TRASCRIZIONE INTERVENTO DI MARINELLA MONDAINI:
«Io volevo dire essenzialmente questo: San Marino non fa parte dell’Unione Europea, se non mi sbaglio. È in procinto, eventualmente, di concludere un accordo di associazione con l’Unione Europea. Ma non sappiamo nemmeno se i cittadini di San Marino siano davvero favorevoli. Non so se faranno un referendum, non conosco nel dettaglio la loro legislazione e, sinceramente, non mi interessa più di tanto.
Quello che mi interessa è questa censura, questa deriva autoritaria che viene scimmiottata dall’Unione Europea. Anche ammesso che San Marino firmi un accordo di associazione, questo non significa che debba imitare il modo di fare dell’Unione Europea. Ma si rendono conto di quanto siano ridicoli?
C’è poi un problema ulteriore, quello della legalità: è legittimo operare una censura di questo tipo? Già le sanzioni che San Marino ha adottato, quelle dell’Unione Europea, devono essere considerate illegali. Non hanno avuto il benestare dell’ONU, non sono state approvate dal Consiglio di Sicurezza. Sono regole imposte dai cosiddetti padroni del mondo, in primis gli Stati Uniti, e fatte accettare agli altri Paesi.
Già questo è ridicolo: le sanzioni non sono legali e San Marino le adotta. Ma allora mi chiedo: quando si percorre la superstrada da Rimini verso San Marino, prima del confine c’è uno striscione che dice “Benvenuti nell’antica terra della libertà”. San Marino è una Repubblica che si è sempre detta gelosa della propria libertà e della propria sovranità.
E allora viene da ridere: quale libertà è questa, se si toglie la libertà di informazione a un gruppo di cittadini? Ci sono incongruenze talmente evidenti che, se uno si ferma a riflettere, si chiede se non viviamo davvero nel mondo della stupidità.
Basta guardare chi guida l’Unione Europea, i cosiddetti dirigenti: prendiamo la Callas e tutte le altre rappresentanti di questo carrozzone chiamato Unione Europea. La loro preparazione professionale è evidentemente carente.
In secondo luogo, è assolutamente ridicola la frase pronunciata dal ministro degli Esteri sammarinese BECCARI. Innanzitutto perché è una menzogna. Vengono adottati a San Marino gli stessi cliché falsi dell’Unione Europea per definire questo film come propaganda del Cremlino, propaganda rossa, accusandoci di dire menzogne.
Ma come si fa a dire che un film è una menzogna se non lo si è nemmeno visto? Se ci si rifiuta di vederlo, non si è in grado di giudicarlo. È fuori da ogni logica.
Viviamo in un mondo folle, in cui questi signori vogliono farci vivere immersi nelle menzogne, nell’inganno dei popoli. Perché se è vero che i popoli hanno un diritto sacrosanto alla parola, all’opinione, al confronto, al diritto di riunirsi, discutere e guardare, quel diritto viene tolto con atti di questo tipo.
Questo è un tradimento delle Costituzioni, vale anche per l’Italia, nonostante tutti gli sforzi di tutti noi. È un sopruso inaccettabile.
Bisogna combattere contro tutto questo. Io invito le persone, la popolazione, a ribellarsi. Perché qui è in gioco la nostra libertà, ma anche la decenza stessa del vivere civile. Invece di andare avanti, stiamo tornando indietro, al Medioevo, se non peggio.
È una russofobia da caverne. Una situazione assolutamente inaccettabile.»












