San Marino. Carisp smentisce quanto impropriamente dichiarato dal Sig. Muccioli – Fupi/Csdl

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
  • Le proposte di Reggini Auto

  • carispCassa di Risparmio della Repubblica di San Marino deve nuovamente intervenire per smentire quanto impropriamente dichiarato, questa volta dal Signor Alessio Muccioli della FUPI – CSdL, con un comunicato emesso in data odierna.

    Nel comunicato si collega in maniera assolutamente impropria e distorsiva Cassa di Risparmio ed il Gruppo Delta, partecipato da Cassa di Risparmio, ad attività legate al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo: tale affermazione, lesiva oltremodo della reputazione di Cassa di Risparmio, è destituita da ogni fondamento, e chi l’ha rilasciata dovrà darne giustificazione nelle sedi opportune.

    Ugualmente infondata e fuorviante è l’affermazione relativa all’asserita insolvenza del Gruppo Delta, atteso che il Tribunale di Bologna ha omologato l’accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182 bis che non prevede alcuna rinuncia da parte dei creditori aderenti, compresa Cassa di Risparmio, mentre il Gruppo ha nel frattempo regolarmente pagato tutti i costi sostenuti durante il commissariamento protrattosi per oltre quattro anni, ivi comprese le retribuzioni di oltre 200 dipendenti, pur avendo sospeso l’attività finanziaria.

    Relativamente agli interventi finanziari a sostegno di Cassa di Risparmio, effettuati sia indirettamente tramite finanziamento erogato alla Fondazione San Marino Cassa di Risparmio SUMS sia direttamente con prestito obbligazionario sottoscritto dall’ISS, si ricorda che gli stessi generano interessi sia a favore dello Stato che a favore dell’ISS, e che tali interventi prevedono tempi e modalità di restituzione del capitale, contrattualmente stabiliti ed accettati da entrambe le parti, non ancora maturati; risulta quindi inspiegabile il disagio manifestato nel comunicato odierno così come anche nei precedenti.

    Cassa di Risparmio ancora una volta, con amarezza, rileva che, benché non sia ancora intervenuta alcuna decisione da parte di alcun Tribunale italiano relativamente al Gruppo Delta, si continui a gettare discredito nei confronti della Banca più antica e rappresentativa della Repubblica. Nell’occasione Cassa di Risparmio rammenta la piena legittimità del proprio operato riconosciuta in due diversi procedimenti giudiziari (Cassazione n.2149/08 e Tribunale di Rimini n.1025/19.7.2012), con motivazioni generali a beneficio dell’intero sistema bancario sammarinese.

    Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino S.p.A.

     

    ——

    Ecco quanto ha dichiarato il Sig. Muccioli in un suo comunicato stampa:

    Da un po’ di tempo a questa parte si parla di revisione della spesa pubblica. Siamo perfettamente d’accordo sulla necessità di eliminare tutti gli sprechi che si annidano nei circa 30 milioni di Euro che ogni anno lo Stato spende in acquisti/appalti di beni e servizi; su tutto ciò si fa un gran parlare, ed è giusto che sia così. Ma al contempo sarebbe altrettanto giusto parlare del sistema finanziario del paese, e di come lo Stato lo stia sorreggendo, con la previsione di versarvi altre ingenti risorse nel prossimo futuro. Intendiamoci, le esperienze determinate da questa crisi anche in altri paesi, non lasciano molte scelte alla prospettiva di salvataggio delle banche; tuttavia è vero che si possono adottare misure diverse dal finanziamento puro e semplice.

    Rispetto all’entità del salvataggio che si sta compiendo sotto i nostri occhi, non c è spending review che tenga. Il sistema bancario di San Marino ha visto letteralmente dimezzare la raccolta di liquidità negli ultimi 6 anni; precisamente, dagli oltre 14 milioni del 2007 si è passati agli attuali 7milioni . Il paese, nello stesso lasso di tempo ha visto il proprio PIL contrarsi del 30%. Come sappiamo, la forte esposizione della CARISP nel caso gruppo DELTA, ha peggiorato le cose, poiché quest’ultima, oggetto di intervento delle autorità italiane a causa di attività legate al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, è divenuta insolvente.

    Il Fondo Monetario Internazionale valuta che lo stato di San Marino dovrà, nella migliore delle ipotesi, intervenire per altri 130 milioni di euro a favore della banca più importante del paese; tale cifre si somma ai 95 milioni di euro già versati nell’anno 2012 (di cui 35 milioni del fondo pensioni dei lavoratori investiti in obbligazioni). Le ingenti somme finora versate non hanno assicurato, come invece sarebbe giusto, alcuna azione di controllo di CARISP da parte dello Stato.

    Detto ciò, è giusto che governo e parti sociali si confrontino su come e dove si può risparmiare; come detto, tutti sappiamo degli sprechi in essere nella pubblica amministrazione, e della necessità di eliminarli. Sarebbe opportuno però che l’attenzione si spostasse principalmente su quel sistema bancario che dovrebbe fornire liquidità, linfa vitale per il sistema economico, mentre oggi si sta vivendo invece la situazione opposta; è lo Stato, quindi la collettività, a dover fornire liquidità al sistema creditizio.

    Sia ben chiaro, non possiamo permetterci fallimenti bancari di quella entità, tuttavia simili operazioni di salvataggio nel mondo hanno visto se non altro l’acquisizione di titoli che garantiscono il controllo delle stesse banche nei consigli di amministrazione. La discussione sulla spending review, seppur degna di nota, rischia di essere una stucchevole perdita di tempo se non si risolvono i problemi legati al settore bancario-finanziario, favorendo l’afflusso di nuova liquidità dall’estero.

    Ogni operazione di razionalizzazione delle spese e lotta agli sprechi è benvenuta, purché con questa non si determini un’ulteriore riduzione del potere di acquisto dei lavoratori, anche perché ciò determinerebbe una contrazione del livello dei consumi e/o risparmi, andando ulteriormente ad alimentare il problema di mancanza di liquidità del settore bancario.

    Vi è poi un gran bisogno di coordinamento nella azioni da intraprendere. Per fare un esempio: non si possono dare indicazione a dirigenti di contrarre al massimo la spesa per i testi scolastici, quando, parallelamente, sappiamo che dovremo rifinanziare una banca per 130 milioni di euro entro l’anno. Non mi pare sia questo l’approccio giusto.
    Alessio Muccioli – Segretario FUPI-CSdL