San Marino. Cecchetti (Ind): “Non è più un contradditorio tra noi e voi, ci sono le carte, ci sono le sentenze, le ordinanze!”

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  • Moltissimi sono stati gli interventi dell’opposizione che hanno richiamato i consiglieri di maggioranza a non voltarsi dall’altra parte ora che la verità è venuta a galla. Riportiamo qui una parte dell’intervento del consigliere indipendente Giovanna Cecchetti.
    “Sarebbe stato opportuno, da parte di tutti i consiglieri, non solo i membri del ccr e di governo, l’affrontare questo dibattito, in maniera diversa, più matura, con una presa di distanza dalle persone e dai fatti, mi sarei aspettata perlomeno dalla relazione del Segretario un riferimento politico, non un interventino da scolaretta, che non contiene nulla di politicamente rilevante, insomma un confronto e un dibattito politico, che delineasse le linee politiche di come questo governo intenda affrontare questa situazione, invece siamo ancora qui a raccontarcela! Colleghi, oggi, noi siamo qui a dirvi, come abbiamo fatto in questi due anni, da quando praticamente sono iniziate le azioni su Asset, di fare attenzione, di controllare e vigilare le situazioni, le persone, le società, a mettervi in guardia sul fatto che qualcuno cercava di impoverire il Paese, a farvi capire che le azioni su Asset non sono avvenute nel rispetto delle regole, dei principi che muovono le azioni da mettere in atto a salvaguardia e a tutela dei correntisti e dei risparmiatori e al contempo a salvaguardia e a tutela dei soci. Di fare attenzione a quanto succedeva in Cassa, a tenere gli occhi aperti perché quanto stava accadendo lasciava intendere che vi fosse dietro un piano ben preciso e che vi sareste, prima o poi, dovuti assumere le responsabilità politiche per le scelte che stavate facendo. Lo abbiamo fatto! Sono stati 2 anni nei quali più volte abbiamo, praticamente, bloccato i lavori consiliari sulla questione bancaria e finanziaria, due anni nei quali abbiamo messo in campo qualsiasi azione, qualsiasi strumento istituzionalmente possibile in mano alle opposizioni per fermarvi, per cercare perlomeno di limitare i danni, due anni nei quali siete stati voi a non voler sentire, a non voler ascoltare, vedere. Anche ora, che è il tribunale a dirvi, attenzione, qualcosa non torna, voi state ancora a girare la faccia dall’altra parte. Non è più un contradditorio tra noi e voi, ci sono le carte, ci sono le sentenze, le ordinanze! Non siamo noi a dirvi che quel commissariamento e la liquidazione, azioni portate avanti in quella determinata maniera non sono validi, è un giudice!
    Non siamo noi a dirvi che vi sono delle responsabilità per il danno arrecato, non solo ad una banca, ma soprattutto ai correntisti di quella banca, ai soci, ai dipendenti, ad un’altra banca, anch’essa nel mirino, Carisp, e a pioggia, a tutto il sistema bancario finanziario, a tutti i cittadini, che oggi, in conseguenza delle vostre scelte, ci ritroviamo con un debito pubblico vicino ai 900 milioni. Per di più, tutto quanto successo in Asset e in Carisp e più in generale al sistema finanziario, da quello che si rileva dalle carte, era studiato a tavolino: gli incarichi, le persone, le società, tutto girava intorno, e tutto, direttamente o indirettamente, è collegato a determinate persone.
    C’è una sentenza esecutiva, che dice che le azioni portate avanti da Banca Centrale e supportate dal CCR sono annullate, atti non validi, si parla di sviamento di potere, contraddizione di legge, difetto di istruttoria, in definitiva non vi erano le basi, le ragioni, di quanto accaduto.
    Ma ovviamente per questo governo le sentenze sono carta straccia, d’altronde questo è stato il governo nel quale un segretario di stato ha definito banca centrale un potere dello Stato contro il quale il tribunale non poteva andare, ed è la coalizione che non ha preso le distanze dall’ ex segretario Celli quando, in commissione finanze, annunciando le proprie dimissioni, ha screditato l’attività del Giudice Morsiani. Ed a fronte di tutto ciò, invece di prendervi la responsabilità politica sulle azioni passate, invece di dare un taglio netto con il passato, di prenderne le distanze, di lasciar lavorare la magistratura in autonomia ed autorevolezza, lasciate che ritorni, con tutta la sua arroganza, colui che si è messo al servizio di quei poteri. Poteri, ai quali non importa nulla del nostro paese, ai quali interessa solo il vile denaro ed il loro benessere, poteri pronti a tutto pur di raggiungere i propri scopi, ancor più facile portare avanti i loro piani in un piccolo stato come il nostro che di anticorpi per contrastare questo tipo di mafia ne ha ben pochi, arricchendosi alle nostre spalle, lasciando a noi e alle future generazioni le loro macerie. Per fortuna siamo ancora in uno stato di diritto, ed il tribunale non solo sta dimostrando di essere autonomo, ma soprattutto che nessuno è intoccabile”!

    Repubblica Sm