Il tema della sicurezza e della vendita di armi bianche nel centro storico accende lo scontro tra governo e categorie economiche sul Titano. In un comunicato diffuso oggi dall’Unione Sammarinese Commercio e Turismo (USC), l’associazione replica con fermezza alle recenti dichiarazioni del Segretario di Stato Teodoro Lonfernini. Al centro della polemica c’è l’approccio adottato dal politico riguardo alla vendita di lame e coltelli nelle attività turistiche, prodotti che, secondo l’accusa, verrebbero talvolta proposti quasi come “giocattoli”. Una narrazione che i commercianti respingono al mittente, invitando a non confondere la merce esposta con le radici profonde del disagio giovanile.
“Desideriamo sottolineare che tali aziende sono soggette a regolamentazioni rigorose, spesso più stringenti rispetto a quelle vigenti in Italia”, precisa l’USC nella sua nota, chiarendo il quadro normativo entro cui operano gli esercenti. L’associazione distingue nettamente le attività generiche da quelle titolari di licenza di Armeria Leggera. Queste ultime, infatti, sono sottoposte a standard di sicurezza elevatissimi: “Non possono destare problemi in quanto monitorate h24 da telecamere ed in costante contatto con l’Ufficio Armi della Gendarmeria”. L’Unione garantisce tolleranza zero verso chi viola le regole: se ci sono negozi che vendono prodotti non autorizzati, la collaborazione con le autorità per contrastare queste pratiche è “piena”, come dimostrano le segnalazioni già effettuate in passato.
Tuttavia, è sulla soluzione prospettata che le visioni divergono. Per i commercianti, imporre divieti di vendita indiscriminati non è la risposta adeguata per prevenire episodi di violenza o incidenti gravi come quello recentemente accaduto a La Spezia. “Vietare la vendita di lame non rappresenta una soluzione ottimale per gestire una tematica complessa come quella della sicurezza”, sostiene l’USC. La ricetta proposta dall’associazione guarda altrove: servono strategie strutturate, come “il controllo degli accessi nelle scuole e la promozione di iniziative di sensibilizzazione rivolte ai giovani”.
Criticare le attività che operano nel rispetto delle leggi, secondo l’USC, rischia di essere un boomerang mediatico che “distoglie l’attenzione dal reale problema del disagio giovanile”. L’episodio di La Spezia, citato spesso come monito, viene analizzato dai commercianti sotto una luce diversa: l’arma impropria usata in quel frangente “sembrerebbe provenire da una proprietà privata” e i coinvolti erano maggiorenni, fattori che scagionerebbero la rete di vendita al dettaglio sammarinese.
La nota si chiude con un appello al confronto costruttivo con le Istituzioni per tutelare sia la sicurezza collettiva che la libertà d’impresa, ma non rinuncia a una stoccata finale logica: lame e coltelli sono in vendita in molteplici tipologie di negozi, dalle ferramenta ai casalinghi. “Quindi – domanda provocatoriamente l’USC – come intendiamo procedere?”.











