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  • San Marino. Cara Repubblica Futura, questi son fatti concreti non “ricostruzioni fantasiose”. … di Enrico Lazzari

    Enrico Lazzari

    L’uscita di RF dal governo del Paese avvenne dopo oltre un decennio di presenza costante alla guida del paese lasciò San Marino sull’orlo del default finanziario.

    In quattro anni con un esecutivo senza “nipotini” di AP si sono riequilibrate le casse pubbliche e risanato il sistema bancario devastato dal governo AdessoSm.

    La “Cricca” che ha imperversato in quegli anni oggi è a processo… “Ricostruzione fantasiosa”, sfortuna di RF o realtà concreta che quel partito non vorrebbe che i sammarinesi si ricordassero di questi fatti?

    Apprendo, dai media, leggendo un comunicato stampa a firma Repubblica Futura, di essere “famoso per essere stato assai vicino a qualche Mazziniano d’antan (del tempo che fu; ndr)” e di cercare “con commenti stralunati” e “ricostruzioni fantasiose” di cercare di gettare “in ogni modo, discredito” sulla stessa RF.

    Certo, sono consapevole che da tanti miei commenti evidenziano anche pesanti “ombre” su quel partito, ma, al tempo stesso, sono altrettanto consapevole che a gravare sull’immagine di quella forza politica sono, più che i miei commenti e le mie opinioni, i fatti concreti, incontestabili, autorevoli nelle loro fonti che sono alla base delle analisi che l’amico Marco Severini mi permette di diffondere attraverso queste sue super-seguite pagine web.

    Se quei fatti concreti non esistessero, non avrei modo -né motivo- di evidenziare i miei inquietanti dubbi che RF, evidentemente, preferirebbe venissero svelati o ricordati ai cittadini… Specie ora, in piena campagna elettorale.

    John Fitzgerald Kennedy, saggiamente, sosteneva che “l’ignoranza di un elettore in una democrazia compromette la sicurezza di tutti”. Al pari, aggiungerei io, della sua memoria corta. E, checché provi a “nasconderlo” RF, è innegabile, nei fatti, che il peso politico di Alleanza Popolare prima e di Repubblica Futura poi, sia direttamente stato direttamente proporzionale al tasso di penetrazione -secondo alcuni “sovversiva”- di quel gruppo privato noto come “Cricca” nelle istituzioni sammarinesi e in posti chiave della gestione dello Stato.

    Alleanza Popolare, dopo anni di opposizione, salì al governo del Paese nel 2006, al fianco della sinistra post-comunista e socialista. In questa breve legislatura (durò appena due anni) il suo ruolo fu subalterno a quello della sinistra, per diventare centrale, poi, nella legislatura successiva (2008-2012) dove le due segreterie di stato più importanti, Esteri ed Interni, vennero affidate ad Antonella Mularoni e Valeria Ciavatta, ambedue di AP. E proprio nel corso di quella legislatura, con un Gabriele Gatti “cadente”, ormai politicamente debolissimo alle Finanze, si registrò il primo attacco pesante verso i vertici di Banca Centrale, che culminò con le “dimissioni” al veleno di Luca Papi, Biagio Bossone e Stefano Caringi in seguito ad -sono parole loro, addirittura messe in un titolo da IlSole24Ore- “Interferenze reiterate dal Governo del Titano”… E, ricordiamolo, in quei giorni, AP era al governo con un ruolo centrale.

    Alla presidenza di Bcsm -con quello stesso governo- venne poi nominato Renato Clarizia e alla direzione Mario Giannini, con il primo che “dimenticò” di comunicare, prima della nomina, precedenti rapporti con Fingestus, la finanziaria del gruppo Karnak finita al centro dell’inchiesta italiana “Criminal Minds”, tanto che nel 2012 le opposizioni ne chiesero le dimissioni immediate definendo Banca Centrale, altrimenti, delegittimata.

    Nonostante tutto Clariza restò in carica fino alla tarda primavera del 2015 quando, con sempre AP in ruoli di governo, seppur un po’ più marginali rispetto al precedente, vennero nominati prima Wafiks Grais alla presidenza e, poi, Lorenzo Savorelli alla direzione. Due dirigenti che, secondo la testimonianza di Ugo Granata (leggi qui) sarebbero stati “portati” sul Titano ai vertici di Bcsm dal finanziere lucano Francesco Confuorti, oggi a processo.

    Poi, i fatti più recenti, ovvero la salita alla guida del Paese del governo AdessoSm, sotto il quale la “Cricca” ha raggiunto il suo massimo potere arrivando a devastare, con la liquidazione di Asset Bank che due sentenze amministrative hanno definito “illegittima”, e le “minacce” di commissariamento addirittura di Cassa di Risparmio, l’intero sistema bancario sammarinese.

    Alleanza Popolare, poi “ribattezzata” Repubblica Futura, ha lasciato il governo del Paese -sull’orlo del default finanziario- nell’inverno del 2019, con Carisp alle prese con deficit di esercizio nell’ordine dei 30 o 40 milioni di euro, dopo che si sono volatizzati un centinaio di milioni di euro dei fondi pensione e con un bilancio pubblico drammatico (leggi qui):
    – La liquidità di cassa dello Stato era di 32 milioni di euro a fronte di impegni di pagamento con scadenza a una sessantina di giorni di 55 milioni di euro;

    – L’indice di liquidità a sette giorni del sistema bancario sammarinese era sceso dal miliardo e 200 milioni del 2015 a meno della metà, ovvero a circa 500 milioni di euro.

    – Lo Stato aveva accumulato una montagna di bollette per utenze non pagate e di trasferimenti arretrati (oltre 3 milioni di euro)

    – Accantonamenti e versamenti al Fondo Pensioni mai effettuati dal 2018.

    Oggi, dopo quattro anni e mezzo di governo senza Repubblica Futura, con cioè i nipotini di Alleanza Popolare all’opposizione, i conti -pur con un ingente debito pubblico in larga misura speso per risanare la drammatica eredità (leggi qui) lasciata dai governi precedenti (e lo dicono i numeri dei bilanci ufficiali, non io)- sono tornati in equilibrio:

    – Carisp è tornata già nel 2021 a fare utili dopo i rituali bilanci in perdita di oltre 30 milioni;

    La liquidità a sette gironi delle banche è tornata poco sotto il miliardo e 200milioni del 2015 (circa un miliardo di euro);
    – Al 31 dicembre 2023 la liquidità dello Stato era tornata a 148 milioni di euro e quella di Stato più enti pubblici si attestava a 228 milioni, con una media di liquidità che non scende più sotto i 100 milioni per lo Stato e sotto i 190 milioni per lo Stato più gli enti pubblici
    – Un sistema bancario che sta recuperando, piano piano, credibilità e solidità
    – E, non ultimo, ampia parte della famigerata “Cricca” e di alcuni suoi possibili sodali in agonia e costretta alla sbarra in diversi procedimenti giudiziari.

    Cara Repubblica Futura, sono “commenti stralunati” e “ricostruzioni fantasiose” queste notizie? O, invece, come “pare” a me -ma anche ai lettori- sono fatti concreti? Non è forse vero che Alleanza Popolare, poi Repubblica Futura, è stata l’unica forza politica costantemente al governo negli anni più drammatici per l’economia, il sistema bancario, il Diritto e il benessere dei cittadini?

    E non dimentichiamo, poi, i nomi di alcuni esponenti di RF che -pur senza essere accusati penalmente- sono “rimbalzati” in Aula durante le udienze di importanti processi tuttora in corso contro quel gruppo di potere che, come il Pdcs denunciava già nel 2017, stava occupando “in maniera sovversiva” la gestione delle Istituzioni e dello Stato…

    Repubblica Futura, forse, è solo stata “sfortunata” trovandosi a guidare il paese nel momento più drammatico della sua storia? 

    Enrico Lazzari