La vicenda nasce in Italia nel 2025, quando Steven Raul James, 27enne cittadino sammarinese, viene riconosciuto colpevole di reati di violenza sessuale aggravata e continuata su minori.
La condanna definitiva giunge il 24 aprile 2025 presso il Tribunale di Urbino: per i fatti avvenuti nel 2021 durante un “football camp” a Carpegna (quattro vittime tra i 10 e gli 11 anni) il giudice emette un ordine di esecuzione carceraria (Procura di Urbino n.23/2025 SIEP) di 4 anni e 4 mesi.
In base alla Convenzione europea di estradizione (Parigi 1957, ratificata da San Marino), l’Italia avrebbe dovuto richiedere formalmente l’estradizione di James.Però il caso si incanala tra lentezze e vuoti di comunicazione.
Il 14 giugno 2025, informalmente, la Procura Generale di Ancona inoltra una prima richiesta di estradizione e di arresto provvisorio.
La Segreteria di Stato alla giustizia sammarinese viene ufficialmente informata della vicenda il 18 giugno 2025 tramite una “rettifica” inviata via email dalla Procura di Ancona.
In quel documento, riferito dal Segretario Stefano Canti in Congresso di Stato il 2 luglio, si menzionava la sentenza italiana e il consenso del detenuto a scontare la pena a San Marino.
Il 30 giugno 2025 la Segreteria trasmette al Tribunale sammarinese la domanda di estradizione e l’ordine di esecuzione n.23/2025.
Intanto il 16 luglio la Corte d’Appello di Ancona conferma che James è cittadino di San Marino per nascita e rigetta l’estradizione, richiamando la riserva sammarinese alla Convenzione del 1957: James può dunque espiare la pena sul Titano, come da sua volontà.
L’iter italiano si conclude con l’arresto: il 23 agosto 2025 le autorità di polizia italiane catturano James mentre assiste a una partita giovanile a Riccione.
In base all’ordine di carcerazione del Tribunale di Urbino (24/04/2025), l’animatore sammarinese viene tradotto nel carcere dei Casetti a Rimini e pochi mesi dopo trasferito a Villa Fastiggi di Pesaro per ragioni di sicurezza. In Italia alla notizia del suo arresto e della sua condanna (4 anni e 4 mesi) fa seguito uno scalpore mediatico.
La vicenda approda immediatamente all’attenzione pubblica di San Marino. Il 26 agosto 2025 il movimento politico RETE deposita un’interrogazione parlamentare, riportando il resoconto di un articolo (SMTV 25/8/2025) che ricostruisce la vicenda: James, già animatore sportivo, risulta «arrestato a Riccione»il 23.08.2025 per violenza sessuale su minori, a seguito dell’ordine di carcerazione di aprile. L’interrogazione sottolinea che le vittime avevano circa 10-11 anni e che l’arresto è avvenuto in quanto James era stato individuato grazie ai suoi stessi post sui social. Il suo legale chiedeva fin da allora di poter scontare la pena a San Marino «ai sensi della Convenzione europea del 1983 sul trasferimento delle persone condannate».
Il giorno seguente (27 agosto) il gruppo consiliare di Repubblica Futura presenta un’interpellanza al governo sull’arresto in Italia del cittadino sammarinese, chiedendo chiarimenti sulle comunicazioni intercorse e sulle tempistiche.
Nella risposta alla fine di settembre il Segretario Canti confermerà che San Marino venne a conoscenza dei fatti il 18 giugno 2025 tramite email informale, che la richiesta di estradizione venne inoltrata al Tribunale il 30 giugno, e che James aveva dato il consenso a scontare la pena sul Titano.
Contemporaneamente si moltiplicano prese di posizione e proteste civili.
Il 27 agosto 2025 la FSGC (Federazione Sammarinese Giuoco Calcio), di cui James era tesserato da calciatore e allenatore giovanile, dichiara di aver appreso la notizia solo dai media e di non aver ricevuto alcuna segnalazione da parte delle autorità sul procedimento penale. La federazione ribadisce il proprio impegno alla tutela dei minori, ricordando le politiche interne contro gli abusi, e annuncia che il Consiglio Federale «valuterà i provvedimenti necessari, finanche la revoca della Licenza UEFA C» posseduta da James per la formazione dei tecnici.
Il 28 agosto la Diocesi di San Marino-Montefeltro, insieme alla Parrocchia di Murata e ai Salesiani locali, emette un comunicato ufficiale. Nel testo si esprime «sconcerto» per le notizie apparse, precisando che la curia non era stata informata del procedimento giudiziario e che James aveva svolto solo alcune attività di volontariato nell’oratorio salesiano di Murata «senza mai ricoprire alcun ruolo di responsabilità o di animazione». Viene inoltre sottolineato che da anni la Chiesa sammarinese ha attivato un Servizio di tutela dei minori con pratiche e vademecum contro gli abusi. La nota ribadisce infine che «le vicende personali di un singolo non devono offuscare il valore di un’intera comunità educativa».
Nei primi giorni di settembre prende la parola anche la società civile organizzata. Il 3 settembre 2025 il Gruppo Genitori Sammarinesi pubblica un duro comunicato in cui accusa «le istituzioni civili, religiose e sportive» di aver consentito, «con dolo o superficialità», che un «pedofilo» restasse a lungo accanto ai bambini.
I genitori criticano le risposte istituzionali («inesatte, fumose e insoddisfacenti»), definiscono «inverosimile» che non fosse mai trapelata la notizia della condanna avvenuta quattro anni prima, e rilanciano la necessità di «rompere il silenzio», scovare «connivenze e omertà» e punire i responsabili.
In particolare ricordano che nel 2022 il Consiglio Grande e Generale aveva respinto un’Istanza d’Arengo per istituire un registro dei reati sessuali, misura che «avrebbe imposto di intervenire immediatamente» per tenere lontano un soggetto violento da ambienti frequentati da minori.
Il comunicato annuncia infine la manifestazione pubblica di protesta, che avrà poco seguito in verità, fissata per il 4 settembre in Piazza della Libertà, con il motto «Non stiamo più in silenzio», evidenziando l’urgenza di proteggere i minori e di far emergere le responsabilità. Effettivamente l’evento assembleare di genitori, nonni e cittadini si svolge nel tardo pomeriggio del 4 settembre 2025, srotolando cartelli con slogan come «Il silenzio è violenza» (come raccontato il 4/9 da Corriere Romagna).
La vicenda entra ufficialmente all’esame dell’Aula consiliare. Il 16 settembre 2025, come previsto dall’ordine del giorno, il Segretario di Stato alla Giustizia Stefano Canti apre il dibattito riferendo in Aula i dettagli del caso. Canti ammette la «grave lacuna di scambio di informazioni» nel rapporto con l’Italia e illustra le procedure seguite: dalla mancata estradizione (per via della riserva sulla non estradabilità del cittadino sammarinese) fino ai tempi in cui San Marino è venuta a conoscenza della sentenza e del consenso del detenuto a espiare la pena qui. Nella sua lunga relazione il Segretario insiste sulla necessità di colmare le falle emerse proponendo misure concrete (gruppo tecnico-amministrativo, inasprimento delle sanzioni per autocertificazioni false, divieto di ruoli nella PA per condannati per pedofilia, accordi di informazione con l’Italia, ecc.).
Gli interventi dei consiglieri seguono subito critici e accesi. L’opposizione di Repubblica Futura e altri gruppi denuncia un «vuoto totale» tra il 18 e il 30 giugno 2025: in quel periodo il Segretario Canti aveva ricevuto una richiesta di arresto internazionale per James ma «non ha fatto nulla», mentre James lavorava indisturbato nelle mense scolastiche e nel calcio giovanile.
Le consigliere antonella Mularoni e Miriam Farinelli (entrambe RF), affermano che non è credibile che «non sia mai venuto in mente» di chiedere dove lavorasse James e incalzando il governo: «Non ci potete dire che è stato fatto tutto quello che si poteva fare, perché non è vero», ribadendo che i bambini devono essere tutelati prima della privacy.
Il consigliere Dolcini (Democratici) e altri sottolineano che fino all’arresto del 23 agosto 2025 «non è successo nulla» dopo la sentenza italiana e accusano il Congresso di Stato di non aver immediatamente sospeso James dalle scuole nonostante la sua autocertificazione mendace.
Dalla Maggioranza di governo non mancano ammissioni di responsabilità e promesse di rimedio, benché si difendano le procedure formali seguite.
I segretari di Stato Matteo Ciacci (Territorio) e Andrea Belluzzi (Interni) parlano di «falla evidente» e di necessità di «un cambio di passo» nei controlli.
Il Segretario agli Esteri Luca Beccari definisce il caso una «tempesta perfetta», evidenziando che è stata una «concatenazione di eventi incredibile» (condanna in Italia, falsità nell’autocertificazione, assunzione nelle scuole) che mostra l’inadeguatezza dei controlli attuali.
Ripetuto nei vari interventi è il concetto che è giunto il momento di scusarsi e di offrire risposte concrete: anche consiglieri (Morganti, Renzi, Carattoni) tornano sulla necessità di scuse e di individuazione delle responsabilità, definendo in alcuni casi il caso un «trauma collettivo» per la Repubblica.
Al termine del confronto l’Aula vota gli ordini del giorno proposti.
I partiti di opposizione avevano avanzato una commissione d’inchiesta parlamentare (come richiesto da RF, Rete e Genitori) ma questa richiesta viene respinta dalla maggioranza, che rilancia la propria soluzione di una commissione tecnico-amministrativa.
Il 18 settembre 2025, dopo ulteriori dibattiti, il Consiglio approva a maggioranza un ordine del giorno per la costituzione di una Commissione tecnica amministrativa. Questo organo, composto da tre esperti (due indicati dalla Maggioranza e uno dall’Opposizione), avrà 60 giorni (prorogabili) di tempo per redigere una relazione sulle procedure adottate nel caso.
La Commissione viene formalmente nominata dalla Segreteria alla Giustizia: sono scelti gli avvocati Daniele Cherubini e Gianna Burgagni per la Maggioranza (l’Opposizione non invia per ora candidati).
L’obiettivo dichiarato è «fare luce sul caso» e «capire come migliorare l’ordinamento» per prevenire simili episodi, con un approccio «meno politico e più operativo».
In aula la proposta tecnica viene difesa dai segretari di maggioranza come la via più efficace, mentre l’opposizione accusa la Maggioranza di «colpo di spugna» e di rifiutarsi di riconoscere responsabilità politiche.
In ogni caso il provvedimento passa con 28 voti favorevoli, 16 contrari e 2 astenuti.
Il caso resta aperto anche nei mesi successivi.
La difesa di James continua a perseguire la strada del trasferimento in patria.
L’istanza formale di trasferimento della pena (ai sensi della Convenzione di Strasburgo 1983) viene trasmessa dalle autorità italiane.
Il 13 gennaio 2026 il Congresso di Stato si pronuncia positivamente: in una delibera assunta dopo l’ultima seduta, l’Esecutivo accolte la richiesta di trasferimento di James sul Titano, di questo ne dà voce GiornaleSM) Il comunicato ufficiale del Governo (15 gennaio 2026) ricorda che il trasferimento avviene nel rispetto delle condizioni fissate dalle autorità italiane: in particolare la pena residua (pari a pochi anni, visto che il termine è il 22 dicembre 2029) sarà scontata «senza alcuna possibilità di conversione o riduzione».
Nella stessa giornata viene confermato l’avvio della Commissione tecnica amministrativa approvata a settembre. Con la seconda delibera collegata, l’Esecutivo dà impulso alla fase operativa del suo ordine del giorno: il gruppo di lavoro nominato (i due legali già indicati) avrà 60 giorni per consegnare la relazione sulle «lacune dell’ordinamento» emerse dalla vicenda.
San Marino, 15 gennaio 2026. Con questi atti il Governo conclude la fase attiva del caso: James potrà infatti scontare nel carcere sammarinese la pena residua inflittagli in Italia.
Le decisioni prese, dall’avvio dell’istruttoria nell’estate 2025 fino alla delibera di trasferimento, costituiscono l’esito della pressione mediatica, delle proteste civili (genitori e associazioni), degli atti parlamentari e dell’iniziativa istituzionale che hanno scandito il dibattito pubblico a San Marino.
Le fonti ufficiali, comunicati stampa del Congresso di Stato e atti parlamentari. confermano la cronologia dei fatti e le misure adottate











