San Marino. Commissione d’Inchiesta BANCA CIS. D’Addario#16: ”Cda, Audit, Revisioni e Banca Centrale erano tutti a libro paga della Banca Cis”

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  • LETAME

    Inizio sedicesima parte

    COMMISSARIO: ”Alla luce di quello che è emerso, una banca che è uno degli organismi piu’ controllati al mondo, possibile che organismi di controllo di quella banca, il collegio sindacale, la società di revisione non abbiano espresso dei giudizi o comunque creato degli alert in base alla sua situazione debitoria in quella banca?”

    D’ADDARIO: ”Questa è una domanda intelligente perchè è arrivato al nocciolo della questione. Voglio difendere Grandoni, perchè dico che lui non va giudicato con i pregiudizi. Perchè ad un certo punto Marino si è accorto che stava  succedendo qualcosa in banca, al di là della mia questione e della perdita di 20 milioni di capitale sociale. Poi arriva il tuo socio Colombini e ti porta via 30 milioni il gioco è fatto. C’è da dire anche questo. Dobbiamo fare un passo indietro ed impediamo agli imprenditori di San Marino che non sono nel settore bancario di avere interessenze nelle banche sammarinesi. O fai il banchiere o fai l’imprenditore. Questa è una mia considerazione. L’audit interno doveva vigilare  e controllare, ed è proprio per questo che ho fatto dimettere mia suocera dalla società dell’audit interno di Massimo Zucchi. Proprio lui, Zucchi, mi ha chiamato e mi ha invitato a mangiare al ristorante Il Monte. Mi disse che se gli davo 50.000 euro mi faceva sparire tutte le fideiussioni. Gli ho detto che cascava male perchè non avevo firmato nulla. In una pagina, al bar, ho scritto Pippo Baudo. Perchè non mi ha mai chiamato nessuno? è per questo. Però vi dico una cosa Cda, Audit, revisioni e Banca Centrale erano tutti a libro paga della Banca Cis. Quando Andrea Albertini, è venuto via da indagato in Cassa di Risparmio, è stato messo nel Cda di Banca Cis e mi ha detto come mai tutti sti soldi, io gli ho risposto che mi avevano derubato. Lui veniva tutti i giorni, nel 2015, a prendere il caffè nel bar di mia moglie di fronte all’ufficio tecnico e ogni giorni mi diceva: ”mi raccomando Fede non denunciarmi che mettiamo a posto tutto”, questo Albertini.

    Fine sedicesima parte

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