San Marino. Civico 10 occupazione e sviluppo.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
  • Le proposte di Reggini Auto

  • civico10Mentre Governo e Maggioranza esultano per la modestissima crescita prevista dal Fondo Monetario Internazionale per il biennio 2015-2016, i problemi strutturali del Paese restano tutti sul tavolo.

    Il costante incremento del tasso di disoccupazione, lo stato di precarietà dei conti pubblici e la permanenza di notevoli criticità nel settore bancario, rendono urgente ed indispensabile un radicale cambio di marcia.

    Dalla verifica politica ancora in corso provengono segnali negativi.

    La situazione appare incartata e prevale l’esigenza di conservare – costi quel che costi – i delicati equilibri che finora hanno sorretto la coalizione “San Marino Bene Comune”.

    Emergono soluzioni di piccolo cabotaggio, quando al Paese servirebbe una visione di prospettiva più ampia legata ad un piano di rilancio economico, di risanamento finanziario e di consolidamento sociale. Si continua ad inseguire le emergenze quotidiane, mentre dovrebbe essere immediatamente aperto il confronto sulle riforme strutturali orientate al rinnovamento e al cambiamento della Repubblica di San Marino.

    Noi Socialisti vogliamo ragionare concretamente su un piano di marketing territoriale per la promozione esterna del sistema economico sammarinese; vogliamo discutere di misure finalizzate ad abbattere la burocrazia; vogliamo parlare di riduzione della spesa pubblica andando ad aggredire gli sprechi e i privilegi ancora molto diffusi; vogliamo affrontare con serietà e coraggio il tema della riorganizzazione della pubblica amministrazione, puntando sul merito, sull’efficienza e sulle competenze; vogliamo intervenire sul sistema previdenziale attraverso un solido patto tra generazioni; vogliamo riformare il mercato del lavoro favorendo l’incontro tra domanda e offerta; vogliamo promuovere un forte rinnovamento dell’assetto istituzionale, a partire dal superamento della responsabilità collegiale del Congresso di Stato e dall’introduzione della figura del Primo Ministro scelto direttamente dai cittadini.

    Purtroppo l’incertezza che al momento regna sovrana all’interno della maggioranza di fatto impedisce l’avvio della stagione delle riforme. Il Paese non può convivere con questa situazione di profondo immobilismo. Riteniamo che così non si possa andare avanti.

    Si deve aprire subito una nuova fase politica per fare le riforme di cui il Paese ha bisogno. Altre strade non sono percorribili.

     

    San Marino, lì 3 febbraio 2015

     

    Ufficio Stampa Partito Socialista