Doppio confronto politico nella seduta mattutina della Commissione Consiliare Permanente IV, prima sul documento conclusivo dell’audizione del Comitato Esecutivo ISS e poi sull’organizzazione dei servizi di Tutela Minori. Nel primo caso maggioranza e opposizioni si dividono sulla valutazione del lavoro svolto dall’Istituto, sulle prestazioni laboratoristiche a pagamento e sul percorso verso il nuovo ospedale: l’ordine del giorno viene approvato con 10 voti favorevoli, 3 contrari e un astenuto. Sul secondo comma il Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini riferisce sul nuovo assetto di Tutela Minori e Servizio Minori, con dati in crescita sui casi seguiti e un confronto che si concentra su organici, protocolli, coordinamento tra servizi e adeguatezza della sede. Anche in questo caso il dibattito sfocia in un ordine del giorno, approvato con 8 voti favorevoli e 4 contrari. L’ordine del giorno dell’8 maggio, alla base del riferimento sui minori, aveva effettivamente chiesto la revisione dell’assetto organizzativo e il rafforzamento dell’integrazione tra UOSD Tutela Minori e UOC Servizio Minori.
Sul comma dedicato all’audizione del Comitato Esecutivo ISS, Andrea Ugolini (Pdcs) annuncia il voto favorevole del proprio gruppo all’ordine del giorno, che punta a “cristallizzare quello che di positivo è stato fatto”, mantenere traccia degli interventi in corso e fissare gli obiettivi ancora da raggiungere. Tra le priorità richiama cure di prossimità, assistenza agli anziani e possibilità di consentire, in casi circoscritti, prestazioni laboratoristiche a pagamento richieste volontariamente dagli assistiti al di fuori dei criteri di appropriatezza clinica. Per Ugolini, il laboratorio potrebbe rappresentare “il primo ambito nel quale sperimentare una modalità di questo tipo”, senza incidere sull’attività istituzionale.
Di segno opposto Matteo Casali (Rf), che contesta anzitutto il metodo degli ordini del giorno successivi alle audizioni e giudica il documento “troppo celebrativo” rispetto ai risultati effettivamente raggiunti. Critiche anche sul principio delle prestazioni a pagamento, che secondo Casali introduce una questione di grande rilievo per il modello universalistico sammarinese e meriterebbe una riflessione più ampia. Sul nuovo ospedale attacca inoltre il Psd, richiamando le posizioni espresse dal partito nelle settimane precedenti: “Alzate pure la tensione politica su tutto quello che volete, ma non sulla sanità”. Repubblica Futura annuncia quindi voto contrario.
Luca Lazzari (Psd) respinge la lettura secondo cui il proprio partito avrebbe cambiato posizione. Il punto, spiega, resta quello posto ad agosto: il sistema non è più completamente pubblico nella pratica, perché una parte degli assistiti ricorre già a prestazioni esterne o private. “Il pubblico non si difende facendo finta che il privato non esista, lo si difende governandolo”, afferma. Sul nuovo ospedale precisa che l’ordine del giorno non ne decreta la partenza, ma assegna alla politica il compito di approfondire caratteristiche, servizi, costi e possibili modalità di finanziamento. Il Psd annuncia voto favorevole.
Contraria anche Rete. Emanuele Santi sostiene che la rappresentazione offerta dalla maggioranza sia “edulcorata” e torna sul tema delle pressioni politiche sull’ISS, delle liste d’attesa e dell’aumento della spesa. Forti perplessità sul punto che apre alle prestazioni a pagamento per gli assistiti: “Questo potrebbe diventare il grimaldello per introdurre progressivamente altre prestazioni a pagamento”. Sul nuovo ospedale, Santi invita a superare ulteriori rinvii: “Se vogliamo fare il nuovo ospedale, troviamo le risorse e partiamo”.
Denise Bronzetti (Ar) difende invece un’impostazione che riconosca il lavoro svolto dal Comitato Esecutivo senza negare le criticità. Sottolinea la distinzione tra indirizzo politico e gestione amministrativa e invita a sciogliere rapidamente i nodi ancora aperti sulla libera professione, sulle prestazioni a pagamento e sull’organizzazione dei servizi. Anche l’atto organizzativo, osserva, potrà essere rivisto se il nuovo Piano Sanitario e Sociosanitario farà emergere esigenze incompatibili con l’assetto attuale.
Gaetano Troina (D-ML) concentra invece l’attenzione sul nuovo ospedale, chiedendo una decisione non più rinviabile, e sulla necessità di mantenere nel frattempo pienamente efficiente la struttura attuale. Esprime apprezzamento per la chiarezza mostrata dal Comitato Esecutivo su alcuni temi, pur mantenendo riserve sul personale e sulla mammografia. Positivo il giudizio sulla libera professione rivolta all’esterno. Domani-Motus Liberi sceglie l’astensione, definendola “l’ultimo credito di fiducia” concesso alla gestione della sanità.
Guerrino Zanotti (Libera) rivendica infine il carattere realistico del documento, sottolineando che le criticità ancora presenti – dalle liste d’attesa alla medicina territoriale – sono espressamente richiamate. Sulle prestazioni di laboratorio a pagamento invita comunque alla “massima cautela”, escludendo che possano diventare il primo passo verso una sanità a pagamento. Sul nuovo ospedale nega divisioni interne alla maggioranza e richiama la necessità di valutare con attenzione un’infrastruttura strategica per l’intero Stato. L’ordine del giorno viene quindi approvato con 10 voti favorevoli, 3 contrari e un astenuto.
La Commissione passa quindi al riferimento del Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini sull’applicazione dell’articolo 33 della Legge n.129/2022 e sull’organizzazione dei servizi rivolti ai minori e alle famiglie. La relazione descrive un modello fondato sulla distinzione tra UOSD Tutela Minori, competente per valutazione, tutela, controllo e monitoraggio, e UOC Servizio Minori, incaricata del sostegno alla genitorialità, del supporto psicologico e della psicoterapia. L’obiettivo, spiega Ugolini, è mantenere separate valutazione e cura senza frammentare il percorso della famiglia.
I dati indicano una crescita dei carichi di lavoro: i casi attivi della Tutela Minori passano da 60 alla fine del 2022 a 101 al 30 giugno 2026, mentre le segnalazioni salgono da 25 nel 2024 a 54 nel 2025, con altre 27 nel primo semestre 2026. Dall’entrata in vigore del nuovo assetto, 34 minori sono stati presi in carico dal Servizio Minori per interventi psicologici o psicoterapeutici, tre per interventi socioassistenziali e 21 adulti per sostegno alla genitorialità; nell’85% dei casi la presa in carico è avvenuta entro quindici giorni. In corso anche protocolli con Pediatria, Salute Mentale, Disabilità, scuola e altri servizi, mentre è stata riattivata la collaborazione con il Centro Affidi di Rimini.
Marinella Lorena Chiaruzzi (Pdcs), forte della propria esperienza professionale nel settore, difende la separazione tra funzioni di valutazione e funzioni di sostegno, giudicandola confermata dall’esperienza maturata dal 2022. Richiama però la necessità di verificare la consistenza dell’organico: “La Tutela Minori dispone però di un’équipe effettivamente molto piccola e ristretta”. Chiede quindi attenzione al rischio di burnout, formazione continua e sostegno agli operatori.
Casali riconosce che la separazione tra valutazione e presa in carico “possa avere senso”, ma contesta la distanza tra il mandato contenuto nell’ordine del giorno di maggio, che chiedeva una revisione dell’assetto, e una relazione dalla quale a suo giudizio emergono poche criticità. Segnala possibili problemi nei casi in cui la necessità di coinvolgere l’autorità giudiziaria emerga dopo l’avvio del percorso terapeutico, oltre a questioni ancora aperte sulle famiglie affidatarie e sui due posti di pedagogista previsti nell’organico del Servizio Minori.
Francesca Civerchia (Pdcs) difende con decisione la distinzione delle funzioni, che indica come coerente con le raccomandazioni europee e con i riferimenti specialistici italiani, ma riconosce la necessità di perfezionare protocolli e istruzioni operative. L’aumento dei casi, osserva, può indicare anche una maggiore capacità del sistema di intercettare situazioni che in passato sarebbero rimaste sommerse.
Più critico Santi, che sostiene che il mandato di maggio alla revisione organizzativa non sia stato realmente attuato. Porta in Commissione due questioni specifiche: la disponibilità della stanza utilizzata per le osservazioni protette e la collocazione della Tutela Minori negli spazi del Centro Salute Donna, che a suo giudizio presenta problemi di riservatezza. “Quel servizio deve tornare a funzionare nel modo migliore possibile, con un unico obiettivo: proteggere i bambini e sostenere le famiglie”, afferma.
Zanotti invita a evitare “battaglie politiche di piccolo cabotaggio” su un tema così delicato. Per Libera il problema non è la separazione delle funzioni, ma la necessità di rafforzare la Tutela Minori dopo il ridimensionamento di alcune risorse professionali. Il consigliere sollecita il completamento dell’organico, la formalizzazione dei protocolli e una rivalutazione della sede, giudicata non pienamente adeguata sotto il profilo della privacy.
Miriam Farinelli (Rf) concentra l’intervento sulle famiglie affidatarie e valuta positivamente il rapporto con Rimini per formazione e accompagnamento. Chiede però attenzione anche alle famiglie affidatarie part-time, che segnala essere rimaste senza indennizzo, e concorda sulla necessità di superare la collocazione attuale della Tutela Minori, indicata come temporanea.
Denise Bronzetti richiama soprattutto la crescita dei casi, definendola il dato più preoccupante, e sottolinea che “proprio tutto a posto ancora non è”. Sollecita maggiore attenzione a risorse, competenze e spazi e chiede anche un dato sui minori che, dopo la presa in carico da parte di Tutela o Servizio Minori, vengono successivamente seguiti dall’area disabilità.
Nella replica, Ugolini riconosce che, alla luce dell’aumento dei casi, potrebbe rendersi necessario un ulteriore rafforzamento degli organici. Conferma inoltre come priorità il completamento dei protocolli operativi e una migliore organizzazione degli spazi del Dipartimento Sociosanitario. Le tre direttrici indicate sono “le risorse umane necessarie”, i protocolli tra servizi e il tema degli spazi, con l’obiettivo di garantire maggiore riservatezza e condizioni di lavoro più adeguate.
Zanotti presenta quindi una bozza di ordine del giorno che impegna il Governo a completare e verificare l’organico della Tutela Minori, formalizzare i protocolli mancanti, assicurare un raccordo strutturato con il Servizio Minori, verificare l’adeguatezza della sede e riferire nuovamente alla Commissione entro sei mesi. Dopo una sospensione per cercare una convergenza, Chiaruzzi annuncia il voto favorevole dell’intera maggioranza.
Casali esprime invece “sconcerto” e accusa la maggioranza di avere fatto riemergere nell’ordine del giorno criticità che, a suo giudizio, non erano risultate con la stessa evidenza dalla relazione del Segretario. Secondo Rf, il nodo riguarda anche le scelte compiute nel 2024 sugli organici della Tutela Minori e gli equilibri interni alla maggioranza. “Un organico deve essere adeguato o inadeguato in funzione del servizio che deve garantire, non in funzione di chi in quel momento si trova a dirigere”, afferma annunciando voto contrario.
L’ordine del giorno sulla Tutela Minori viene infine approvato con 8 voti favorevoli e 4 contrari. I lavori si interrompono intorno alle 13 e riprenderanno alle 15 con il comma 2.
Di seguito un estratto dei lavori









