I bene “informati” (informati da chi poi?) dicono che il referendum sarà bocciato e allora…
I Capifamiglia precisano che, in caso di diniego alla celebrazione del referendum, non resterà che seguire l’ormai collaudata “via di Strasburgo”, recentemente percorsa con solerzia dai Segretari di Stato.
Una tratta ormai familiare. Rimini–Bologna–Strasburgo. Talmente battuta che, a questo punto, potrebbe essere segnalata come “percorso istituzionale consigliato”.
Se qualcuno pensa che solo il Governo sappia arrivare alla Corte europea dei diritti dell’uomo, si sbaglia di grosso. Anche noi abbiamo imparato la strada, e senza bisogno del navigatore.
E non lo diciamo per impressioni personali o per convenienza politica.
Lo diciamo perché esiste una giurisprudenza consolidata.
La Corte europea riconosce chiaramente che referendum ed elezioni rientrano nel diritto a “libere elezioni”, tutelato dall’Articolo 3 del Protocollo 1 della Convenzione.
E riconosce anche che ostacolarli senza motivazioni solide può costituire una violazione dei diritti fondamentali.
In altre parole:
il diniego del referendum rappresenta una limitazione sproporzionata del diritto dei cittadini alla partecipazione democratica.
Un principio fondato su norme precise:
l’Articolo 3 del Protocollo 1 CEDU,
l’Articolo 10 sulla libertà di espressione,
l’Articolo 13 sul diritto a un ricorso effettivo.
Non opinioni. Diritti.
Per questo, qualora venisse impedito ai cittadini di esercitare uno strumento fondamentale di partecipazione democratica, i Capifamiglia si riservano di rivolgersi alle sedi competenti del Consiglio d’Europa, a partire da Strasburgo, per tutelare un diritto che non può essere subordinato a valutazioni politiche di convenienza.
Non lo facciamo per sport, né per turismo istituzionale, ma per difendere un principio: la sovranità appartiene ai cittadini, non alle interpretazioni di turno.
Del resto, se da San Marino si parte ormai regolarmente per far valere le proprie ragioni oltre confine, non vediamo perché i cittadini debbano restare fermi al palo.
La strada è aperta.
E, se necessario, la percorreremo anche noi.
I CapiFamiglia











