Il Commissariamento Asset Banca: serata molto partecipata quella di mercoledì sera, con la sala Giulio Cesare del Palas – quella per capirci del veglione studentesco – stracolma di gente.
Un successo, non solo di presenze, ma anche per i temi che sono scaturiti. Difficilmente il governo non potrà non tenerne conto.
Anche alla luce del concetto principale che è emerso: perché si vuole dare in pasto una banca privata, Asset Banca, allo Stato facendola inglobare in Carisp, facendo pagare tutti gli oneri ai cittadini?
Perché si insiste a volere fare pagare alla gente i costi provocati da un commissariamento quando ci sono i soci di Asset pronti ad aprire il portafoglio, nonostante i gravi danni non siano stati provocati da loro?
Qualche cosa non quadra.
L’ex Presidente di Asset Stefano Ercolani parla di esproprio di Stato. La gente, numerosissima, era inviperita e comincia a chiedersi che cosa si celi davvero dietro tutta questa operazione.
Ercolani ha smentito qualsiasi ipotesi di malagestio e illegalità dall’interno di Asset Banca. Ripercorsi anche i passaggi che hanno portato al commissariamento davanti ad esponenti politici e diversi ex Segretari di Stato.
Un dato su tutti: mai Banca Centrale ha deciso di parlare con i soci di Asset Banca nonostante le reiterate richieste. Perché? Sul punto è chiarissimo l’ex Direttore Generale di Asset, Barbara Tabarrini: “Il provvedimento di amministrazione straordinaria deve riportare compiutamente tutti i fatti e gli elementi oggettivi che comprovino il ricorrere dei presupposti per l’assunzione del provvedimento con quindi le adeguate evidenze documentali.
Il provvedimento di amministrazione non dovrebbe mai costituire un atto inatteso per la banca che lo subisce, non è mai un atto assunto senza che vi sia stato un preliminare contraddittorio con la banca stessa.
Non c’è stato nessun contraddittorio perché i provvedimenti prima di sospensione del Cda e poi di Amministrazione straordinaria sono stati adottati a distanza di 5 mesi dall’avvio di una ispezione di tipo generale con il gruppo ispettivo che è stato anche sostituito, ma mai nessun riscontro di criticità o anomalie sono state evidenziate in via preliminare dagli ispettori. In fase di sospensione del consiglio di amministrazione (prima quindi dell’amministrazione straordinaria), gli azionisti scrivono a Bcsm per richiedere la convocazione di un’assemblea disposti a cambiare la governance e quindi l’intero Cda, disposti ad eventualmente patrimonializzare la banca, a fare tutto quanto potrebbe essere richiesto da Bcsm (perché non sappiamo nulla di quanto può essere stato rilevato da Bcsm).
Bcsm che cosa fa? Pone in amministrazione straordinaria la Banca”.
Platea basita, ma tutto vero sino all’ultima virgola. La Tabarrini si rivolge poi direttamente alle Istituzioni: “Alla base di qualsiasi intervento dell’Autorità di vigilanza c’è la necessità di preservare la stabilità dell’ente in difficoltà; l’istituto dell’amministrazione straordinaria non viene ormai più utilizzato perché alla base di tutto c’è la credibilità e la fiducia in un sistema paese, che non può essere minata da interventi di questo tipo.
E ancora di più perché continuare a fare illazioni ovunque e di qualsiasi tipo? Perché parlare di un’illegalità diffusa in Asset? Indicate correttamente e precisamente con una relazione tutte le evidenze oggettive indicando caso per caso, persona fisica o giuridica interessata operazione eseguite e date di riferimento, tenendo ben presente la normativa in vigore in quel preciso momento, la quantificazione esatta dell’eventuale deficit (aspetto con riferimento al quale gli azionisti non possono essere del tutto esautorati) che giustifichi l’adozione di un provvedimento di tale portata, ricoriandoli comunque che al momento del commissariamento i dati dell’Aqr non erano ancora pronti, ma ripeto che giustifichi l’adozione di un provvedimento di tale portata!”.
Dal canto suo l’ex vicepresidente di Asset Banca, Alessandro Brusi, ribadisce: “Il Consiglio d’amministrazione di Asset Banca ha svolto le sue funzioni nel rigoroso rispetto della legalità e con competenze tecniche dei professionisti componenti il Consiglio che nulla mai hanno trascurato”.
Durissimo Francesco Fagiani: “Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti e gli effetti negativi di una gestione della situazione così dilettantesca, che definire sospetta è legittimo, è ormai sulla ‘pelle’ di tutti i sammarinesi e, a modesto avviso del sottoscritto, ancora non definitivi nella loro estrema gravità”.
Infine l’intervento più atteso, quella dell’ex Presidente Stefano Ercolani, intervento lungo e tecnico interrotto più volte dagli applausi della platea: “Asset sia a livello dì solidità che di liquidità rispettava ampiamente detti parametri. Una banca ben organizzata ne più ne meno di altri istituti di credito. Prima di parlare di commissariamento vorrei leggervi poche righe della missiva tra i commissari Dispensieri e Pedrizzi e Banca Centrale, pubblicata su un sito molto conosciuto (Giornalesm.com ndr). ‘Il precipitare della situazione di liquidità pregiudicherebbe il completamento delle verifiche che la procedura ha avviato fin dai primi giorni, finalizzate all’accertamento della reale situazione patrimoniale e a circostanziare i fatti posti alla base del provvedimento di Amministrazione straordinaria’. Sembra incredibile: hanno fatto un commissariamento con infrazioni ancora da accertare sperando di trovarne successivamente. Ecco perché non ci sono le motivazioni.
Perché con Asset non si è proceduto a rispettare i presupposti del provvedimento di amministrazione straordinaria? Come ho già avuto modo di dire esiste un codice di condotta a cui si devono attenere gli esponenti di Bcsm che in pratica presuppone un dialogo.
Asset e il suo Cda non hanno mai avuto l’occasione di potersi presentare come gruppo con i vertici di Bcsm dal loro insediamento. Come si fa a continuare a gestire una realtà bancaria senza sapere che ne pensano i vertici della vigilanza?
Applicare parametri imposti da Banca Centrale Europea in assenza di basi adeguate (vedi assenza di centrale rischi) porta alla chiusura sistematica di tutte le banche della Repubblica di San Marino.
Quando tutti parlano di fondo monetario e di un approccio inevitabile agli standard internazionali deve sapere se la cura è proporzionata alla salute del malato.
Gli adeguamenti devono essere concordati e dilazionati in un lasso temporale accettabile. Quando alcuni provvedimenti non hanno motivazioni adeguate, o meglio non vengono rese note dalle istituzioni, automaticamente il vigilato non ha strumenti per difendersi perché il dubbio crea incertezza e sfiducia nei risparmiatori. Su Asset – prosegue Ercolani – si è sentito di tutto. I soci sono tutte teste di legno, ci sono depositi milionari di dubbia provenienza, la maggior parte del capitale sociale è stato sottoscritto con fidi quando invece ci sono indici da rispettare, si davano affidamenti senza un criterio come se tutta l’organizzazione crediti fosse assente con file di clienti a chiedere prestiti.
I banchieri si riuniscono a casa del sottoscritto come se Fiorentino fosse Davos e chi più ne ha, più ne metta. Tutte falsità, superfluo ribadirlo con forza. Come se non ci fossero le segnalazioni mensili, trimestrali, semestrali che vengono spedite regolarmente in Banca Centrale!
Ma ecco il paradosso: oggi Banca centrale per sviluppare le ricerche su potenziali infrazioni (si parla di diffuse illegalità) si è servita degli uomini preposti ai controlli di Asset Banca. Ma se ti servi di loro significa che sei sicuro che questi abbiano operato bene! Altrimenti come faresti a fidarti di quelli che dovevano vigilare sulle illegalità e non hanno vigilato? Significa che ti ostini a cercare quello che non c’è”.
Poi Ercolani snocciola i numeri di Asset. Numeri non smontabili e che forniti hanno lasciato senza parole i presenti, scioccati da un commissariamento incomprensibile: “Dai dati bilancio ufficiali si evince che il nostro indice di solvibilità era 13 con livello minimo richiesto di 11. Che il rapporto impieghi e raccolta era 55, con una media sistemica di 81; che la leva patrimonio/attivo era 11, la più bassa del sistema bancario sammarinese; che gli indici di copertura dei crediti dubbi erano assolutamente nella media del sistema.
Allora perché commissariare? Per le perdite? Ma allora c’erano altri istituti ben più importanti del nostro su cui intervenire. O forse era più facile aggredire Asset? Tutti sanno che sostituire il Cda e i vertici di una banca con commissari che non sono manager significa affossare la Banca. In Italia e nel mondo non si fa più. Dopo l’ispezione occorreva parlare con il Cda e successivamente con i soci per rimuovere gli ostacoli di una gestione non gradita dalla Bcsm. Si sarebbe evitato:
A livello privato
– di perdere decine di milioni di liquidità di cui 2/3 bonificati in Italia.
– di perdere fiducia verso la clientela acquisita in 16 anni di lavoro
– di perdere ricchezza di chi ha investito e creduto in San Marino
– di perdere minimo 50 posti di lavoro
– di perdere 352 fornitori (pensate al moltiplicatore economico dell’indotto).
A livello pubblico
– gravissimo danno di immagine paese (ci vorranno anni per recuperare credibilità)
– maggior fuoriuscita di liquidità verso l’Italia
– minori introiti fiscali
– depotenziamento del sistema bancario.
Asset banca non deve e non può chiudere quei 352 fornitori, i dipendenti i risparmiatori lo dicono. Quanto di buono è stato fatto non si può vanificare mettendo spalle al muro una realtà sistemica che ha portato innovazione, investimenti e risparmio a disposizione dello Stato.
Quando il Segretario alle Finanze dice che saranno tutelati gli investitori. Bene lo faccia!
Cosa è possibile fare a questo punto per Asset?
Banca centrale deve convocare i soci per la ricapitalizzazione, se necessaria, e favorire fusioni tra istituti con pari dignità. Oggi è inevitabile. Il valore di Asset banca non è né più né meno di quello di un’altra banca. Al termine della Aqr i patrimoni delle banche saranno azzerati.
I dati al 31 dicembre 2016 parlano di un patrimonio netto di 399 milioni. Se la svalutazione dei crediti ammonta, come sembra, a 486 milioni di cosa parliamo?
Ecco perché una richiesta di affidamento di 500milioni.
Non possiamo pensare di essere ceduti a Cassa di risparmio come dice continuamente il Segretario alle finanze. Non mi risulta sia un azionista: giù le mani da cose non dello Stato.
Altre banche non hanno più patrimonio. Il blocco dei pagamenti deve essere annullato: Banca centrale restituisca la fuoriuscita di liquidità che ha causato” conclude Ercolani.
La serata è proseguita con accalorati interventi di cittadini dalla platea che hanno sostenuto Asset Banca in questa “resistenza” verso quella che a tutti è apparso come un atto abnorme e non giustificato.
Resta la proposta e l’apertura degli ex soci, una apertura importante e molto concreta. La palla passa ora al Governo.
La Tribuna