San Marino. Caso aumento tariffe gas. Non c’è bisogno di alzare le bollette! … di Marco Severini

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  • Ho seguito molto attentamente, in streaming su Facebook, l’interessante incontro di ieri sera sul caro bollette, dove peraltro dicono ci fossero solo una 20-30ina di persone (!!!), all’ex International di Borgo dal titolo ”politiche energetiche, quale futuro?”.

    Devo dire che se non conoscessi la questione a fondo, studiato parola per parola la delibera dell’Autorità dell’Energia del 18.11.2022 (e non solo quella) e seguito da un mese a questa parte ogni intervento sul tema bollette sicuramente ne sarei uscito più confuso di prima. Ma assolutamente non voglio fare polemica e rispetto l’opinione di tutti. Qui non si tratta di gonfiare il petto e dimostrare di avere ragione ma capire in maniera concreta di cosa si stia parlando nell’interesse di tutti noi cittadini che siamo quelli, che alla fine, pagano.

    Occorre, a mio giudizio, fissare alcune verità che sono:

    1 – Quanto ci costa a metro cubo il gas metano? Da un calcolo matematico, inutile girarci attorno, all’AASS il Gas costa alla fine 0,46 euro al metro cubo e con tutti gli oneri 0,47-0,55 euro al metro cubo, a stare larghissimi. Questo è il dato di base e viene fuori da una formula matematica ovvero prezzo al MW (44 euro) moltiplicato per 1,05 (lo dice anche il direttore Chiaruzzi nella conferenza stampa di lunedì) e fa 46,2 cent euro al metro cubo. Questo è il dato da cui parte tutto. 

    2 – Abbiamo detto in un altro articolo, e lo ribadiamo, il problema è meno grave di quello che sembra. E’ solo un problema di liquidità temporanea, in quanto l’AASS va sul mercato anche settimanalmente (come dichiarato nella Commissione Finanze) a comprare il gas e deve comprarlo ai prezzi di mercato che sono oggetti ad oscillazione.

    3 – Abbiamo bisogno di una liquidità temporanea perchè anche se lo compriamo a prezzi di mercato (che può essere anche 1,50-2 euro al metro cubo in periodi di prezzi alti e di alta speculazione) la Enel Global trading ci rimborsa la differenza tra lo stesso prezzo di mercato e lo 0,463 euro al metro cubo, come da contratto che ci lega alla stessa per 6 anni. 

    3 – L’AASS compra settimanalmente, ma quanti metri cubi di gas consumiamo al mese? Abbiamo detto che all’anno acquistiamo circa 42 milioni di metri e sarebbe sbagliato dividerlo per 12 mesi, in quanto in estate ne consumiamo poco e in inverno molto di più. Ci sono mesi come novembre-dicembre-gennaio-febbraio-marzo-e metà aprile in cui il consumo è elevato. Negli altri mesi non lo consumiamo affatto per il riscaldamento o poco. Diverso è invece il consumo per le aziende energivore che lo consumano in maniera costante in tutti i 12 mesi. Ebbene se una metà dei 42 milioni, quindi 21 milioni (presumo non ho i dati) li consumiamo in maniera costante per queste aziende vuol dire che il consumo medio mensile è di 1,75 milioni di metri cubi al mese per le aziende, per la produzione insomma. 1,75 milioni di metri cubi al mese per la produzione, ricordiamolo perché è un dato importante. L’altra metà, gli altri 21 milioni – presumo che questo sia il dato – , si consumano in un anno per i consumi domestici (famiglie). Ma attenzione questi consumi domestici vengono fatti in quei 5 mesi più freddi e poco negli altri mesi primaverili-estivi. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che di quei 21 milioni magari 15 milioni vengono consumati nei mesi invernali e 6 negli altri mesi (la mia è solo una stima, non ho i dati effettivi dei consumi reali ndr). Questi 15 milioni vengono consumati in quei 5 mesi invernali quindi ipotizziamo che ogni mese, per i consumi domestici, consumiamo 3 milioni di metri cubi che, assommati a quei 1,75 milioni delle aziende (quelli che ci dovevamo ricordare) che hanno bisogno del gas per la produzione, porta ad un consumo mensile di 4,75 milioni di metri cubi di gas al mese nei mesi invernali. Ricordiamoci di questo dato, ovvero 4,75 milioni di metri cubi di gas metano nei mesi invernali.

    4 – Ma quanto spendiamo per l’acquisto del gas al mese nel libero mercato? Ecco è qui il nocciolo del problema, la liquidità per acquistare il gas nei momenti topici, ovvero in quei momenti di forte richiesta. Abbiamo detto che nei momenti di maggior richiesta arriviamo, come consumo, a 4,75 milioni di metri cubi al mese di gas metano nei mesi invernali e 2,60 milioni di metri cubi al mese negli altri mesi. Quindi in totale 23,75 milioni di metri cubi di gas in quei mesi di maggior consumo e 18,25 milioni di metri cubi di gas negli altri mesi, quindi in soldi 6.175.000 euro al mese (nei periodi di maggior consumo – stima con l’acquisto a 1,30 euro al metro cubo) e 3.380.000 euro al mese (nei periodi di minor consumo – stima con l’acquisto a 1,30 euro al metro cubo). Ma questi prezzi sono suscettibili a variazioni in quanto il mercato potrebbe impennare i prezzi del gas sul libero mercato e si potrebbe anche arrivare a pagare anche 12 milioni di euro al mese in periodi di forte speculazione. L’Europa, è notizia di questi giorni, aveva predefinito il tetto al prezzo del gas a 2,88 euro a mc per due settimane (price cap) nei momenti di maggior speculazione. Roma assieme ad altri paesi europei hanno ritenuto questo tetto al prezzo fosse troppo alto e di fatto affossato la proposta del Commissario Ue per l’Energia, Kadri Simson. L’argomento è di stretta attualità e quindi verrà, probabilmente, fissato un altro prezzo – si spera più basso – per il tetto (price cap) in caso di forti speculazioni.

    Quindi in sostanza, riepilogando, l’AASS va sul mercato settimanalmente paga un prezzo, attorno al milione e 500 mila circa – stima, a settimana nei periodi invernali. Compra questo gas che ci serve sia per il riscaldamento che per la produzione delle nostre aziende. Di questo 1,5 milioni di euro, probabilmente il mese dopo, un milione circa gli ritorna indietro pagato dalla Enel Global Trading e 500.000 euro è il costo effettivo, alla settimana per quei mesi, che paghiamo per il gas. 

    Quindi tutto questo caos per pagare 6 milioni e rotti al mese! (nei mesi invernali)

    Alla fine è solo una questione di disponibilità finanziaria temporanea che ci possa permettere di acquistare, ai prezzi di mercato, il gas di cui abbiamo bisogno. Nel corso di uno/due mesi una parte importante di questi soldi  che anticipiamo per l’acquisto di gas ci ritornano; circa due terzi di quanto speso (se il prezzo di acquisto è di 1,3 euro/mc). Quindi una volta iniziato il giro l’esborso per l’AASS è sempre lo stesso ed il sistema si autoalimenta, detratto il nostro consumo ovviamente.

    E’ proprio per questo che è necessario ricorrere ad un prestito temporaneo del sistema bancario anziché usare i consumatori sammarinesi come banca o come coloro che sistemano i conti dell’AASS, che era il nostro fiore all’occhiello prima di questa sciagurata ed inappropriata gestione. 

    Nulla di personale ma se non si ottengono i risultati, che abbiamo visto in passato si possono avere con una ”Ferrari” che può essere l’AASS, è meglio che si faccia un serio esame di coscienza e si ritorni a casa senza portare ulteriore nocumento al paese.

    Non possono essere i cittadini a subire i danni di questa malagestione. La politica dovrebbe agire di conseguenza nell’interesse dei cittadini contribuenti senza perdere altro tempo, perchè il tempo è denaro. Importante e pesante come in questo caso. La politica deve essere assolutamente dalla parte dei cittadini, come lo siamo noi. 

    Un altro capitolo che affronteremo è come possano mancare dal bilancio di previsione 2023 nel conto/mastro del Gas circa 50 milioni facendo figurare il settore del Gas come una posta in cui AASS ci perde anziché, come è, ci guadagna enormemente. Questo è molto grave, a mio parere. Ma ci ritorneremo.

     

    Marco Severini – direttore del GiornaleSM