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  • San Marino. Caso Cis: bonifici milionari in concomitanza all’operazione titoli

    La realtà che emerge dalle carte giudiziarie è esasperante. Il quadro è quello di una Banca Centrale che avrebbe erogato finanziamenti ad un istituto, Banca Cis, senza preoccuparsi delle modalità con cui quella liquidità veniva poi impiegata a dispetto delle continue comunicazioni di anomalie da parte di Aif.
    “Si fatica anzi ad individuare – si legge nelle carte – determinazioni assunte da MORETTI, quale Direttore Generale di BCSM, che non siano funzionali al preteso interesse economico (dei soci) di Banca CIS, tanto da lasciare ipotizzare una capacità di influenza, se non un vero e proprio controllo sulla Vigilanza, da parte dei referenti di quell’Istituto”.
    Scrive Aif in una delle sue note “ il ricorso a sconfinamenti di conto (o l’affidamento non adeguatamente garantito) potrebbe portare nocumento alla stabilità finanziaria/patrimoniale della banca ed alla tutela del risparmio dei propri clienti” . .), avendo nella precedente informativa – è l’ordinanza del giudice Morsiani a sottolinearlo – già evidenziato che “l’anomalo impiego della raccolta dell’Istituto in concomitanza con azioni di supporto di liquidità avrebbe potuto integrare ipotesi di riciclaggio ove si fosse comprovato un evento criminoso nella veicolazione dei fondi”. Ciò tuttavia non sarebbe bastato ad evitare che l’allora direttore Moretti omettesse, come già altre volte, di coinvolgere la struttura (le note ricevute da Aif venivano trattate anzi in maniera riservata e trattenute sul proprio protocollo), le problematiche poste alla sua attenzione sarebbero state liquidate con queste parole “non si sarebbe ravvisata alcuna correlazione riguardante il processo di concessione del credito e quello di gestione della liquidità del soggetto vigilato”. Aif portava in evidenza esempi concreti come il fatto di “un’apertura di credito dell’ordine di 19.000.000 di euro a beneficio di un singolo soggetto (il cui utilizzo più rilevante fa riferimento ad un bonifico di
    17.500.000,00 di euro ordinato il 19 luglio 2017, cioè proprio in concomitanza temporale con l’acquisto dei titoli “Demeter” da parte di Banca Centrale), apertura valutata da AIF non adeguatamente garantita, peraltro in concreto apparentemente utilizzata per investimenti fuori dal Territorio, da un operatore italiano, per acquisizioni di partecipazioni societarie nel settore turistico-immobiliare nel continente africano; si tratta poi, nel secondo caso, della posizione debitoria che riguarda una società sammarinese attiva in settore strategico/ambientale sul cui rapporto è stato concesso un affidamento il cui utilizzo si concretizza principalmente in un bonifico dell’ordine di 800.000,00 euro ordinato il 17/07/2018 in favore di una partecipata italiana .. L’affidamento concesso dal CIS risulta garantito da un pegno dì 10.000 euro costituito sulle quote di una società il cui patrimonio netto, in assenza di un completo compendio documentale, parrebbe doversi rilevare pari a poco più di 130.000 euro, tale quindi da non giustificare, in apparenza, la significativa differenza tra l’importo dell’affidamento e quello del pegno costituito a garanzia dell’ affidamento ed avente ad oggetto le quote della società”. Il procedimento penale 500/17 è dunque la conferma di quanto a più riprese denunciato a tutti i livelli, i suoi contenuti contrariamente a quelli dei comunicati di Adesso sm che sono ‘calmanti’ che vorrebbero far scivolare la cittadinanza in un sonno torbido, hanno invece il merito di risvegliarci come una torcia ardente. Dal canto suo la presidente di Bcsm Catia Tomasetti ha detto ai microfoni di Rtv che le banche centrali vengono sulla terra per essere a servizio dei risparmiatori. Parole che, alla luce delle carte giudiziarie, si commentano ovviamente da sé.

    Repubblica Sm