San Marino. “Cis sarà accorpata a Carisp?”

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Alessandro Cardelli (Pdcs): “Come si fa a pensare di risolvere i problemi di Carisp andando ad aggiungere un altro dirigente? Le scelte degli ultimi due anni hanno avuto un e etto devastante, penso alla svendita degli Npl Delta, all’accorpamento di Asset e poi mi chiedo: anche banca Cis verrà accorpata a Carisp”?

Quelli che si stanno presentando uno dopo l’altro non sono sfortunati eventi ma il venire al pettine di problemi che questo governo ha creato e ha colpevolmente lasciato a marinare. Ne ha parlato nella cornice della trasmissione Palazzo Pubblico di Monica Fabbri, in onda su Rtv mercoledì, il consigliere del Ps Alessandro Mancini rispondendo ad una domanda della conduttrice che ha posto l’accento sul fatto che questa sarà la legislatura che verrà ricordata per aver trascorso più tempo in aula.

“Siamo sempre adunati – ha risposto Mancini – perché la maggioranza è costretta a rincorrere consiglio dopo consiglio i problemi che lei stessa genera. Quello della giustizia è l’esempio tipico. Guzzetta non è arrivato per caso, lo ha cercato la maggioranza perché accettasse di ricoprire l’incarico di dirigente del Tribunale. E in quel momento erano ben noti i limiti della figura di un dirigente non magistrato in quanto la legge è chiarissima. Tanto è vero che si è dovuto mettere in campo un blitz per modi care l’ordinamento giudiziario e attribuire al dirigente funzioni non previste. Il tutto è avvenuto con la solita forzatura senza nemmeno seguire un iter lineare che certamente avrebbe almeno evitato gli ennesimi urli in aula sulla giustizia. Ci si chiede allora quale fosse l’urgenza e perché non ci sia stata nemmeno la volontà di aspettare il prossimo consiglio che si sarebbe svolto di lì a 15 giorni. Non c’era a ben vedere neanche l’urgenza di convocare un consiglio giudiziario plenario che infatti non è stato convocato. Tra gli emendamenti non c’è stata solo l’attribuzione del potere del magistrato al dirigente ma si è andati oltre prevedendo il sostituto del magistrato dirigente che non c’era. Non sarà che questo Guzzetta per i tanti impegni che ha non può essere presente quotidianamente a San Marino? E che anche qui si crea il problema e poi lo si rincorre”?

Piuttosto imbarazzante la risposta a questa domanda del consigliere di Ap Roberto Giorgetti che ha parlato della necessità di prevedere un sostituto per far fronte a situazioni come quella in cui si è venuto a trovare il Tribunale in seguito all’improvvisa scomparsa del prof. Ferroni.

Così il consigliere del Psd Gian Carlo Capicchioni non si è tenuto dal dirgli che alla luce di queste parole Guzzetta farebbe bene a fare gli scongiuri. Dalla giustizia il dibattito si è poi spostato su banca Carisp, altro argomento che ha fatto scaldare gli animi degli ospiti presenti. “Ci venite a dire che il problema di Carisp sono i costi troppo elevati – ha fatto notare il capogruppo di Rete Zeppa – e poi proponete la nomina di un amministratore delegato mantenendo l’attuale governance? Si tratta dell’ennesima scelta monolitica di un governo che Carisp era solita chiamarla pivot e dove a distanza di due anni non c’è nemmeno un piano industriale”.

Per il capogruppo di Ssd Morganti Carisp necessita di una ristrutturazione importante ad opera di personale molto esperto che goda della credibilità di un più vasto sistema. La figura dell’Ad si renderebbe necessaria – parole di Morganti – visto che direttore e presidente hanno fatto quello che potevano ma purtroppo senza risultati. Inevitabile a questo punto chiedersi come mai chi non ottiene risultati resti comunque incollato alla propria poltrona. Una domanda che il capogruppo della Dc Alessandro Cardelli ha rivolto a chiare lettere al consigliere Morganti.

“Come si fa – ha detto Cardelli – a pensare di risolvere i problemi andando ad aggiungere un altro dirigente”? Le scelte degli ultimi due anni – ha proseguito – hanno avuto un effetto devastante, penso alla svendita del primo asset della banca, gli Npl Delta, all’accorpamento di Asset e qui mi chiedo se prima di pensare di nominare un altro dirigente non fosse il caso di trasformare i con- tratti degli ex dipendenti di Asset da contratti a tempo determinato a tempo indeterminato”.

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La Repubblicasm

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