San Marino. Caso Exit! In un paese normale, il Tribunale sotto elezioni non dovrebbe fare politica!…di Marco Severini

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
  • Le proposte di Reggini Auto

  • E’ evidente a chi capisce un po’ di politica che la conferenza stampa relativa al caso exit sia stato un evento mediatico, probabilmente voluto prima delle elezioni.

    La sentenza di archiviazione doveva essere pubblicata prima delle elezioni? In modo da creare scompiglio e cercare di impedirmi di pubblicare delle cose? Speranza vana perché lo farò lo stesso.

    Si voleva distruggere mediaticamente chi più, tra i media, ha scoperto le carte del malaffare, della corruzione e del nepotismo? Mi spiace io sono ancora qui e scriverò ancora, sempre con prove.

    Ma non sto parlando di qualcuno in particolare.

    Quello che voglio dire è che il Tribunale in paese civile, a mio parere, sotto elezioni deve espletare solo l’ordinaria amministrazione e sentenze, peraltro di archiviazione, che potrebbero palesemente incidere pesantemente sull’azione riformatrice di un media, potevano tranquillamente essere divulgate dopo le elezioni. Che senso ha pubblicare una sentenza peraltro di archiviazione in questo momento? Poi senza nemmeno dare le prove a chi è oggetto del procedimento?

    Ma di anomalo ci sono tante cose, come il fatto che il Giudice Di Bona non mi vuole, appunto,consegnare ne la documentazione del procedimento, ne il video in chiaro! Che paura si ha? La verità deve sempre emergere, sempre! Qualunque essa sia. E noi non siamo qui per nasconderla, anzi.

    Io ripeto ancora una volta di non ricordarmi di questo incontro, ma è palese – se questo si fosse verificato – che non sia stata una coincidenza dato che Murata non è vicino al confine, ma un fatto voluto dal giornalista David Oddone, il quale – afferma lui stesso e confermato ieri proprio dallo Galullo – di avere accompagnato lui stesso il giornalista Bellano di Exit sotto il portone di Condominio No-Problem. E’ probabile che qui ci sia anche un concorso di colpa, qualora ci dovesse essere.

    Addirittura Galullo non fa il mio nome ma lo sostituisce con XY per paura di querele, giustamente.

    Rileggendo nuovamente quando detto dall’immobiliarista, depurato dai commenti del giornalista Bellano, non vedo nessun riferimento all’emissione di fatture false; di questo non se n’è mai parlato, ed è un dato incontrovertibile.

    Invece si è parlato di costi per installare una società a San Marino, di come fatturare, e dell’opportunità – l’immobiliarista dirà ”io consiglio” – di non avere lo stesso titolare dell’azienda italiana per il discorso dell’esterovestizione. E’ il classico caso del fatto di un’azienda italiana che  trasferisca, per avere una fiscalità più conveniente ed essere più competitiva nei mercati, una parte della propria azienda come ad esempio potrebbe essere una linea di prodotto (es. come ha fatto l’SCM con la Robopac) o la progettazione, il design!

    Ma non vedo nessun riferimento, nella maniera più assoluta, a cose illegali.

    Se poi un imprenditore abusa con l’emissione di fatture false, peraltro sanzionate sia in Italia che a San Marino, è un altro discorso e deve essere punito, ma in questo colloquio non c’è nessun riferimento all’emissione di fatture false. In tutto il colloquio non se n’è parlato.

    Scriverà l’Avvocato Campagna nella denuncia querela a mia firma contro l’Informazione e Fabbri:

    ”Esso (l’articolo di Fabbri) non lascia spazio a dubbi, bensì solo apodittiche verità vi albergherebbero, purtroppo non gelosamente custodite dall’autore a sigla Antonio Fabbri: “Smascherato l’immobiliarista di Exit che, nella trasmissione andata in onda il 28 maggio del 2010, insegnava ad un giornalista de La7, fintosi un imprenditore italiano, come evadere il fisco oltre confine utilizzando San Marino….”.

    Chiunque potrà constatare dal testo della conversazione, pubblicata sul sito d’informazione “giornale.sm” e nel decreto di archiviazione del procedimento penale n.701/2010, come il sottoscritto, qualora si accerti che sia io l’immobiliarista, non insegnò certo al suo interlocutore ad evadere il fisco utilizzando San Marino: l’addebito è tanto grave quanto falso e merita severa censura.

    Non c’è dubbio per il Fabbri che il sottoscritto sia un “soggetto che aveva infangato su scala nazionale e internazionale il buon nome della Repubblica”, dubbio che al contrario ha indotto il giudice inquirente ad archiviare proprio quell’accusa di vilipendio.

    L’articolo seguita nella sua censura disinteressandosi della precisione e della realtà sino a concludere bellamente riferendo: “Anche il nostro giornale, che lo ha sempre indicato a ragion veduta come l’immobiliarista di Exit e si è visto rispondere dal Severini con affermazioni ingiuriose e diffamatorie, adirà le vie legali verso le false affermazioni di questo personaggio, già noto per essere stato implicato a suo tempo nel famigerato caso “Licenzopoli”.”.

    L’espressione personaggio riveste connotazione negativa, al contempo ridicolizzante e distintiva in senso negativo, nondimeno “Licenzopoli” altro non è che un’espressione (spregiativa pure questa) coniata dal giornale medesimo per gettare discredito sul sottoscritto, il quale risultò prosciolto da ogni accusa al riguardo, a dispetto dell’acredine del Fabbri nel ricordarlo.

    Delle offese di Severini nulla più si dice.

    • Gravissimo il seguente addebito, contenuto a pagina 5 nella prima colonna (articolo non siglato), “Nel filmato viene proposta l’emissione di fatture false attraverso l’utilizzo di una società fittizia in territorio sammarinese.”: grave, in quanto le fatture false costituiscono reati punibili sia in Italia che a San Marino, falso in quanto il sottoscritto , se confermato essere l’immobiliarista, spiegò al più che l’operatore sarebbe stato semplicemente assoggettato al prelievo fiscale sammarinese, evidentemente inferiore se raffrontato a quello italiano.
    • Nell’articolo a firma a.f. (Antonio Fabbri?) tiene banco la spiegazione di “come l’immobiliarista suggerisse all’imprenditore italiano come si fa a occultare i soldi a San Marno.”, addebito implicante niente meno che il reato di riciclaggio: una spiegazione che si è tramutata in travisamento e delazione, giacché il sottoscritto, se confermato essere l’immobiliarista, riferì eventualmente come trasferire i soldi a fronte del pagamento di reali prestazioni, per nulla dando istruzioni sul nasconderli.

    Nello stesso articolo pare infantile il riferimento a Tremonti, siccome ciò avrebbe in un certo qual modo contribuito ad includere San Marino nella black list a causa “dell’immobiliarista che insegnava ad evadere attraverso San Marino,”, frase buttata là non solo per diffamare ma per  attuare una vera e propria demonizzazione della persona del sottoscritto all’interno della sua comunità.

    Non è davvero un caso che il signor Antonio Fabbri, datata conoscenza del sottoscritto, sia il querelante del p.p. N.196 e 276 riuniti dell’anno 2010).

    • E’ per vero grazie alla continua opera di destabilizzazione da parte del periodico L’Informazione che la situazione sta degenerando sino a travolgere il sottoscritto, visto che un Segretario di Stato (a quale titolo peraltro non capiamo), “a clamor di popolo” si è ora determinato ad intentare una causa civile di risarcimento danni, i cui fondamenti sono più facilmente ravvisabili nell’imminenza della consultazione elettorale che altrove, il tutto per quale addebito?

    Per aver danneggiato l’immagine di San Marino, il sottoscritto, un mediatore, privo di qualsiasi pubblica funzione, che avrebbe consigliato un potenziale cliente (tale appariva) ad aprire una società in Repubblica e valersi di un fisco più leggero di quello italiano …

    Ciononostante non sarà davvero trascurabile problematica opporsi ad un’azione dell’Ecc.ma Camera, avviata sotto l’egida e diretta volontà di un Segretario di Stato, tutto grazie alla campagna di demonizzazione da anni intentata dal giornale L’Informazione.

    • Si è detto – non già dalla penna del giudice, invero di opposto avviso – che il signor Marco Severini avrebbe disonorato la Repubblica: pare al sottoscritto che un danno maggiore lo stiano provocando questo giornalista e questo giornale semmai, quale effetto collaterale di un malcelato intento di distruggere il sottoscritto, per animo informato all’acredine e personale inimicizia, non già a professionalità ed imparzialità, per di più costellata da continue ed ossessive vicende giudiziarie.

    /ms