San Marino. Che fine ha fatto il Procedimento Titoli? (500/17) Con l’affiancamento della Di Bona si è fermato tutto?

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  • E’ stato molto probabilmente il procedimento penale n.500/17, noto ai piu’ come il Caso Titoli, quello che ha letteralmente sconquassato la maggioranza di allora a trazione Alleanza Popolare e portato alla caduta dello scorso governo.

    Lo ricordiamo, anche se non c’è bisogno, che tutto era nato da una coraggiosa azione intrapresa da BANCA CENTRALE a guida Catia Tomasetti. L’ufficio Vigilanza di Banca Centrale, che vede farne parte il dott. Sesta e la dott.ssa Vannucci, ricostruirono in maniera molto accurata e segnalarono l’anomalia relativa all’acquisto dei titoli Demeter venduti da Banca Cis a Banca Centrale.

    Fu poi il Commissario della Legge Simon Luca Morsiani ad aprire il procedimento che aveva come oggetto l’acquisizione anomala dei titoli spazzatura Demeter da Banca Cis – autorizzata dal management che precedette la Tomasetti -, che alla fine, con molta difficoltà, vennero venduti con una perdita secca per BCSM di alcuni milioni di euro.

    Nessuno mai prima ad ora aveva aperto un procedimento contro Grandoni & soci nonostante le decennali segnalazioni da parte di Banca Centrale: lo fece, con non poco coraggio, il Commissario della Legge Morsiani.

    Questo, quando si parla di Morsiani, lo dobbiamo sempre ricordare.

    Per capire il coraggio di Morsiani, ed anche il mio nel pubblicare le carte del procedimento Titoli, occorre contestualizzare il momento. Il governo di Adesso.sm era visibilmente a trazione Grandoni; la telefonata con Nicola ne è la cartina al tornasole. Grandoni ed il suo amico Buriani (non ha mai smentito tale amicizia ndr) erano potentissimi.

    Potentissimi.

    Celli, graziato da Buriani – perchè questa è la verità – dalla vicenda scandalosa del voto di scambio di Carrirolo memoria (anche questa tirata fuori da Giornalesm ndr) era stato messo alla Segreteria Finanze. Posto strategico! Come si vedrà.

    Diversi uomini in posti strategici dello Stato erano vicini a Marino Grandoni.  Quello di Adesso.sm era indubbiamente un governo molto vicino all’ingegnere. Io stesso, che contribuì in maniera significativa alla vittoria di Adesso.sm (ed alla sua caduta con la pubblicazione del Caso Titoli ed anche con tutta una serie di articoli che fotografavano criticamente la situazione) con una forte campagna contro Arzilli e la Dc – che finirono all’opposizione -, ebbi modo di confrontarmi con diverse persone, tra cui Marino Grandoni. Lui, Guidi ed altri erano letteralmente entusiasti della vittoria alle elezioni del 2016 della coalizione di Adesso.sm. Mai avrei potuto immaginare, visto come la Dc ed Arzilli avevano malgestito il precedente governo, che dalla padella saremmo finiti sulla brace.

    Il Caso Titoli sconquassò letteralmente la coalizione governativa, ricordo ancora i commenti dei vari esponenti del governo di Adesso.sm durante un Consiglio Grande e Generale appena dopo aver pubblicato i primi stralci dell’Ordinanza Morsiani sul Giornalesm. Fui denunciato penalemente da diverse persone tra cui Marino Grandoni per aver pubblicato documenti soggetti a segreto istruttorio (art.192bis) ma venni archiviato in quanto era materiale di rilevanza pubblica, quindi consentita la sua pubblicazione.

    Con l’avvento del dirigente del Tribunale di San Marino, il prof. Giovanni Guzzetta, nel novembre 2018 alla trattazione del caso Titoli fu affiancato al commissario Morsiani la Prof.ssa Di Bona, una badante insomma che svolse egregiamente il suo compito; da quel momento il caso Titoli andò letteralmente in letargo. Furono fatte delle cose ma non così importanti come quelle che Morsiani aveva iniziato a fare e che avrebbe, finalmente, portato a scoprire – ancora di piu’ – gli intrecci tra certa politica e certi imprenditori.

    Speriamo che con la nuova assegnazione del lavoro, e quindi senza la Di Bona, Morsiani possa riprendere il suo prezioso lavoro interrotto e finirlo nel piu’ breve tempo possibile. Questo sarebbe davvero un ottimo servizio per tutti i sammarinesi.

    Marco Severini