“La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri intende richiamarsi al comunicato stampa (emesso nei giorni scorsi, ndr), per fornire ulteriori chiarimenti in merito alle misure prontamente adottate per cercare di arginare gli effetti su San Marino delle disposizioni del Decreto Sicurezza recentemente approvato dal Parlamento Italiano in materia di immatricolazione di veicoli all’estero.
Più precisamente, rende noto che non appena appresa la notizia dell’approvazione da parte del Senato della Repubblica Italiana, in data 7 novembre 2018, della Conversione in legge del Decreto-legge 4 ottobre 2018 n. 113, la stessa Segreteria di Stato ha attivato una serie di misure a livello politico, diplomatico e istituzionale, al fine di poter esonerare i cittadini sammarinesi dalle pesanti ripercussioni derivanti dall’applicazione della succitata normativa.
Attraverso le vie diplomatiche, si è infatti indirizzato alle competenti Autorità italiane un riferimento comprensivo delle ragioni che stanno alla base della necessità di riconsiderare il provvedimento, alla luce delle prerogative della Repubblica, Stato enclave, con conseguente circolazione quotidiana e costante dei relativi mezzi nei rispettivi territori.
La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri ribadisce che l’attivazione di tutte le misure necessarie ha preceduto la presentazione della normativa alla Camera dei Deputati; l’iter da parte sammarinese si è svolto nel pieno rispetto e in conformità alle procedure istituzionali e burocratiche dell’amica Nazione Italiana”.
Segreteria di Stato per gli Affari Esteri
La nuova precisazione inviata al nostro giornale da parte della Segreteria di Renzi mette in luce una situazione se possibile ancora più grave. A quanto si legge infatti i nostri uffici sarebbero intervenuti persino prima che venisse approvato il decreto legge dell’Italia, ma evidentemente senza portare a casa risultati apprezzabili in termini pratici. Insomma dall’Italia siamo stati snobbati, il che dà la misura di quanto questo governo sia tenuto in considerazione da Lega e Cinquestelle. Vedremo ora se e quando questa situazione che crea grossi problemi a privati ed aziende verrà risolta al di là delle lodevoli proposizioni d’intenti.
Repubblica Sm