San Marino. CLIMA DI FINTA CONCORDIA. “E’ DOVEROSA UNA AUTOANALISI” “Facile adesso fare i buonisti”

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Il quadro politico di questi giorni è più frammentato di sempre.

Difficile fare previsioni sulla tenuta del governo, sapere se il banco verrà fatto saltare prima o dopo il referendum. Alcune cose vanno avanti velocemente ed altre restano ferme. Nessuno parla più di riforme, le priorità ora sono diventate altre.

Per Civico10, lo abbiamo visto in una recente conferenza, prioritario è portare in luce gli aspetti positivi che contraddistinguo il Movimento, dire: abbiamo fatto questo e quello.

Insomma gettare il solito fumo negli occhi come se le parole potessero cancellare i fatti, o il non fatto. E’ fresca la memoria delle dichiarazioni ufficiali della coalizione Adesso sm all’indomani dell’impietosa radiografica restituita dal rapporto dell’agenzia di Rating Fitch che il 28 aprile scorso ha confermato il livello di BBB- con outlook negativo.

Ebbene, per la segreteria di Stato alle Finanze e bilancio “il mantenimento del medesimo livello di rating assegnato nel 2018 rappresenta un risultato positivo e conferma la sostanziale tenuta del quadro macroeconomico del Paese”.

Parole talmente sorprendenti che sono state riprese anche da un lungo, lunghissimo articolo apparso sul Sole24Ore.

E qui val la pena riprendere le dichiarazioni del consigliere di Ssd Marina Lazzarini che invitata a parlare nella cornice di Palazzo Pubblico, la trasmissione di Monica Fabbri, ha detto a chiare lettere di non aver gradito l’attenzione della stampa estera sulla Repubblica.

“Io sono fedele a San Marino” ha affermato rispondendo ad una domanda che le era stata rivolta dal capogruppo di Rete Gian Matteo Zeppa il quale le chiedeva se preferisse piuttosto lavare i panni sporchi in casa, toccando il cuore della questione.

Ci piacerebbe capire a fondo che cosa significhi esser fedeli a San Marino. Vorremmo significasse esser fedeli alle persone che ci vivono, che ci lavorano, che negli anni hanno fatto sacri ci da un lato per contribuire alla crescita del proprio Paese e dall’altro per riuscire a risparmiare qualcosa e garantire un futuro a sé e ai propri figli.

Il dubbio assai fondato è invece quello che la croce dell’infedeltà voglia esser buttata addosso a chi in tutto questo tempo ha provato a far emergere una verità che evidentemente, ora che i nodi stanno tutti venendo al pettine, fa parecchio male a qualcuno.

La stampa non può distogliere lo sguardo e anche i cittadini sono chiamati a fare la loro parte.

Ne ha parlato in un messaggio diffuso via facebook il consigliere della Dc Teodoro Lonfernini rimarcando come ogni distrazione da parte della cittadinanza verrà purtroppo pagata a caro prezzo. “Anche nella settimana che ci lasciamo alle spalle – ha detto – si sono svolte delle commissioni in cui sono state prese decisioni che avranno un peso sulla comunità.

Decisioni assunte a maggioranza e senza un confronto approfondito, direi in maniera del tutto superficiale. Penso in particolare al progetto di legge approvato dalla maggioranza che avrebbe dovuto de nire le modalità di restituzione delle obbligazioni subordinate Asset ma che di fatto – è già stato annunciato – verrà cestinato perché ora c’è un altro problema da risolvere legato a Cis e forse nel calderone di quel decreto verranno inserite anche le obbligazioni subordinate di Asset Banca.

Vale a dire che ancora una volta ai risparmiatori non verrà restituito nulla e dovrà passare un bel po’ di tempo prima che riescano a rivedere i propri risparmi. Stessa cosa è avvenuto con il progetto di legge sulla cittadinanza che è stato completamente stracciato per licenziare un testo del tutto emendato, frutto non di un confronto con la cittadinanza ma di un superficiale lavoro votato dai soli commissari di maggioranza. Il problema è che con questo modo di fare, tra la distrazione della gente, si porta avanti un cambiamento radicale per la nostra storia millenaria, penso a come è stato gestito finora l’accordo di associazione alla Ue”.

Una voce fuori dal coro del clima di questi giorni di finta concordia cui si è aggiunta anche quella del capo- gruppo di Rete Gian Matteo Zeppa che sempre nella cornice di Palazzo Pubblico ha detto: “Mi piace questo clima buonista dettato dall’urgenza, si fa presto a diventare realisti, le convergenze potevano essere trovate anche sull’altra banca, su Asset, lì è stata fatta una scelta e qui è stata fatta un’altra scelta. Si è scatenata sul sistema bancario una battaglia di interessi anche perso- nali che fuoriescono dalla politica. E qui è doverosa una autoanalisi”.

La Serenissima

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