San Marino. Commissione Consiliare IV, audizione del Comitato  Esecutivo dell’ISS – Giovedì 26 febbraio 2026 pomeriggio. Report by AskaNews

Nel pomeriggio la Commissione Consiliare Permanente IV ha concluso l’audizione del Comitato  Esecutivo dell’ISS, con un confronto fitto su riorganizzazione, sostenibilità, liste d’attesa e scelte  strategiche legate al nuovo ospedale, incluse esternalizzazioni e finanza di progetto.  

Ad aprire il dibattito è stato Gian Carlo Venturini (PDCS), che ha richiamato la necessità di  “affrontare il tema della mobilità volontaria e della mobilità per aree compartimentate” per  “razionalizzare al meglio le risorse umane” senza “ridurre in alcun modo” i servizi, anzi per “erogare  altri e nuovi servizi”. Venturini ha posto l’accento sul “progetto anziani”, sull’attuazione dell’hospice  e sul potenziamento dei posti letto. Tra i punti politici sollevati la legge sulla famiglia e la figura del  caregiver, e la riorganizzazione della medicina di base per “ritornare a un rapporto più diretto, più  umano” superando le modalità introdotte durante il Covid. 

Il Direttore Amministrativo ISS Manuel Canti ha ringraziato per la “manifesta vicinanza della  componente politica”, definendola “assolutamente vitale” perché le scelte richiedono “un equilibrio  difficilissimo” tra efficientamento e qualità, in un settore dove pesano abitudini consolidate. Canti ha  indicato una rotta metodologica: prima “un’analisi approfondita dei processi e delle procedure”, poi  il completamento del “funzionigramma” per chiarire “cosa fa e di cosa si occupa ogni singola  struttura”, e solo dopo – se necessario – una revisione dell’atto organizzativo. Ha chiarito la  distinzione con il fabbisogno del personale: “Sono due documenti concettualmente e funzionalmente  ben diversi”. Ha usato un esempio per spiegare possibili evoluzioni: “La pneumologia sta alla geriatria  come l’ortopedia sta all’oculistica”, ipotizzando in futuro una maggiore autonomia e visibilità delle  specialità. 

Sul fronte infrastrutturale, Canti ha aggiornato su lavori e priorità: “Abbiamo dato assoluta priorità  all’oncologia”, con avvio cantieri “tra la fine di marzo e i primi di aprile”. Sull’hospice: ricerca di  “soluzioni transitorie meno onerose e più veloci”. E sul nuovo ospedale ha difeso una finanza di  progetto “leggera” e “flessibile”, anche con remunerazioni legate a servizi manutentivi o accessori,  puntando a “riprendere in mano la documentazione… e avviare una procedura a evidenza pubblica”  tramite “dialogo competitivo”, per un contratto “dinamico” e adattabile nel tempo. 

Il Direttore delle Attività Sanitarie e Socio-Sanitarie Alessandro Bertolini ha impostato un intervento  netto: “La finanza di progetto non è una scelta ideologica ma una necessità economica ineludibile”.  Ha affrontato tre temi: camera ardente, hospice e consulenze. Sulla camera ardente: “Concordo  pienamente sulle criticità”, ma la priorità è l’hospice. Sull’hospice: individuata una sede “rapida e a  basso costo nell’ex padiglione della casa di riposo”, “transitoria” ma immediata. Sui consulenti ha  fornito numeri e metodo: “Ho trovato due milioni e duecentomila euro unicamente per consulenti ad  personam”; dopo revisione con i primari e alcune rinunce “siamo scesi a un milione e seicentomila  euro”, cercando di trasformare collaborazioni in assunzioni a tempo determinato e correggendo  “grave disomogeneità nelle retribuzioni orarie”. Sul taglio lineare del 10%: “Ha portato alle  dimissioni di un solo medico senza causare alcuna presunta fuga di cervelli”.

Il cuore politico e mediatico della seduta è stato però sulle liste d’attesa e sull’appropriatezza  prescrittiva. Bertolini ha definito i numeri “fuori scala”: “A fronte di un bacino di sole 35 mila anime abbiamo in un anno oltre 1.100.000 esami del sangue, 70 mila indagini radiologiche e oltre 452 mila  visite specialistiche”. La risposta proposta passa per percorsi e regole: “Stiamo fortemente  implementando i PDTA con ottimi risultati per la dermatologia e il monitoraggio dei nevi”. Ha  denunciato dinamiche di domanda impropria: “Il caso surreale del paziente che prenota visite mensili  dall’otorino per un semplice tappo di cerume”. E sul 118 ha riconosciuto il valore del medico a bordo anche di notte, ma ha evidenziato i limiti di organico attuali: “Non disponiamo della pianta organica  adeguata”; nel frattempo, protocollo per consentire agli infermieri di somministrare “farmaci  salvavita come l’adrenalina” su indicazione medica. 

Canti è tornato sul tema sostenibilità e servizi esternalizzati. Sul personale e farmaci: “La spesa  sanitaria per ben il settanta per cento” è composta da “costi del personale e dei farmaci”; serve “agire  sull’efficientamento delle risorse umane” con “pieno e convinto sostegno politico”. Ha spiegato che  parte dell’incremento di spesa è legato ai forfait sanitari verso l’Italia: “Quasi sei milioni… per i  numerosi frontalieri”. Sulle pulizie: aumento inevitabile dopo rinnovi contrattuali, con  razionalizzazione del servizio. Sulle cucine, nodo “esternalizzazioni”: di fronte a un adeguamento da  “quattrocentocinquantamila euro” in un blocco destinato alla demolizione e difficoltà nel reperire  cuochi, “abbiamo quindi deciso di esternalizzare questo servizio accessorio”, valutando la  ricollocazione del personale “nel settore scolastico statale”. 

Il Segretario di Stato Marco Gatti ha condiviso l’idea che progettare la sanità a dieci anni sia poco  utile: “Pensare oggi a una prospettiva di dieci anni è sostanzialmente una perdita di tempo”. Sulle  pensioni ha respinto l’ipotesi di una nuova riforma ravvicinata: “Se un’altra nel 2026, significa che  l’abbiamo fallita completamente”. Alla domanda se nella finanza di progetto i servizi core resteranno  pubblici, Miriam Farinelli (RF) ha chiesto: “Mi basta solo un sì o un no”, e Gatti ha risposto secco:  “I servizi core resteranno tutti in capo all’ISS”. 

L’ordine del giorno della maggioranza, letto da Maria Adele Aida Selva (PDCS), “condivide gli  interventi attuati e le linee di azione” del Comitato Esecutivo e dà indirizzi operativi. Tra i punti  salienti: (a) riduzione liste d’attesa rivedendo orari e utilizzo di locali e diagnostica, e rimodulando  autorizzazioni alla libera professione; (b) linee guida per appropriatezza prescrittiva; (c) revisione e  razionalizzazione delle collaborazioni e convenzioni, privilegiando accordi quadro pluriennali con  diritto di recesso; (d) potenziamento progetto anziani (ARA e ADI, visite domiciliari programmate,  ottimizzazione OSS e infermieri); (e) realizzazione hospice e lungodegenza; (f) rafforzare rapporto  medico-infermiere-paziente superando gradualmente il triage territoriale e riorganizzare la medicina  di base in presidi integrati; (g) nuovo servizio di visite pediatriche; (h) protocolli con Emilia-Romagna  per invio pazienti e formazione; (l) firma elettronica e fascicolo sanitario elettronico, telemedicina; (m)  bilancio sociale ISS 2025. Al Governo, tra i mandati: aggiornare fabbisogno ISS e disciplina  trasferimenti per salute; Pdl sulla libera professione e norma urgente per prestazioni aggiuntive;  aggiornare regole PDR; consolidare disciplina prestazioni extra; linee guida del nuovo piano sanitario  e aggiornamento atto organizzativo. 

Dai banchi dell’opposizione, Matteo Casali (RF) ha criticato l’impostazione politica: “Documenti elenchi di buoni propositi”, e si è detto “spiazzato” dall’idea che pensare a lungo termine sia inutile.  Sul nuovo ospedale ha chiesto trasparenza: “Pretendo che questo dibattito avvenga alla luce del sole”.  Ha attaccato il rischio di PPP senza controllo pubblico: “Come possiamo pretendere se oggi non siamo  nemmeno in grado di alzare il telefono per richiamare un nostro primario?”. E in replica finale ha  contestato la visione del canone: parlare solo di canone “sarebbe infinitamente più corretto chiamare  semplicemente affitto”, chiedendo “di cominciare a condividere i dati tecnici”.

Emanuele Santi (Rete) ha rimarcato “grave divergenza di vedute” nel Comitato Esecutivo sull’atto  organizzativo e ha avvertito: “Da vent’anni discutiamo degli stessi nodi”, ma senza coraggio politico  “non risolveremo mai nulla”. Ha denunciato criticità in oncologia, con malati che “devono condividere  i bagni con la pediatria”, e ha chiesto chiarimenti sui costi: “Pulizie aumentate del venti per cento, spesa per medicinali da sedici a ventuno milioni”. 

Farinelli (RF) è tornata sulla casa di riposo: “È assolutamente necessario una figura medica  responsabile e stabile”, e ha chiesto “monitoraggio puntuale delle infezioni” nelle RSA: “Solo i numeri  nudi e crudi ci dicono se stiamo operando bene”. 

Nelle battute conclusive Gatti ha difeso la finanza di progetto come modalità per evitare indebitamento  diretto: “Non è un semplice contenitore ma una precisa modalità”. Ha spiegato che il canone dipende  da “quanti e quali servizi decideremo di esternalizzare” e ha ribadito che “non è stata fatta alcuna  scelta definitiva”. 

Infine Vladimiro Selva (Libera) ha invitato a non “blindare” soluzioni e ha sostenuto l’idea di lasciare  al costruttore la manutenzione: “Per garantire la massima qualità eviterà di risparmiare sui  materiali”. E ha avvertito sul costo dell’attesa: “Stiamo spendendo cifre ingenti per la manutenzione  della struttura esistente”, risorse che potrebbero finanziare il nuovo ospedale. 

La discussione proseguirà domani alle 13:00 con la votazione dell’ordine del giorno. 

20260226 – Commissione Consiliare IV – Report giovedi 26 febbraio 2026 pomeriggio