San Marino. Caso San Marino Stampa. Condannato il magazziniere Tomislav Pucic, ma c’era qualcuno dietro di lui?

Per mesi quelle pubblicazioni crearono scompiglio. Nel mirino anche esponenti di Istituzioni; con il sospetto peraltro che l’autore, o gli autori, avessero accesso ad informazioni sensibili. Rumors, indiscrezioni, gossip – quelli rilanciati prima dell’oscuramento dal sito “SanMarinoStampa.com” – ritenuti dagli inquirenti diffamatori. Il limite venne “travalicato”, ha rimarcato un avvocato del Segretario Pedini Amati: unico dei politici ad essersi costituito parte civile. Risalire al nome dell’imputato – Tomislav Pucic, residente sul Titano – non fu agevole. Server del sito a Los Angeles – è stato detto -, gestore di servizi in Islanda.

Più volte è stata paventata l’ipotesi che vi fossero ben altri soggetti “dietro” l’uomo virtualmente alla sbarra: di professione – pare – magazziniere. Biasimata la sua condotta in fase di indagini, ritenuta non collaborativa. Ma secondo i legali di alcuni alti funzionari di Banca Centrale – parti lese, oltre alla stessa BCSM – era lui il proprietario del sito. Dove vennero pubblicate “maldicenze” – è stato detto -, “di una bassezza incommentabile”.

Parte civile – oltre al direttore di GiornaleSM -, anche l’Eccellentissima Camera; viste le offese, secondo l’accusa, al Dirigente del Tribunale, a magistrati ed esponenti del Governo.

Invocata una condanna dura – 2 anni e 3 mesi – dal PF, che ha dichiarato come gli scritti fossero “profondamente lesivi” della reputazione delle persone coinvolte. Su un doppio binario l’arringa della Difesa. Da una parte sostenendo come i fatti contestati siano privi di rilevanza penale; posto infatti l’accento sul diritto di critica. Ritenuta dall’altra parte non provata la riferibilità del sito a Pucic; o comunque il dolo. Contestata anche l’accusa di rivelazione di documenti segreti, relativa a quanto deliberato in un Consiglio Giudiziario.

Il Giudice Saldarelli ha infine ritenuto Pucic colpevole per alcuni capi di imputazione, condannandolo ad una pena di 6 mesi di prigionia, con la condizionale: subordinata però al pieno adempimento delle obbligazioni civili. L’imputato – chiamato a risarcire il danno che sarà quantificato in altra sede – dovrà anche versare provvisionali per un totale di 20.000 euro a Eccellentissima Camera, BCSM e 5 funzionari o ex funzionari di questa. Assoluzione invece “perché il fatto non costituisce reato” per le residue imputazioni. San Marino Rtv

Commissario della Legge Saldarelli