Il Commissario della Legge Beccari contesta il reato di associazione a delinquere anche a Francesco Confuorti. Si legge dall’avviso di garanzia (comunicazione giudiziaria):
‘‘Francesco Confuorti: in qualità di coordinatore dell’associazione a delinquere, a seguito di intese assunte con gli altri membri direttivi del sodalizio – in particolare Guidi – selezionava direttamente o si adoperava affinché venissero reclutati, nell’interesse delle finalità perseguite dal sodalizio, i funzionari di Banca Centrale (quantomeno Grais, Savorelli, Siotto, Granata, Matuella e Sommella), i consiglieri del CdA di Carisp – (Borri, Cottella, Cartanese) ed i commissari dì Asset Banca spa (Sommella, Granata e Venturini), funzionali al perseguimento delle finalità dell’associazione;
vincolava impulsi direttivi, ordini e consigli agli stessi – anche per il tramite di comunicazioni telematiche – al fine di coordinare, di volta in volta, l’attuazione delle finalità perseguite dal sodalizio ed i desiderata del gruppo direttivo nei vari settori d’intervento; tempestivamente informato da Savorelli, Siotto e Sommella delle attività da intraprendere da parte di BCSM sul sistema bancario e su Banca CIS in violazione del segreto d’ufficio, ne coordinava e ne dirigeva l’attività spesso ordinando espressamente il compimento di determinati atti nell’interesse proprio, di Banca CIS e del suo management.
Operava, tramite i propri complici in BCSM, in particolare Savorelli, affinché quest’ultimo nell’interesse del management di Banca CIS e proprio di Confuorti – che utilizzava l’ente per proprie finalità personali – bloccasse gli esiti dell’ispezione condotta da BCSM nel 2016 presso Banca CIS, promuovendone una revisione critica e sollecitando un’ulteriore integrazione cartolare in sostituzione della doverosa consegna del verbale ispettivo e pilotandone gli esiti (invero pregiudizievoli per la banca) verso un risultato favorevole all’istituto;
ordinava e disponeva — tramite la veicolazione di impulsi direttivi ai vertici di BCSM — il demansionamento, l’estromissione ed il licenziamento di funzionari coinvolti in ispezioni sfavorevoli a carico di Banca CIS e comunque non favorevoli ad operazioni a sostegno della stessa (fra cui Giuliano Battistini, Fabio Mazza, Maurizio Pappalardo, Luca Beccari);
sollecitava, tramite pressioni ed ordini rivolti a Savorelli ed a Siotto, la vendita a BCSM di titoli Demeter appartenenti a enti o persone a lui riconducibili per un valore superiore a quello di mercato con contestuale estinzione, tramite soldi pubblici messi a disposizione da BCSM, dei fidi del gruppo Confuorti per più di 30 milioni di euro.
Disponeva, richiesto da Siotto, preoccupato per la perdita di valore dei titoli Demeter acquistati, modalità di copertura del rischio di cambio sugli stessi;
manifestava l’ordine di rimuovere Pappalardo dall’attività di ispezione di Asset Banca;
si interponeva per selezionare soggetti privati da assumere, da parte di BCSM, per il consolidamento dell’attività di l.c.a. di Asset Banca;
rassicurava Siotto, tramite Savorelli, circa la normalità del deflusso di liquidità da Asset Banca a seguito dell’assunzione dei provvedimenti di rigore, inducendolo a non fare nulla;
riceveva, da Savorelli, mail – che inoltrava a Siotto – contenente la notifica dell’intenzione di Savorelli di porre in l.c.a. Asset Banca per evitare gli effetti di un eventuale accoglimento del ricorso verso l’amministrazione straordinaria dell’istituto;
predisponeva con Banca CIS, rappresentata da Daniele Guidi e Massimo Merlino, accordo fiduciario per l’impiego dei titoli di proprietà di BCSM che Savorelli e Siotto, per suo ordine, avrebbero trasferito in Banca CIS affinchè Advantage Financial potesse utilizzarli per reperire linee di credito da utilizzare per i desiderata dell’associazione.
Si interponeva nella revisione degli attivi di Carisp e nella predisposizione del bilancio 2016 per il tramite dell’operato della società RIA GT (consulenti Mazzeo e Duso) e di Boston Consulting – tenendo riunioni con quest’ultima nella sede milanese dell’Advantage Financial — e dei consiglieri del CdA di Carisp da lui controllati (Borri, Cotella, Romito e Cartanese) che approvavano, sotto le sue direttive e previa costituzione di abusivi sottocomitati dell’organo amministrativo (al fine di estromettere i membri non allineati) tale progetto di bilancio redatto con criteri arbitrari e liquidatori, sulla base dei quali è poi avvenuta la cessione dei pacchetti NPL a soggetti privati;
trasmetteva a Siotto, in seguito, le lettere di dimissioni di Borri e Cotella a lui direttamente inviate.
Agiva al fine di rientrare di un prestito concesso dall’Advantage Financial a Banca CIS per il tramite di Daniele Guidi il quale, omettendo i riferimenti al soggetto che aveva richiesto il rienuto del prestito, chiedeva e otteneva, indebitamente, da BCSM, grazie all’operato di Moretti, Mazzeo e Granata, una linea di credito con la quale veniva estinto, con soldi pubblici, il debito di Banca CIS nei confronti di Advantage Financial.
Si interponeva affinchè Banca CIS fosse acquistata da Turki al fine di ottenere la success fee stipulata nel contratto con Marino Grandoni curandone la due diligence e pagando i relativi tecnici;
prestava la sua influenza affinché BSI Lux e Bahamas accordassero ed aumentassero le linee di credito concesse a Banca CIS alimentata con titoli dei clienti posti indebitamente a pegno delle suddette. Fatti accaduti quantomeno dal 2016 e quantomeno sino alla sottoposizione di Banca CIS ad amministrazione straordinaria;
Fatti accaduti quantomeno fino dal 2016 e quantomeno alla sottoposizione di Banca Cis ad amministrazione straordinaria.
FINE PARTE TERZA