San Marino. CASO MASCHERINE. Il Gup di Roma proscioglie tutti gli indagati, il fatto non sussiste e non è più reato

Il presente articolo è a completamento e ad integrazione dell’articolo del 1° aprile 2026

Il 31 marzo 2026 segna la parola fine sulla complessa vicenda giudiziaria romana legata alla fornitura di mascherine cinesi durante la fase acuta della pandemia. Con una sentenza di non luogo a procedere emessa dal GUP Ilaria Tarantino, il tribunale ha stabilito che non vi sono i presupposti per celebrare un processo a carico dei principali indagati, tra cui spiccano i nomi dell’ex banchiere sammarinese Daniele Guidi e del dirigente Antonio Fabbrocini.
La decisione del giudice poggia su una duplice motivazione giuridica che scagiona completamente gli imputati. In primo luogo, per le accuse più gravi inerenti la gestione tecnica delle commesse, è stata utilizzata la formula piena perché il fatto non sussiste, riconoscendo di fatto la correttezza dell’operato dei soggetti coinvolti. In secondo luogo, per le contestazioni legate al traffico di influenze illecite, il proscioglimento è arrivato poiché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, a seguito delle recenti riforme del codice penale che hanno ristretto il perimetro di queste fattispecie.
Questa sentenza ha un impatto totale anche sulle figure dei mediatori, come Andrea Vincenzo Tommasi e lo stesso Daniele Guidi. Per quest’ultimo, la caduta delle accuse a Roma rappresenta un punto di svolta fondamentale, poiché viene meno l’ipotesi che le provvigioni milionarie percepite fossero frutto di un’attività illecita di pressione sui vertici della struttura commissariale italiana.

Anche le diverse società coinvolte nell’indagine, tra cui Sunsky e Microproducts IT, sono state prosciolte da ogni responsabilità amministrativa, dato che il venire meno del reato principale ha fatto decadere automaticamente ogni contestazione agli enti.

Il provvedimento del Tribunale di Roma chiude dunque il filone principale dell’inchiesta, stabilendo che le condotte analizzate dai magistrati non presentano profili di rilevanza penale. Restano esclusi da questa pronuncia solo alcuni filoni marginali, ma per i protagonisti di primo piano della vicenda la sentenza di non luogo a procedere sancisce la definitiva uscita di scena dal processo con formula ampiamente liberatoria.