Sabato mattina l’ex ispettore del Sia Davide Mularoni, condannato a 5 anni di reclusione per aver intascato tangenti chiudendo un occhio ai lavori nei cantieri edili, secondo quanto riferitoci dai suoi familiari avrebbe tentato il suidicio, esasperato dalla reclusione, con un cavo della tv in dotazione al carcere.
Giornalesm.com è stato il primo a dare la notizia in quanto, primo tra tutti i media, è stato informato direttamente dell’accaduto. Di seguito la notizia è stata rilanciata da tutti i media sammarinesi e da quelli della provincia di Rimini con il clamore del caso.
Dopo il tentativo dell’estremo gesto parrebbe che il Mularoni sia stato visitato in carcere da un medico sammarinese, su ordine della magistratura. Le visite sono avvenute più di una volta e in queste occasioni il dottore avrebbe certificato il fatto che il Mularoni goda di ottima salute anche se debilitato dalla carcerazione.
Questo è quello che sino ad ora era dato sapere, e che molti media hanno già scritto.
Ma ci sono delle novità! Quello che invece Giornalesm.com è venuto a sapere è che proprio nella certificazione del medico, quest’ultimo ha scritto che sia nel collo che in qualunque altra parte del corpo di Mularoni non parrebbe esserci segni di corde o contusioni tipiche di chi cerca di suicidarsi.
Ma c’è di più!
Sempre nella relazione che il medico avrebbe sottoscritto e consegnato alle autorità sembrerebbe entrare in causa anche l’altro ispettore del Sia condannato assieme al Mularoni, ovvero Berardi. Contrariamente a quanto da noi scritto non furono i gendarmi ad impedire l’estremo gesto del Mularoni ma il ”salvataggio” fu effettuato dall’ex collega. L’ex Ispettore del Sia Berardi.
Ma le novità non finiscono qui.
Sembrerebbe inoltre che la corda usata dal Mularoni (un cavo della televisione) sia lunga solo 100 cm., cioè un metro, e quindi davvero corta per compiere un gesto così importante quale è un suicidio.
Tutti questi elementi sommati assieme potrebbero portare alla conclusione che forse il tentato suicidio non si sia verificato e che lo stesso Mularoni potrebbe, magari in preda alla depressione dovuta alla carcerazione, avere usato questo escamotage per attirare su di se l’attenzione dei media primo tra tutti Giornalesm.com ovvero quello che è più attento, che non ha paura di prendere posizione e che è solito scoprire fatti eclatanti. Il tutto per riuscire a strappare una reclusione meno dura, magari ai domiciliari.
Ipotesi queste che potrebbero essere suffragate dagli elementi già descritti e comunque dall’assenza di segni di abrasione al collo dovuti al cavo della televisione ipoteticamente usato per suicidarsi. Come peraltro scritto dal medico che ha visitato, in carcere, il Mularoni.
La politica, non sapendo nulla su questi ultimi elementi, sembra essersi già mossa. Delle forze politiche sembra stiano pensando di richiedere di poter entrare in carcere per far visita ai detenuti e per cercare di capire che cosa sia successo.
Altra novità. Questo pomeriggio c’è stata un’udienza presso il tribunale dei Tavolucci nella quale gli avvocati della difesa si sono opposti alla sostituzione del Dott. Berti, perito al quale è stato revocato l’incarico. Opposizione respinta dal Commissario della Legge avv. Roberto Battaglino.
Continueremo ad aggiornarvi qualora si verifichino altri fatti in merito a questa vicenda.
Marco Severini – Direttore del Giornalesm.com