San Marino. Comm. d’Indagine Banca Cis. Buriani #3. Dopo una supercazzola di Buriani di mezz’ora su presunti riciclaggi internazionali, il commissario Giovagnoli: ”MA COSA C’ENTRA?”

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  • Dalla Commissione d’Inchiesta su Banca Cis, deposizione di Alberto Buriani – 11 agosto 2020

    SUPERCAZZOLA COME SE FOSSE ANTANI

     

    Dopo una supercazzola di Buriani di circa 45 minuti su presunti riciclaggi internazionali,che ”vanno dalla Danimarca a Malta fino all’Azerbaijan” di un’indagine denominata CAVIAR DIPLOMACY, un po’ come il racconto di De’ Amicis ”Dagli Appennini alle Ande” dove vuole far capire che ha contattato la Tomasetti via Celli per un motivo di pericolo nazionale, viene stoppato malamente, spazientito, dal Presidente Giovagnoli.

    PRESIDENTE GIOVAGNOLI: ”La prego di scusarmi  – riferendosi a Buriani – ma tutto quello che lei ha raccontato sostanzialmente per me, e credo per noi, rappresenta un grandissimo punto interrogativo. Se non ho capito male dalla sua esposizione c’è un’unica notizia circostanziata che è nota praticamente a tutti ovvero quella dell’omicidio della giornalista maltese, ma sostanzialmente la domanda che mi sorge spontanea e la prego di … come dire tollerare la mia brutalità e: COSA C’ENTRA TUTTO CIO’? con il caso che aveva in quel momento in mano (CONSULENZA GOZI ndr) che invece ha a che fare con tutt’altro anche se le persone erano le stesse?
    Cioè mi metto nella testa di chi in un dato momento viene indagato e si sente chiamato per vicende che non riguardano il suo processo ma tutt’altro. (BURIANI CERCA DI INTERROMPERE ndr) cioè …. aspetti finisco mi scusi …. cioè in tutt’altre questioni e, ma è soprattutto non so eh probabilmente colpa mia che non ho capito anche quale sia il suo ruolo nei confronti dell’autorità di Banca Centrale, almeno in questa modalità come dire molto informale.
    Lei chiede più volte insistentemente di avere un colloquio con la Tomasetti, e quindi sembra trattarsi di una questione … mi perdoni sempre per le banalizzazioni … e come dire non professionale, non istituzionale perché immagino che in quel momento ci sarebbero state altre forme per richiedere una collaborazione all’autorità di vigilanza finanziaria. Poi ci sono altre istituzioni a cui rivolgersi come l’AIF, insomma potrei sbagliarmi.
    Però se io ho bisogno – per una vicenda di eccezionale gravità e che possa incidere sulla sicurezza del paese -, come lei ha illustrato, di avere la collaborazione mi viene in mente che forse c’erano altri modi per averla. E’ singolare che invece ci sia una corrispondenza temporale del procedimento ‘’Consulenza Gozi’’ che lei stava seguendo, e come questo investiva questi personaggi però in qualità di indagati, peraltro Lei ci ha riferito anche di aver chiamato il consigliere Celli per avere un contatto con la Tommasetti, se non ho capito male. Ecco qui c’è tutta una serie di domande che noi dobbiamo fare ed allora cominciamo dalla prima:
    Perché si serve del consigliere Celli per avere un contatto con la Presidente Tomasetti? e se in quell’occasione, in cui chiede a Celli di farsi in qualche modo latore di una sua richiesta, lei in qualche modo parla anche delle vicende processuali, perché alla fine è questo che noi ci interessa.
    Per quanto riguarda la questione della sicurezza del paese, che ci ha detto prima, poi ci dirà com’è andata a finire (sorride ndr) perché a questo punto è passato un anno e non sappiamo nulla di questo caso così importante e così urgente. ”.

    COMMISSARIO ZONZINI: ”Vorrei integrare la domanda del Presidente Giovagnoli. Lei, se non sbaglio, ha descritto la sua conoscenza e la sua frequentazione con Simone Celli di carattere puramente, diciamo, occasionale e tuttavia ci dice che per avere un contatto con la Tommasetti, sulla faccenda che lei ha descritto come un intrigo internazionale veramente grave (sorride ndr), si è rivolto a Celli. Perchè lei ritenne che, una persona che lei conosceva solo occasionalmente, potesse essere utile in una faccenda di questa gravità?

    ALBERTO BURIANI: ok allora avevo cercato in ogni modo di avere un contatto con l’avvocato Tomasetti. L‘avevo fatto ovviamente attraverso Banca Centrale ma non riuscivo ad avere questo contatto cioè non riuscivo ad ottenere una risposta alle mie sollecitazioni. La gravità della situazione era tale per cui ritenni di dover rivolgermi al dottor Celli, che mi pare non fosse più consigliere dato che ebbi qualche difficoltà a contattarlo forse perché aveva cambiato numero. Però guardi rispetto alle cose che a me servivano chi fosse colui che raggiungeva l’avvocato Tomasetti era assolutamente indifferente, io avevo necessità di parlare con l’avvocato Tommasetti e con il direttore poi come e chiunque si facesse messaggero di questa mia necessità a me interessava poco. Non ho reso partecipe Celli della ragione del colloquio, gli ho soltanto detto che era urgente di palesare che fosse urgente”.

     

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