Vecchi militanti e tanti giovani iscritti sono a colorare la platea del Titano per l’apertura del secondo congresso di Libera, il primo in posizione di partito di governo. C’è entusiasmo, orgoglio e tanta voglia di fare, che dilagano anche nell’intervento del segretario Matteo Ciacci. Dopo più di quattro anni alla guida del partito, lascia il testimone, fiero dell’eredità che trasmette: “Equità, giustizia, futuro sono valori ormai assunti da tutti, non solo slogan.” E poi quell’unità e compattezza di idee e di azioni che danno forza ad una grande visione politica, che hanno portato Libera ad essere il secondo partito del Paese e ad assumere responsabilità all’interno della maggioranza.
Ma è la questione morale il perno valoriale su cui deve continuare a poggiare l’azione politica: “Non è una battaglia di retroguardia – si accalora – ma deve essere il cuore pulsante della politica attuale. Senza una netta presa di distanza da una certa politica, la politica stessa non è credibile.” La riaffermazione dei partiti tradizionali sancita dalle recenti elezioni, è secondo lui la piena dimostrazione della necessità di un ritorno alla moralità della politica.
Poi entra a piè pari nei temi di attualità, a cominciare da quelli economici e della gestione del bilancio dello Stato: “Viviamo un trend di crescita, con un 130 per cento in più di profitti aziendali. Ma non possiamo accontentarci perché gli stipendi non sono cresciuti altrettanto e così facendo, aumentano le diseguaglianza. Nessuno deve rimanere indietro!” Auspica quindi uno sviluppo sostenibile, senza retaggi del passato; un debito orientato allo sviluppo, alla crescita, agli investimenti infrastrutturali. “Obiettivi possibili grazie ad una sinistra riformista, moderna e capace di stare al governo.”
L’emergenza casa è un’altra priorità. Per intervenire efficacemente su questo problema, nell’agenda di Libera e in quella del governo c’è innanzi tutto la riforma delle norme sugli affitti, sull’edilizia popolare e sull’edilizia sovvenzionata. Sullo stesso livello di interesse c’è la Sanità, altro caposaldo della recente campagna elettorale, che deve essere universale e pubblica, con precisi investimenti sulla medicina di base e sulla risoluzione di criticità. A cominciare dalle liste di attesa.
Di seguito, un altro problema enorme: la denatalità, con un 66 per cento di bimbi in meno negli ultimi dieci anni. La ricetta di Ciacci per risolvere una questione così delicata, passa attraverso interventi economici in supporto alle coppie e agevolazioni contrattuali. Ma soprattutto bisogna agire sul gap culturale, sottolinea. Quindi, dalla sua nuova veste di Segretario al Territorio, affronta argomenti che sono di sua stretta competenza e accende un focus sui progetti che dovranno essere messi in cantiere: edilizia scolastica, edilizia sociale, il nuovo ospedale. Solo un breve accenno alla necessità di mettere mano al nuovo PRG, mentre insiste sull’urgenza di lavorare per raggiungere l’autonomia energetica e quella idrica, oltre alla premura di riorganizzare la raccolta dei rifiuti. Non può mancare nel suo intervento, il capitolo Europa: “Non basta mettere una firma su un Accordo e darci una stretta di mano. Dobbiamo essere pronti, perché i nostri giovani già rappresentano la nuova generazione europea.”
L’analisi politica passa in rassegna i rapporti interni alla maggioranza, che sono forti, anche grazie alla riorganizzazione dell’area riformista e all’accordo fatto da Libera con il PS. Prende tempo invece sull’invito del PSD a rafforzare i rapporti tra i due maggiori partiti di quest’area. “Certamente non si può tornare indietro – dice Ciacci – ma servirà del tempo per fare passi in avanti.” Infine, la chiusura sulla nuova identità di Libera: “Siamo una famiglia, una casa accogliente, un gruppo di amici. Il lavoro fatto ci ha dato grandi soddisfazioni e ci ha consentito di arrivare fino a qui. Lascio il partito in buone mani, a una ragazza all’altezza del compito che le spetta. Giulia è una ragazza straordinaria.” La platea dei delegati esplode in un‘ovazione e in un grande abbraccio a Matteo Ciacci, che da adesso in poi si concentrerà sull’attività di governo, e a Giulia Muratori che ne raccoglie il testimone alla guida del partito.
Angela Venturini