San Marino. Ci voleva Elego “per una nuova Repubblica” per far parlare e molto di Sanità in questo paese

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LA SANITA’ IN MANO AI MEDICI

Ci voleva ?lego “per una nuova Repubblica” per far parlare e molto di Sanità in questo paese.

Infatti da quando ?lego ha mostrato tutta la sua sensibilità su un tema così rilevante ed ha iniziato a mettere sul tavolo i pregi ed i difetti della nostra sanità, anche altre forze politiche si sono aggregate.

Non possiamo che ribadire che il nostro sistema sanitario è stato e deve continuare ad esserlo un fiore all’occhiello e la stessa è stata per anni qualitativamente eccellente ed economicamente sostenibile, tanto che nel 2008 la Segreteria di Stato alla Sanità dichiarava “Il bilancio del settore sanitario e socio-sanitario della Repubblica di San Marino è in pari.….

Solo nel 2007 si è avuto un calo delle spese per prestazioni fuori territorio superiore al 9%. L’aumento dei ricavi propri dell’ISS permette di pesare sempre meno sulle casse dello Stato, mantenere alta la professionalità degli operatori e utilizzare al meglio una struttura ospedaliera che in taluni casi, visti gli esigui numeri della popolazione sammarinese, risulterebbe essere in assoluto non efficiente se limitata a soddisfare i bisogni dei sammarinesi”.

Come mai in neanche 10 anni siamo arrivati a questo? 2015 “….61,5 milioni di Euro palesemente insufficiente rispetto alle reali esigenze della sanità e senza la possibilità di intervenire effettivamente su spese che risultano in gran parte di natura obbligatoria o costringendo ad operare rilevanti tagli anche su spese per farmaci e su importi definiti anche sulla base di contratti pluriennali di fornitura di beni e servizi. ”

La trasformazione aziendale, voluta e sostenuta nel 2004 ha creato una mostruosità di apparato dirigenziale per governare una piccola realtà sanitaria togliendo ai medici e alle categorie sanitarie qualsiasi voce in capitolo.

I direttori di questa azienda che si sono succeduti non sono stati davvero il “Marchionne di turno” anzi rimangono molte ombre su investimenti come per esempio: la ristrutturazione di sale operatorie e acquisto di beni strumentali.

Oggi la progressiva perdita di autonomia di servizi essenziali e accordi già iniziati da qualche anno ci porteranno a perdere la nostra sovranità sanitaria e forse anche per questo si sta dando poca importanza alla formazione del nostro personale sanitario, anzi si continuano a creare condizioni inaccettabili di disuguaglianza e disparità.

Oggi non dobbiamo stupirci che la sanità continui ad essere un terreno di scontro politico e monopolio, esercitando pressioni su nomine di primari, concorsi, contratti e convenzioni.

E’ di fatto quanto sta succedendo anche per la divisione di anestesia e rianimazione.

L’ISS nel 2014 ha totalizzato ben 3 ricorsi ed uno di questi è costato oltre 200.000 euro se si continua di questo passo ovviamente bisognerà trovare i responsabili.

Come è possibile che le leggi siano continuamente applicate ad personam?

Per cambiare veramente, occorre che la categoria dei sanitari torni ad avere una voce in capitolo. Per fare un esempio: “Un primario o un caposala dimissionario conoscerà pure la realtà del suo dipartimento e chi potrebbe essere in grado di prendere il suo posto?” Sarà quindi opportuno che venga, per lo meno, ascoltato anche il suo parere!

Purtroppo la categoria degli operatori sanitari ha perso il suo ruolo centrale ed anche i sindacati spesso sono impotenti.

Per riacquistare questo ruolo centrale proponiamo che si vada ad una profonda riforma del nostro sistema di dirigenza dell’ISS per renderlo economicamente sostenibile, trasparente e adatto alla nostra dimensione di piccolo stato.

Dobbiamo dare una rappresentatività a chi lavora ogni giorno in prima linea e che per esperienza e pratica conosce le problematiche sapendo cos’è necessario per lavorare meglio e dare di più.

Vorremmo costituire un ordine delle professioni sanitarie che possa raccogliere tutti gli albi professionali e raggiungere quella forza attiva e competente nelle scelte che la politica in primis dovrà attuare per risolvere questa profonda crisi che attanaglia un settore che riguarda ogni cittadino indipendentemente da ogni fede di partito.

Elego

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