San Marino. Cittadinanza, si aprono nuovi scenari

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C’è a San Marino una scala di valori che pone certi argomenti più in alto di altri. Ed è da sempre a statuto speciale la questione legata alla cittadinanza. Con questi sentimenti si è svolta in consiglio grande e generale la discussione sul progetto di legge di iniziativa popolare sulla naturalizzazione che mira a modificare la legge eliminando l’obbligo di rinuncia alla cittadinanza di provenienza per ottenere quella sammarinese e ad abbassare il numero degli anni di residenza in territorio da 25 a 15. Su questo argomento è intervenuto puntualmente il consigliere del Pdcs Pasquale Valentini che ha voluto ricordare come in passato la trasmissione fosse basata quasi esclusivamente sullo ius sanguinis e come la naturalizzazione abbia introdotto dapprima in maniera speciale la possibilità che dalla residenza stabile di 25 anni si potesse avere la cittadinanza introducendo il concetto dello ius soli. “Tutto questo pone a monte il problema del come concediamo la residenza – ha detto – se a fronte della concessione della residenza si accede poi alla cittadinanza. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una fioritura di interventi, si sono moltiplicate le modalità di acquisizione non sempre coerenti tra di loro. A questo ultimamente si aggiunge il problema che avviando un accordo di associazione con l’Ue una delle libertà essenziali cui verremo richiamati sarà la libera circolazione delle persone. L’istanza è legittima ma occorre costruire un quadro coerente di interventi”. Il Pdcs ha poi presentato un odg perché la commissione esteri esamini prima le richieste giunte dalla consulta dei cittadini residenti all’estero in materia di trasmissione di cittadinanza e diritto di voto che attendono ancora una risposta.
Dal canto suo il vicepresidente del Comites Alessandro Amadei ha detto: “Sono contento che nell’introdurre la legge il consigliere Lazzarini abbia detto di averla a cuore. Ho notato apertura e ciò mi fa piacere. Del resto le leggi vengono introdotte per i tempi in cui si vive. Oggi giorno le dinamiche sono cambiate, è l’era di internet, l’era degli spostamenti quotidiani, una persona mette radici in più Paesi. Le coscienze individuali sono cambiate, c’è maggiore sensibilità, non è solo un fatto di tempistica, sono mutati i paradigmi, la popolazione di San Marino ci ha chiesto di andare avanti su questa strada. Il consigliere Lonfernini aveva detto di non coinvolgere l’Italia, però sono loro che ci hanno cercati perché ci sono rapporti fraterni, in senso affettivo non perché ci sia la volontà di ingerire in questioni interne”.

Repubblica Sm

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