Cricca” a posti chiave delle Istituzioni, quindi della gestione dello Stato, assoggettandone l’azione al perseguimento di illegittimi interessi privati… In ogni caso, si diceva, su queste dimissioni regna tutt’ora il mistero.
Un mistero che al momento appare inviolabile… E sul quale appare indispensabile -per arrivare ad una precisa e completa ricostruzione storica dei fatti e degli eventi che (volenti o nolenti) hanno poi favorito l’affermazione sovversiva di quel “gruppo criminoso” noto come “Cricca”, fare piena luce.
Quella “piena luce” che è alla base della domanda che rappresenta, poi, il filo conduttore di tutta questa serie di approfondimenti, diciamo, storici: Repubblica Futura (in questo caso probabilmente non da sola) “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?
Enrico Lazzari